TROY REDFERN (This Raging Heart) ••••

Chitarrista indiavolato Troy Redfern, intenso come This Raging Heart, la slide guitar non teme nulla a sentire Wrong Side of the Tracks, schioccano come frustrate le intense vibrazioni elettriche di Tonight, tanto che le endorfine prodotte dal movimento ritmico di This Raging Heart funzionano da analgesico e insieme da euforizzante.
Rock mischiato al blues, sale piano in It Ain't Easy è come un giocattolo, consente alla fantasia creativa di svilupparsi e di correre libera, contornano e lamb...
Nr° Letture : 102
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JACOB GREEN (Little Courage) •••½

Jacob Green e l'estrema, quanto necessaria, umiltà di un'idea quella di dividersi tra un ‘OneManBand’, (stompbox, quella sotto al piede, armonica e chitarre) e con la band.
La base di Little Courage che non lascia il proprio campo e vuole - e può - affacciarsi sul mondo del blues con convinzione per isolare un dettaglio e farne momento di sorpresa, dunque in Hope You Ain't Out of Love, Bring the Blues Back e nella ruvida bellezza di Like a Lightning Bolt e Break that Chain.
Si gira dalla pa...
Nr° Letture : 105
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CLARE FREE (Where Are You Now?) •••½

Where Are You Now? la succosa title track, spinge nella rievocazione degli archetipi di tanto blues/rock classico, ma Clare Free (chitarrista blues con un paio di onesti dischi alle spalle, l’ultimo 7 anni fa) non si limita a vivere di momenti espressivamente riusciti, l’egregio lavoro alla chitarra tiene in forte considerazione anche il suo passato sia nei contenuti che nella melodia.
Non per copiarlo, però, l’armonicista Bob Kidby le da una mano in Did The Right Thing e il blues Where Are You Now? è pr...
Nr° Letture : 92
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MARK EASTON (Free Yourself) •••½

Il blues per Mark Easton è forma di un emozione invece di essere emozione in sè, lo ribadisce in Free Yourself con un ritmo che ama i saliscendi repentini, intrigano in fretta e vanno a comporre un quadro dalle suggestioni sinistre tra la florida Your Driving’s Driving Me Crazy e per come sfocia nelle ballate lungo il delta mississippi (Indian Summer, Free Yourself e Rumour Has It).
Un riassestamento del punto di vista rispetto al blues/rock, una realtà che, nei suoi aspetti portanti, It...
Nr° Letture : 109
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SONNY LANDRETH (Blacktop Run) ••••

Sonny Landreth e la giusta cattiveria alla chitarra slide, mai domata, la distanza della vecchiaia è ancora lunga.
Con Blacktop Run andrete subito alla ricerca della sua storia, abbandonatevi alla fabula del lavoro alle corde della chitarra e all'emozione che ne vien fuori, approcciate dall’acustico della Title track con un pregevole lavoro che si espande specie nelle strumentali (Lover Dance With Me, Beyond Borders e Groovy Goddess).
La ricerca della matrice blues resta primaria, non si p...
Nr° Letture : 125
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TRICKLEBOLT (Straight into the Blue) •••½

Straight into the Blue ha chiare influenze rock anni ’70, si allarga il raggio d’azione, i confini non devono essere troppo marcati, senza regalare accenti ambigui, la grinta regna sovrana da Air Balloon, con l’organo Hammond in bella vista in Atlantis, il rock non ansima nel suo correre senza sosta contro il tempo solcato dai Tricklebolt, band olandese al secondo disco.
Sunday suona diretta, rock 'n roll classico con l’armonica che infuoca il finale, Tim Kampman e Bastian Pen, chitarrista e cantant...
Nr° Letture : 153
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DRIVE-BY TRUCKERS (The Unraveling) ••••

Pistole facili in luoghi sacri, per non parlare della droga che chiama morte, le violenze razziali, non sono tempi per la poesia, per Patterson Hood e Mike Cooley albergano come oggetti via via sempre più mimetizzati negli anfratti scomodi, ma inevitabili, della nuova politica Americana e lo spiattellano in The Unraveling.
Il suono è grintoso, ma il rock non straripa da ogni dove, sa imporsi ma mai come una presenza ossessiva in Armageddon's Back In Town, lo caricano di incognite e di conflitti sempre pronti ad esplo...
Nr° Letture : 160
DISCO DEL MESE
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JAGAT ••••

Jagat, ovvero ‘universo fisico’, la band lo spiega: “..deriva dal sanscrito, una delle prime lingue del mondo.. movimento che spinge l'universo ad una trasformazione che coinvolge ogni cosa.. fisiche a quelle spirituali. The Jagat e la musica.
Un introduzione che ci fa capire che Non ci sono “carinerie” in The Jagat, ma esplosioni di impulsi vitali, nervosi e chitarristici, verso una instabilità che porta dentro Ma Tu, inizia con uno stato di contaminazione espansa tra il rock di stampo classico e il blues e non...
Nr° Letture : 341
DISCO DEL MESE
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DEWOLFF (Tascam Tapes) ••••

Il nuovo album dei DeWolff è stato registrato ‘on the road’ per meno di 50 dollari, lo trovate scritto sulla copertina di Tascam Tapes.
Il trio olandese decide di sperimentare e lo registrano tra le pause del loro tour su un Tascam 4 Track Cassette Recorder degli anni ’80, naturalmente senza batteria (difficile farla entrare nel loro pullmino, ci entra al massimo la chitarra), pre-registrando i suoni di Luka van de Poel.
Col fratello, il cantante Pablo, aggiungono parentesi elettro-psichedeliche, percorsi sperimenta...
Nr° Letture : 184
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BAD TEMPER JOE & FERNANT ZESTE (Haunt) ••••

Due cantautori e chitarristi blues, il tedesco Bad Temper Joe incontra il belga Fernant Zeste 4 anni fa nella sua Bielefeld, per una serata blues, non sarà l’ultima.
Haunt è un disco tanto semplice da apparire spoglio, tanto lineare da sembrare démodé, nasce da conversazioni notturne attorno a un tavolo, alienazione avvolta dall'oscurità, sale come l'umorismo nero in 6 brani a testa.
La chitarra elettrica è la breccia che si apre nel tessuto di Don't Talk About Break-Up (While I Eat), Winterblues a...
Nr° Letture : 218
DISCO DEL MESE
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DEMIAN BAND (Souvenirs from Hell) ••••

Nato in Argentina e accasato in Spagna, sesto album per il chitarrista Demian Dominguez (cosa curiosa, un marchio di amplificatori gli ha dedicato un modello) in Souvenirs From Hell chitarre e blues dialogano e si nutrono di nuove energie (Souveners from Hell e You Don't Love Me) fino a definirsi in un tempo e in uno spazio magicamente sospesi nella ballata I'll Wotta Woman.
Luogo magico creato dalla Demian Band in cui ogni dettaglio della chitarra è pronto a lacerare carne e nervi in Whiskey...
Nr° Letture : 214
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PINE BOX DWELLERS (Desperate Days & Longing Nights) ••••

Band americana della Georgia, mischiano sonorità roots/country con bagliori swamp blues, hanno idee semplici di vita (amore per la famiglia, la vita dopotutto non è così male.. e poi c’è la musica) le propongono Sean Clark (voce e chitarra) e Jody Perritt (armonica e chitarra lap steel), le impronte marcate dei Pine Box Dwellers, e questo connubio spinge forte dall’iniziale Off the Side.
Prolungano l'azione in Another Man e Axle Grease & Gasoline, con un bel gioco alle corde delle chitarre in Three Sho...
Nr° Letture : 206
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NANDHA BLUES (Nandha Strikes Again) ••••

Max Arrigo e il trio dei Nandha Blues viaggiano su binari paralleli ma con velocità sfalsate, oneri diversi, ma hanno la stessa efficacia e incidenza nel nuovo disco Nandha Strikes Again.
6 anni dopo l’esordio di Black Straberry Mama è cambiata la batteria, una vecchia conoscenza Roberto Tassone, e l’inserimento al basso di Alberto Fiorentino, insieme raccolgono frutti ancor più succosi e significativi di quanto l'umiltà lasci presagire nel loro approccio al rock-blues, anni settanta, con le giuste influenze del souther...
Nr° Letture : 271
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SUGARTAPE (Chandeleidescope) •••½

La vita è un caleidoscopio, luci, colori, immagini, la cui quotidianità per la classic rock band del New Jersey oscilla fra consuetudini e abitudini poco placide e ripetitive della chitarra elettrica, ma per questo confortanti, e di questo, Chandeleidescope ama nutrirsi.
Ascoltando Over Me e Something New, se ne diventa complici in fretta, Matt (Hatt) Harron e Dean Dunlevy al disco d’esordio girano nel rock, non se ne esce da A Minor Crime e Fog on the Barrow Downs, i brani si succedono secchi, sen...
Nr° Letture : 188
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NEIL YOUNG & CRAZY HORSE (Colorado) •••••

Con Colorado, il musicista Neil Young sembra ancora ricorrere al rock come fonte di ispirazione, non come magazzino di materiali dei Crazy Horse, che dopo Psychedelic Pill del 2012 tornano, e si unisce anche Nils Lofgren che sporadicamente lo accompagnava, ai tempi di After the Gold Rush, e forse ne aveva bisogno dato l’imbarazzante Bruce Springsteen degli ultimi tempi.
Con l’armonica, parlando di oceani e praterie, apre Colorado, ascoltandola in Think of Me
Nr° Letture : 244
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KING OF THE TRAMPS (Wild Water) ••••

Un bel tuffo nel rock classico dalle tonalità roots/sudiste con i King of The Tramps, è una galleria di specchi Wild Water, dalla Title track si apre una ballata dove il rock entra in loop con la malinconia roots della chitarra steel che ha sempre una grazia particolare, e il vostro lettore Cd di colpo s'incanta e tornerebbe indietro volentieri.
Il frontman Todd Patridge dalla piccola città dell’Iowa, si carica politica e chitarre tirate al massimo e l’armonica, così graffiante in Burnin, non da meno la...
Nr° Letture : 242
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GHALIA (Mississippi Blend) •••½

Nativa del Belgio, Ghalia Volt vive il confronto col Mississippi blues cercando di superare barriere territoriali, vincere la necessità d'un nuovo inizio, violare continuamente quelle che sono ritenute le leggi del rapporto con il blues, per Ghalia non è stato facile, e per Mississippi Blend si è decisa a farsi appoggiare da chi, in quel mondo, ci naviga a occhi chiusi.
Gypsy Lady ha lo spirito giusto e la chitarra di Lightnin’ Malcolm, il veterano discowmelon.asp
Nr° Letture : 218
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TEN YEARS AFTER (Naturally Live) ••••

Registrato nel Marzo dello scorso anno in Germania, la band britannica dei Ten Years After dello scomparso Alvin Lee sembrava aver definito una linea di confine oltre la quale non poter andare.
Stare in equilibrio su quella linea è adesso il compito del songwriter, voce e chitarra, Marcus Bonfanti che ha portato nuova linfa alla base storica Chick Churchill (tastiere) e Ric Lee (batteria, recentemente ha pubblicato un libro, From Headstocks To Woodstock), con il bassista Colin Hodgkinson ...
Nr° Letture : 237
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MAGPIE SALUTE (High Water II) ••••

I Black Crowes sono dietro l’angolo, le voci di una 'reunion' sono insistenti, allora questo secondo capitolo dei Magpie Salute dove lo si inserisce? Scritto a Nashville nella stessa sessione del Primo capitolo meno un paio di canzoni registrate durante il tour dello scorso anno, una decisione che sembra la conseguenza a un progetto fermentato da tempo, ma su di un palco è come una roccia vulcanica la cui forma prima di fissarsi definitivamente è ancora pronta a sgretolarsi o deformarsi....
Nr° Letture : 209
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AMONG LYNX (Movement) •••½

Band svedese, armonica e blues, in Svezia non sono una novità questo gruppo di solo donne, delle Among Lynx si conoscono i vocalizzi di Evami Ringqvist, la slide guitar di Moa Brandt e l’armonica di Elin “Luffar Lo” Öberg.
Al primo ascolto di Movement si capisce di avere davanti un corpo febbrile, le note pulsanti che salgono da Shameless accalappiano anche i più distratti, non solo gli sguardi di queste belle ragazze sono pronte a depistare, quello che resta vivido è un sano blues/rock dai diversi piani sequen...
Nr° Letture : 206
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NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (Up and Rolling) ••••

Alcuni scatti del fotografo texano Wyatt McSpadden documentano una domenica in famiglia nel lontano 1996, c’è papà Jim Dickinson e dei vicini di casa particolari e naturalmente i figli, Cody & Luther, e quest’ultimi le scoprono, quelle immagini in bianco e nero, solo nel 2017 diventando un banco d’ispirazione talmente vitale da trasportare in note e suoni, quei bei ricordi.
Il succoso libretto fotografico di 25 pagine annesso al cd e ne include 6 con gli illustri ‘vicini’ (RL Burnside e Junior Kimbrough), preparano lo sfondo del cele...
Nr° Letture : 266
DISCO DEL MESE
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BAND OF HEYSEK (I'm Glad I Met You) •••½

Il trio Ceco continua a proporre risposte univoche senza fabbricare ricette precostituite: I’m Glad I Met You si inoltra in un blues/rock opaco, c'è grinta da vendere (Don't Break It Down, Driving Those Roads Again e Fade Away) scorre velocemente, e subito siamo introdotti in uno spazio labirintico, in cui il confine si attenua solo in Muddy Rivers.
Jan Švihálek lì inizia a disegnare una rassicurante mappa cognitiva entro i confini perimetrabili del blues e nel crescendo di Looking For Free Spiri...
Nr° Letture : 251
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LISA LYSTAM FAMILY BAND (III) ••••

Terzo disco per gli svedesi della Lisa Lystam Family Band, altro raggio di luce caldissimo in un autunno che fatica a farsi largo.
Da Get Out Of Bed elementi blues e rock si iniziano ad accumulare, la funzione metaforica sul mondo trae giovamento dalla spinta delle chitarre di Matte Gustafsson e Fredrik Karlsson, e inaspettamente proprio quest’ultimo prende il microfono in High Expectations, un duetto riuscito, come l’album III.
La voce di Lisa Lystam e la ricerca della melodia vengono in superficie i...
Nr° Letture : 240
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SAMANTHA FISH (Kill Or Be Kind) •••½

Rhythm & blues, con le enfasi rock forti come Bulletproof (Tangle Eye Mix) e poi la sezione fiati, quando entra si porta dietro uno sfondo anni ’60 caldo e avvolgente come in Kill Or Be Kind e Try Not To Fall In Love With You, questo binomio è protagonista assoluto del sesto disco di Samantha Fish, la signora e padrona che domina tutto quanto il disco, dall'inizio alla fine.
Un punto vincente che nel corso degli ultimi anni si è perfezionato, per le melodie e per come usa la chitarra, Samantha Fish sa com...
Nr° Letture : 232
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MINKS (Light & Sweet) •••½

Un rock & roll pastoso, carico, con qualche accenno roots-blues, la front woman Nikki Barber suona la chitarra e porta avanti un sogno, i The Minks, band di Nashville con un paio di Ep alle spalle e tanti kilometri e asfalto sul groppone.
Light & Sweet è un esordio che convince, sembra lasciarsi inghiottire dalla realtà che lo circonda, per lo più sanguigna, disordinata e in rapida trasformazione quando si passa da I Want You, Movin' On e Oh My My alla ballata di Bring Your Lovin' Home to Me
Nr° Letture : 236
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TESKEY BROTHERS (Run Home Slow) ••••

I fratelli australiani Josh e Sam Teskey (voce e chitarra), dimostrano di avere personalità al secondo disco Run Home Slow, un ulteriore scalino, non troppo stabile per come vanno alla ricerca di variazioni strumentali e orchestrali rispetto al folgorante esordio di Half Mile Harvest, ma anche se non raggiungono il sospirato capolavoro, Run Home Slow sa farsi valere.
L’impronta anni ’60 e ’70 è ancora decisamente marcata ed è la spinta ad andare avanti sia tra Let Me Let You Down sia quando lo spirito di Otis Redding c...
Nr° Letture : 264
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JEFF MASSEY (From the Highway to the Show) •••½

Jeff Massey si ricuce uno spazio solista e acustico, un ‘one-man-show’ sfuggevole, se lo si pensa come frontman della Steepwater Band, dilatato, per come i brani scelti sembrano quasi specchiarsi e riconoscersi con la sua vita di musicista.
Dalla sua parte quando il tocco è blues, Ain't Got Love e nell’omaggio a Muddy Waters di Rollin' and Tumblin' e I Can't Be Satisfied (il pregevole gioco alla chitarra continua in Roadblock), la scrittura diventa un eleme...
Nr° Letture : 239
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CHILDREN OF THE SÜN (Flowers) •••½

Sentori psychedelici accennati, tanto spirito hippie, quello dell’amore dappertutto, la buona notizia è che sono Svedesi, amano il rock classico, anni 70’, guardano a quel mondo che si è portato via quell'amore perché qui, oggi, l'amore è sempre un'altra cosa.
Quello è l’amore vero, ma questo non è affatto un'ombra.
Flowers è il disco d’esordio della numerosa band dei Children of the Sün (sono ben 8), sin da Her Game sbuffano vapori di classic rock come fossero certezze, i vocalizzi di Josefina Berglund Ekholm...
Nr° Letture : 241
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ASH GRUNWALD (Mojo) •••½

Mojo è il frutto di un viaggio di 5 anni tra i chiaroscuri della vita del chitarrista australiano Ash Grunwald, condensati nel libro, Surf By Day, Jam By Night, ovvero le sue passioni, il surf e la musica.
Su quest'ultimo versante, il bluesman dopo un silenzio di 4 anni torna a far del solido blues&rock, per il nono disco decide per una ricca collaborazione di artisti e su Mojo i virtuosismi alla chitarra e le ospitate illustri procedono in linea retta.
Si intrecciano e si accavallano (Hammer e in special modo ...
Nr° Letture : 234
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ANDREAS DIEHLMANN BAND (Point Of No Return) ••••

Il talento di Andreas Diehlmann non soffre di alcun afflosciamento, il dolce incedere dell’iniziale You Are My Woman è come un soffio prolungato di blues & rock che si potrebbe credere essere il mormorio della brezza di Point of No Return, soave, passa, lasciando indelebili tracce, sull'anima profondamente scossa della chitarra e coi fedeli compagni di corsa (Volker Zeller, basso e Tom Bonn, batteria) a compattare il tutto.
Ebbene si, l’Andreas Diehlmann Band non sbaglia un colpo, Point Of No Return e ...
Nr° Letture : 234
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RICH HOPKINS AND LUMINARIOS (Back To The Garden) ••••

Back to the Garden è sulla scia di quel ‘desert rock’ conosciuto nell'album precedente, My Way or the Highway, le chitarre, acustiche ed elettriche lo solcano in lungo e in largo, il songwriter dell’Arizona le evidenzia subito nella bella Acoma Mary, Rich Hopkins And Luminarios (con la moglie Lisa Novak) è bravo nello scambio poetico che crea con lo sfondo di Back to The Garden, ed il valore del testo e sulla stessa scia della melodia entro cui egli ha potuto calarsi.
...
Nr° Letture : 242
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ANDREW ROBERT EUSTACE (Different Sides) ••••

Blues e Rock, uno spazio comune che ruota attorno ad alcuni punti focali, una genuina passione e la chitarra elettrica, è un incontro che lo scozzese Andrew Robert Eustace porta con sé anche in Different Sides, sempre a dividersi con la band e spazi solitari, ma la sostanza non cambia.
Eccolo far proprie in For You, North of the Tracks e Lost Soul, le appendici dei luoghi d'un'intimità in cui è bello ritrovarsi, con la band in Different Sides e Blues Kind invece è pronto a regalar...
Nr° Letture : 234
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HANGMEN (Cactusville) ••••

La band di Los Angeles è sulla scena del rock dalla fine degli anni ’80, ma il loro ultimo tour risale al 2007 con i Social Distortion, il frontman Bryan Small ha oramai alle spalle un passato difficile di alcohol e droghe, la band ovviamente è mutata nel tempo, ma restano i texani nativi, oltre a lui, Angelique Congelton al Basso, poi la chitarra dalla Florida di Jimmy James e il nuovo batterista, Jorge Disguster.
Cactusville è il loro settimo disco, Rock con vertigini punk ma dal finale melodico, i The Hangmen parton...
Nr° Letture : 214
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HOLLIS BROWN (Ozone Park) •••

Spezzano un silenzio durato 4 anni, la band del Queens del cantante/chitarrista Mike Montali decide di dare un approccio ‘moderno’ al rock, ma togliersi di dosso quell’etichetta ‘sound troppo vecchio’ ha procurato riflessioni melodiche contraddittorie, non sorprende allora se nella coda finale dell’iniziale Blood From A Stone manca, purtroppo, la chitarra di Jonathan Bonilla.
In questo senso Ozone Park soffre, se paragonato al passato degli Hollis Brown, più melodia e ricerca di nuovi suoni, Ozon Park si costr...
Nr° Letture : 244
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ALLMAN BETTS BAND (Down To The River) ••••

Un incontro lo scorso anno tra Devon Allman (figlio di Gregg Allman) e Duane Betts (figlio di Dickey Betts, spalla chitarristica di Duane Allman, e fratello di Gregg) è stato utile a disegnare un'altra faccia del mito della Allman Brothers Band.
Solido come un mattone il debutto della Allman Betts Band, sorprendente per come si avvicina al rock sudista classico anni ’70, Down To The River è come un'enorme roccia lavica vecchia di decenni che si erge nel mezzo del mito Allman Brothers Band: un luogo difficile ...
Nr° Letture : 291
DISCO DEL MESE
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RAY CASHMAN (Houston Electric) ••••

Bluesman Texano, solido e chitarristico, inflessioni molto espressive dal Sud Americano sponda Mississippi, il cuore di Houston Electric pulsa forte e Ray Cashman dopo 8 dischi, a sentire lo stridere della chitarra di Feet On The Ground, sa come mostrare il vero volto di un'intera società che ha perso definitivamente il contatto con se stessa, con la propria umanità.
Lo fa a suon di rock n’ roll, a dare la sveglia con Good Times, uno sguardo e un dialogo secco in Hardway, di corpi 'registrati’ n...
Nr° Letture : 246
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HOLMAN AUTRY BAND (Roots) •••½

Quello della Holman Autry Band (al quinto disco) è un rock sudista mai troppo crudo che non ama la messa in scena troppo studiata, compare qualche azzeccata contaminazione country poco scenografica utile a ravvivar il colore di Roots, come in passato, molto ben definito.
Prediligono l'immediatezza chitarristica e nel disordine dell'esistente la band della Georgia sa costruirsi i propri spazi, Keys in the Truck e Roots Cotton Gin propongono una interessante combinazione di stili, nascono e crescono in uno ...
Nr° Letture : 265
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ROSE CITY BAND ••••

La band di Portland mette a fuoco ‘quadri’ temporali del rock dai quali è impossibile trovare una via di fuga (ma solo di entrata), arpionano l'attenzione da Rip City e ne trai subito sensazioni positive, il sentimento è in armonia con il paesaggio, si incamminano in ‘slow motion’ e sale una malinconia dalle strade dell’Oregon.
Aspetti di vita in territori immensi, spazi circoscritti da una chitarra ipnotica e poi entra l’armonica, la melodia si accomoda sottopelle come Wide Roll dalle connotazioni cosmiche e trascend...
Nr° Letture : 382
DISCO DEL MESE
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Servants of the Sun) ••••

Chris Robinson Brotherhood sono ancora capaci di inventare uno spazio stellato in cui le figure del rock, proiettate al negativo e sovrimpresse in modo così naturale che ogni volta che i sentieri in Servants of the Sun cominciano a biforcarsi, vien da chiedersi dove ci vuol condurre Chris Robinson.
Brani ipnotici come punti luminosi, palle di luce che si muovono parallelamente alla chitarra di Neal Casal e tra le tastiere di Adam MacDougal, un vortice coinvolgente di rock, psichedelico ma sempre bello ricco dal punt...
Nr° Letture : 336
DISCO DEL MESE
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ROBERT JON AND THE WRECK (Take Me Higher) ••••

Robert Jon And The Wreck sembravano paghi di spaziare nel classic rock e invece ecco la sorpresa di Take Me Higher.
Proprio così, la ricchezza di temi e motivi dei californiani che tornano a fare del sano rock Americano arricchito da uno spirito sudista presente più che mai, scava nella loro breve storia e Take Me Higher merita di stare sul podio.
Robert Jon Burrison -voce e chitarra- parte col piede giusto nella Title track, tende a mettere insieme spazi distanti del rock con una concatenazione di melodie sch...
Nr° Letture : 276
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DUSTY DIETS (Macaroni & Squeeze) •••½

Da Chicago a New Orleans, il songwriter / chitarrista Dustin Dietsche propone una dimensione del blues «deviante», fatta di sottili e accattivanti ibridazioni tra il chicago blues e il sound della Louisiana, in Macaroni & Squeeze (copertina da premiare con un buono pasto da Cannavacciulo) con l’armonica a pretendere l’altro motivo del disco.
Tratti salienti che si rinsaldano durante un vivace scambio di idee in Hooch & Bones, Stumble, Miss Temptation e Dead Wrong, prepara tempo e spazio del blues,...
Nr° Letture : 237
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JACK ADAMANT (Unkind) •••

Italiano ma vive a Stoccolma, Unkind è il disco di chi non è abituato a seguire percorsi prestabiliti: perdersi, tornare indietro, fermarsi, ritentare, segnali che si defilano nell’approccio di Jack Adamant alla musica, Alternative Rock/Underground che ha basi non certo nei giorni nostri, ma lo racconta con un suono deciso e intriga il modo in cui lo fa lievitare in brani come A Gap in the Sun e Just Telling Ya.
Rock dalle scure tinte metropolitane, a dargli lo spessore e l'interesse c’è la naturale i...
Nr° Letture : 365
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DEREK DAVIS (Resonator Blues) •••½

Terzo disco solista per Derek Davis, carriera iniziata nell’Hard Rock e poi traslata nel R&B, il cammino diventa interessante con Resonator Blues nella tradizione rurale del Sud Americano, fonte di luci e sguardi senza fine.
Per lo più è un ‘one man band’, suona percussioni, chitarra e basso (all’armonica c’è Charlie Knight, e si fa apprezzare in Whiskey And Water e in Prison Train), Resonator Blues è comunque un disco versatile, col suo sguardo lucido sul blues cattura immediatamente, vicino/lontano all...
Nr° Letture : 264
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LEFT LANE CRUISER (Shake and Bake) ••••

‘La luce che porta sino a voi le apparenze’, il dolce messaggio che traspare dalla copertina disegnata dal leggendario artista William Stout, i Left Lane Cruiser anche se tornano a esplorare tutto ciò che gli altri dischi della loro intensa discografia avevano sfiorato, Shake and Bake va a caccia di ciò che la gente viva si nega, l'innamoramento inconsapevole e insensato.
Freddy “Joe” Evans IV (voce e chitarra) e Pete Dio (batteria) amano un blues/rock arcigno con utili infiltrazioni dal Delta Mississippi, Two Dollar...
Nr° Letture : 296
DISCO DEL MESE
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SUPERDOWNHOME (Get My Demons Straight) ••••

Henry Sauda (voce, cigar box) e Beppe Facchetti (grancassa, rullante) sono giunti a dominare il proprio talento con tale scioltezza e libertà da non avere bisogno di dimostrare le qualità espresse nel riuscito esordio di Twenty-Four Days.
“Esorcizzare i demoni” con dei riflessi - nella memoria, nel ricordo, nelle immagini - nella pura tradizione blues ai giorni nostri, è lo snodo di Get My Demons Straight, seducente come un deserto che richiama tutti e tutto dentro il suo corpo, con melodie che vanno dritte al bersagl...
Nr° Letture : 327
DISCO DEL MESE
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WHISKEY JAM BAND (Pork Trumpet ) •••½

La Whiskey Jam Band è di Minsk, Bielorussi con lo sguardo al ‘dirty blues’, quello grintoso con rimandi rock/punk alle digressioni nel delta blues, sono giovani ma hanno saputo cambiare rotta col secondo interessante disco, Exported, del 2018, cantato in inglese.
Pavel Bialinski, Siarhei Drasvianski e Vitaliy Valoshin spingono a mille, melodie cupe e ‘colorite’ tra Becon e Move Your Ass, sono come tracce in bianco e nero, di quelle che aspirano ad avere un'overdose di autenticità sotto un cielo, quello di Por...
Nr° Letture : 246
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ALBERT CASTIGLIA (Masterpiece) ••••

Il chitarrista della Florida con Masterpiece ci mostra ad ogni brano, ad ogni inflessione alla chitarra elettrica, angoli e sentimenti del blues/rock insospettati: nessuna consolazione del già conosciuto, Albert Castiglia dalla fiammante bellezza di Bring on the Rain, parte dalle difficoltà della vita per nutrire continuamente Masterpiece della sorpresa della scoperta.
Co-prodotto con l’amico Mike Zito, ispirato da una figlia ancora non conosciuta, dalla politica e le controversie...
Nr° Letture : 282
DISCO DEL MESE
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SEAN WHITING (High Expectations) •••½

‘Trucker’ del Kentucky, Sean Whiting ne ha trascorsi giorni sull’asfalto americano, combatte come una di quelle grandi macchine che ama guidare, voce decisa, rock nella pura tradizione sudista Americana, l’avvio di Just The Same sembra pronto a stritolare, con il suo ingranaggio inesorabile di groove alla chitarra.
High Expectations si muove come su un corridoio di un treno da cui si riesce anche a scorgere il paesaggio esterno, accade quando si rallenta (Oh Well, The Happy Song e Melody) o ...
Nr° Letture : 248
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HAMISH ANDERSON (Out Of My Head) •••½

Australiano, Hamish Anderson 3 anni dopo il luminoso esordio di Trouble torna con Out of My Head, un disco che si muove a largo raggio tra blues e soul, americana e sapori rock, insomma catalogarlo non è semplice.
Ci sono ballate e arcigne miscelazioni col rock (in questo caso lo aiuta le percussioni di Johnny Radelat che suona per Gary Clark Jr., e Hamish Anderson lo ha affiancato come ‘opener’ del tour in Australia), si dividono la scena densa di rapporti sociali alienati alla rad...
Nr° Letture : 284
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MARC AMACHER (Roadhouse) ••••

Sgorga blues tra le alpi svizzere, con un passato da vincitore di un talent show tedesco (altro che le pagliacciate nostrane) il blues-rocker Marc Amacher ha registrato il nuovo disco in un ristorante che ha chiuso i battenti, ma essendo ubicato dove è cresciuto, lo ha convertito in uno studio di registrazione e in una ventina di giorni ha scritto e inciso con la sua band, Roadhouse.
Armonica e passo grintoso, voce rasposa, Roadhouse apre percorsi pregni di grumi di aspra intensità e non si dirada facilmente, non...
Nr° Letture : 278
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BRETT BENTON (You Got to Pray) •••½

Dall’Alabama al Mississippi, cresce in una famiglia con la predilezione per il blues, la strada segnata per Brett Benton al disco di debutto (un Live e un Ep in passato sono serviti a rodarlo), in You Got To Pray tutto è limpido, fluido, blues viscerale da Last Time al delta blues ipnotico di I Got A .45, Brett Benton sembra avere idee chiare su dove andare a parare.
Gira attorno a quel nucleo musicale trovando sempre il bandolo per svilupparlo, dando così vita a momenti niente affatto interlocutori n...
Nr° Letture : 245
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DATURA4 (Blessed Is The Boogie) ••••

I Datura4, ecco i fuori norma che sanno godersi l’asprezza/dolcezza del classic rock della West Coast ‘60s/’70s, sono questi «wild men» che con la loro carica non vanno certo a colpire alle fondamenta la seriosità del costrutto sociale, ma Blessed Is the Boogie affonda nel rock e immancabilmente viene rivoltato, analizzato e sembra condannato senza possibilità di appello a sentire le cupe Black Dog Keep Running e Looper.
Invece dalle tinte blues di Blessed Is The Boogie iniziano a mescolarsi abil...
Nr° Letture : 285
DISCO DEL MESE
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GWYN ASHTON (Sonic Blues Preachers) ••••

Il blues è un immenso serbatoio per Gwyn Ashton, in cui mettere i depositi della propria esperienza e avvicinarsi a Sonic Blues Preachers significa entrare in un tunnel buio, infinito e circolare in cui il senso dell'oppressione causato dai fendenti alla chitarra elettrica raggiungono l'inconscio di Sonic Blues Preachers.
Nel nono disco Gwyn Ashton si può permettere lunghi viaggi dal blues al rock con intriganti fermate nel delta mississippi, con la ruvida She's What I Like e la ficcanti Candy Store e <...
Nr° Letture : 276
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BRANDON SANTINI (The Longshot) •••½

Un passato nei Delta Highway Band in quel di Memphis, un riconoscimento dalla Blues Music Award, un paio di dischi in cascina, ad ascoltare The Longshot i rapporti tra il blues e il rock sono ancora fecondi e complessi per il songwriter e armonicista Brandon Santini.
Don't Come Around Here apre alla forza della materia, che si manifesta prima con le prolungate sessioni tra percussioni/chitarre e i guizzi all’armonica, gli interni di The Longshot hanno colori molto caldi (Beggin' Baby, Back to You
Nr° Letture : 254
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ALLY VENABLE (Texas Honey) ••••

Da brava texana, a 19 anni ha all’attivo un paio di dischi e suona quasi quotidianamente per il Lone Star State, il secondo lavoro ha carattere come Ally Venable, come Mike Zito che l’ha prodotto e suonato e come il chitarrista Eric Gales, ospite illustre di Texas Honey.
Nowhere to Hide mostra che la decisione di Ally Venable è quella di scegliere di volta in volta un principio di messa in scena radicale al rock che sa mettere a fuoco pochi, ma decisivi, ...
Nr° Letture : 302
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ROBIN TROWER (Coming Closer to the Day) •••½

Il 73enne Robin Trower fa sì che il blues e gli anni scorrano con una levità assai produttiva e destinata a incidere anche in Coming Closer To The Day, la chitarra non è mai mero sfondo, ma entra sempre nell'azione, per così dire, da Diving Bell in poi.
«Sconfina» continuamente tra distanze e vicinanze del blues rock tra sguardi lontani e improvvisi avvicinamenti, il corpo del blues sparisce e ri-appare, mentre la melodia segna tempi diversi, nell’armoniosa bellezza delle ballate Coming Closer to the Day
Nr° Letture : 268
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CABOOSE (Hinterland Blues) •••½

Tra Berlino e Benevento, esistono storie che partendo da una dimensione «minore» o provinciale come Benevento, possano arrivare a una certa universalità passando dalla metropolitana di Berlino dove Louis De Cicco (chitarra e voce) ha iniziato a suonare e tratteggiare la linea dei Caboose (il nome arriva da un vagone di un treno merci tipicamente americano).
Un Ep nel 2018, la partecipazione come ‘duo’ all’International Blues Challenge, manifestazione che si tiene ogni anno a Memphis in rappresentanza della Mojo Station Blu...
Nr° Letture : 319
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JOANNE SHAW TAYLOR (Reckless Heart) ••••

Reckless Heart è figlio soprattutto di diversi cambiamenti: dalla casa discografica, al desiderio di lavorare col produttore Al Sutton, un caro amico da quando Joanne Shaw Taylor ha stabilmente deciso di vivere a Detroit, città con musicisti che amano l’idea di un disco da studio registrato dal vivo.
Reckless Heart è sguardo e memoria e corpi del blues/rock, ritualmente si ripresentano con In the Mood e All My Love, suono deciso, chitarre ben amalgamate alla voce limpida e forte di Joanne Shaw Taylor, i...
Nr° Letture : 375
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QUAKER CITY NIGHT HAWKS (Qcnh) ••••

Il quartetto texano di Fort Worth continua a fare le cose come si deve, il classic rock lo masticano fieri, eccolo dunque segmentare lo spazio di Qcnh, introdurre sipari e filtri melodici tra Better In the Morning e Suit in the Back, Sam Anderson (chitarrista/vocalist/songwriter) ne afferra l'attimo fuggente e i Quaker City Night Hawks sono viziati dalla possibilità di fermarne l'immagine, di rallentarla, di accelerarla.
Accanto, l'intensità sotterranea del suo romanticismo in Colorado e Pay...
Nr° Letture : 395
DISCO DEL MESE
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PICTUREBOOKS (The Hands Of Time) ••••

The Hands Of Time è vecchia scuola e in genere, tra le mani dei Tedeschi, c’è sempre da star tranquilli: percussioni aggressive, rock e chitarre tuonano da Howling Wolf e riprendono le interessanti melodie dei 2 dischi precedenti, ma c’è da registrare un passo in avanti per il duo dei The Picturebooks (Fynn Claus Grabke e Philipp Mirtschink).
Intrigano i sentori blues annunciati dall’armonica che detta il passo di Like My World Explodes, capace di affascinarti in You Can't Let Go (con Chrissie Hynde...
Nr° Letture : 262
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