ERIC JOHANSON (Covered Tracks Vol. 1) ☻☻☻☻

Nella casa di New Orleans, Eric Johanson e una manciata di cover da interpretare, ma lungi dal limitarsi a registrare la realtà davanti a sé, la provoca e la ricrea.
Per dare un’idea del percorso di Covered Tracks Vol. 1 vien da associarlo all’apertura del poema lucreziano, ‘hominum divomque voluptas’.
La voluptas è, nella mitologia greco-latina, un attributo convenzionale di Venere (o Afrodite), la dea della bellezza e dell’amore e nella prospettiva epicurea di Lucrezio, la dea è quel “piacere” che costituisce...
Nr° Letture : 110
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REVEREND PEYTON'S BIG DAMN BAND (Dance Songs For Hard Times) ☻☻☻☻

Nel periodo della pandemia, mentre il ceto politico resta in stato di catalessi, la musica per tutto ciò che ci ha dato e ancora ci da, ci salva dalla difficoltà a vivere questi tempi difficili.
Reverend Peyton's Big Damn Band arriva a spronarci ad una sorta di riscatto.
Uno dei migliori «finger picking guitarist» in circolazione, una forte base di ironia, rock & blues popolano Dance Songs For Hard Times e guidano attraverso la medietà di una società finto borghese che non si interessa di politica, perduta acriticam...
Nr° Letture : 102
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HEAVY FEATHER (Mountain of Sugar) ☻☻☻☻

La blues singer Lisa Lystam al secondo disco coi Heavy Feather, ha scelto di rendere il passato baricentro del futuro, un ugola infuocata ad “azione sentimentale” per come si prenderebbe il cuore in mano per un ideale ancora vivo ed espressivo, il classic rock anni ’60 e ’70.
Mountain of Sugar tesse il suo universo di variazioni e coincidenze con le facce del blues, scaturisce da questo percorso il pregio di un racconto chitarristico dove calcolo e libertà sembrano coincidere (fulminante la bellezza di 30 Days). ...
Nr° Letture : 100
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DEAD MEADOW (Live From the Pillars of God. Levitation Sessions) ☻☻☻☻

Tra le Montagne di San Bernardino, California, Mozumdar, guru indiano, negli anni '20 costruì un tempio all'aperto circondato da giganteschi pilastri di pietra e un'enorme croce, l'anfiteatro Pillars of God.
Questo lo scenario scelto dal trio leggendario di Washington, all’apice della notorietà dagli anni 2000, per registrare le Levitation Sessions nell'autunno del 2020.
I Dead Meadow tornano a riunirsi (Steve Kille al basso, Mark Laughlin alla batteria e Jason Simon chitarra e voce) per un altro viaggio tra rock e psychede...
Nr° Letture : 152
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ALLY VENABLE (Heart of Fire) ☻☻☻☻

Heart Of Fire è una luce nell’oscurità in questi tempi difficili, “la vita non è un mucchio di insignificanti e ironiche rovine” (pessimismo Pasoliniano) ma si inizia a combattere da Heart of Fire.
La chitarra si muove nelle asprezze del paesaggio con l'essenzialità di un cinegiornale a base rock in cui non c’è nulla di ordinario, è una cosa preziosa quando rallenta nel ventre del blues di Played the Game.
Ally Venable (giovane chitarrista/songwriter da un paio di decadi sulla scena rock/blues texana, po...
Nr° Letture : 114
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BLACK CROWES (Shake Your Money Maker 30th Anniversary) ☻☻☻☻☻

I fratelli Chris e Rich Robinson e il trentennale del debutto Shake Your Money Maker.
Realizzato nel 1990, torna rimasterizzato in tutta la sua carica di rock and roll e si presenta come in un viaggio al mare dove è “ovvio” che vedremo il mare, eppure non smettiamo di meravigliarci di un qualcosa che non finirà mai di sorprenderci (eppure è sempre lì, apparentemente uguale: Twice As Hard, Jealous Again, Sister Luck, Could I've Been So Blind..).
In un disco che oggi, usando una piglia pittorica, mi...
Nr° Letture : 185
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DEWOLFF (Wolffpack) ☻☻☻☻

Wolffpack non è altro che il seguito delle Tascam Tapes dello scorso anno e una diretta conseguenza di una scaletta, scelta con i propri fans, dopo la pubblicazione di nuovi brani scaglionati in un paio di settimane sul Web.
Nel bunker olandese di Utrecht, la genialità dei fratelli Pablo e Luka Van de Poel ha saputo reinventarsi vivificando atmosfere anni ’70 infondendogli linfa nuova a formule in apparenza già collaudate e si sono di nuovo sbizzarriti tra psychedelia e atmosfere soul-funk (azzeccate in Half Of Your Love
Nr° Letture : 129
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GHALIA VOLT (One Woman Band) ☻☻☻☻

Sarà per l’isolamento forzato da pandemia, ma la belga Ghalia Volt anche da sola, trova il bandolo della matassa.
In One Woman Band, con la slide/cigar box guitar e il piede a calciare le percussioni, ci accompagna in un labirinto di emozioni in cui l'immagine cruda e viscerale del rock/blues gronda senso intimo e colori in bianco-e-nero (Last Minute Packer e Can't Escape).
Registrato in Mississippi, la sospensione passionale al passato di Evil Thoughts e Just One More Time, per come Ghalia Volt s...
Nr° Letture : 121
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ROBBERT DUIJF (Dangerous Mood) ☻☻☻

Un album alle spalle in duo con l’armonicista Guido Brasse del 2017, dopo due anni la scelta solista, un buon riscontro nella sua terra natia, l’Olanda, al Dutch Blues Challenge che lo porta a Memphis al round internazionale con un piazzamento in semifinale.
Nel 2020 prova qualcosa di differente, altri musicisti come spalla e registra Dangerous Mood, roots music e il blues che lascia fluire nel cuore del delta mississippi nell’avvio di Dangerous Mood a O' Death.
Lato acustico/elettrico, dalla lap steel di Angel...
Nr° Letture : 127
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SOUL THRIVERS (You Better Watch) ☻☻☻☻

In Germania nasce un trio: la vocalist inglese di origini giamaicane e indiane, Dvora Davis, l'armonicista e batterista polacco, Adam Sikora e il batterista franco-americano Nick Morrison, insieme provvedono a rendere abitabile l'orizzonte di senso che ci è assegnato, di volta in volta, in You Better Watch.
Ecco i Soul Thrivers al disco d’esordio, hanno un suono creativo e una memoria musicale in pieno fermento, la base è il blues, la scena si sposta nel Mississippi rurale.
You Better Watch mastica tradizione, regala ...
Nr° Letture : 173
DISCO DEL MESE
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BRANDON MILLER (Virtue and Vice) ☻☻☻☻

Brandon Miller è uno di quei musicisti in grado di percepire, con e nell'immagine della chitarra, il respiro vero del mondo, di “mettere in scena” le irrequietezze dell'esistere e di riprodurre le urgenze della storia del rock.
Nei 2 dischi alle spalle (l’ultimo, annata 2017, un live a dir poco incendiario) predilige un suono sporco, spurio, slabbrato, ma forse proprio per questo risorge sempre, come in Virtue and Vice.
Il rock massiccio, potente, lunghe galoppate in note che pretendono attenzione: l’intro acustico di G...
Nr° Letture : 132
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ETHAN BURNS & The RAGGED JUBILEE (Electric Mental State) ☻☻☻☻

Anno dai due volti per Ethan Burns.
All’ottimo disco solista immerso nella ballata tra folk e alt.country, la serie in 5 singoli pubblicati a intervalli di tempi con la band dei Ragged Jubilee.
Completano un percorso e confluiscono in Electric Mental State dove il gruppo californiano si immerge nel rock ‘n roll della West Coast.
Le brillanti intromissioni agresti del banjo di Philip Wahl vengono messe da parte, e sulla scia della strumentale A New England incominciano ad evidenziarsi percorsi elettrici che seguono la sci...
Nr° Letture : 171
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SPYRALS (Same Old Line) ☻☻☻☻

Los Angeles, la nuova vita di Jeff Lewis e degli Spyrals farà breccia alla svelta nel cuore degli amanti del rock ‘n roll.
Same Old Line fa bene in conti in tasca e attacca i nostri sentimenti e le nostre viscere col contrasto tra armonica e chitarra nella convincente Title track.
Fra plausibilità e astrazione, ci attrae in un ambiente riconoscibile, in un racconto coeso se ascoltiamo la suggestiva melodia sprigionata da Don't Turn Me Down, il rock ci aggredisce senza l'eccesso e trova su terre americane tracota...
Nr° Letture : 158
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SCOTT H. BIRAM (Fever Dreams) ☻☻☻☻

Il ‘One man band’ Scott H. Biram (suona chitarre, tastiere e percussioni) con Fever Dreams porta a quota 12 il conto degli album.
La ricetta di blues/rock e ballate roots è ancora vincente, non tradisce uno spirito errante, da pioniere in terra d’America che macina strada e asfalto senza meta, tra alcol, motel fatiscenti, storie di Truckers, con l'essenza spirituale di un peccatore che litiga con amori perduti.
Il ‘quadretto poco natalizio’, dato il periodo, cozza contro una sorta di sogno in musica, Fever Dreams (l’affasc...
Nr° Letture : 135
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HIGHWATER (Mother Nature) ☻☻☻

Svedesi, suonano un classic rock macchiato dal blues dal 2017, e sarà che non hanno la presunzione d'inscriverlo in uno spazio vergine targato anni ’70, riescono a creare un degno ascolto in Mother Nature.
Da Good Times a Falling (In Love Again), gli Highwater trovano il modo per viaggiare nel tempo, nello spazio, con continue dissolvenze chitarristiche e pesano in Say You Won't, con una buona tenacia percussiva in Roll On Down.
Mother Nature mette sul piatto del rock una colonna sonora ch...
Nr° Letture : 137
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JOSH TESKEY & ASH GRUNWALD (Push The Blues Away) ☻☻☻☻

C'è il respiro del blues, della terra d’Australia in Push the Blues Away e lì, sotto quei cieli, si sono incontrati Josh Teskey (dei Teskey Brothers) e il chitarrista Ash Grunwald per incrociare percorsi, sorprese, sentimenti, rivelazioni.
Un disco che si impone all'ascolto per la tensione espressiva elettro-acustica che lo attraversa, farne l'esperienza significa essere tenuti sulla corda di un coinvolgimento che cerca adesione, e dove il conflitto emotivo è continuamente rinnovato nei meandri del delta del blues, dove...
Nr° Letture : 257
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TINY LEGS TIM (Call Us When It's Over) ☻☻☻☻

Causa restrizioni pandemiche per il Covid-19, il mondo conosce il Lockdown, l’isolamento.
Belgio, Tiny Legs Tim (aka Tim De Graeve) decide di prenotare uno studio di registrazione per un week-end e incide un Ep che è un vero e proprio disco, Call Us When It’s Over, una sessione nei meandri del blues e delle sue innumerevoli varianti.
Coi 7 minuti di Love Come Knocking si perlustra lo sfondo suggestivo del delta blues, l’amore e la vita, l'esperienza reale dell’individuo, la voglia/fatica del vivere nella quotidianità ...
Nr° Letture : 152
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STEVE HILL (Desert Trip) ☻☻☻☻

Lancette all’indietro, 2016, il chitarrista canadese Steve Hill e un viaggio con amici in California aspettando il Festival di Coachella.
Segnano il futuro tanto da decidere di affittare un camper e continuare il giro, per altre 3 settimane.
Desert Trip è figlio di quelle notti accampato tra la Death Valley, Yosemite e altri mitici luoghi che nell’acustico trovano la giusta collocazione, a coprire la vastità di un viaggio solitario pieno di fascino in Evening Star, I Won't e la splendida Make Believe.
I...
Nr° Letture : 150
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JEREMIAH JOHNSON (Unemployed Highly Annoyed) ☻☻☻

Jeremiah Johnson dal Texas al Mississippi, chitarrista coi fiocchi, pubblica un secondo disco nel corso di quest’anno.
In Unemployed Highly Annoyed rock e blues sono speculari, vivono sotto i piedi e sulle dita di Jeremiah Johnson, la sua è una chitarra magmatica, che si muove sotto una finta aria tranquilla in Muddy Black Water, che si agita molto bene nella tradizione classica blues in Cherry Red Wine.
Qualche volta, come un Vulcano, tira lapilli che non possono passare inosservati in Daddy’s Going Out To...
Nr° Letture : 148
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ARTUR MENEZES (Fading Away) ☻☻☻

Artur Menezes al secondo disco in terra Americana, un viaggio in parallelo con quello della chitarra nel tempo del blues/rock.
Mostra le prime decise fratture in Fading Away, un disco che sa trasformare i suoi spazi e i tempi di partenza in una originale guida di complessità, sostenuta da una personale idea nella ballata di 7 minuti di Devil's Own, si sviluppa poi nell’ottima strumentale Northeast, con un tocco della sua terra natia, il Brasile.
Nella solida Fight for Your Love il blues e il rock sono f...
Nr° Letture : 150
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DIRTY STREETS (Rough and Tumble) ☻☻☻☻

Rough and Tumble, classic rock anni ’70.
Vi accoglie e si lascia vivere con una cordialità, freschezza e libertà formale da renderlo appetibile anche se 8 dei 10 brani sono stati incisi nei dischi precedenti, il trio dei Dirty Streets le (ri)abbraccia con un suono secco e diretto da restare ancora una volta sbalorditi.
Da Good Pills a Can't Go Back, invitano a seguirli in una sorta di labirinto, luogo di cunicoli chitarristici che si intersecano tra loro da percorrere di corsa senza affanno, strade che conducon...
Nr° Letture : 187
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BRUCE SPRINGSTEEN (Letter To You) ☻☻☻☻

Bruce Springsteen torna al passato.
Lo ritrova, aiuta a tirar su un immagine appannata dagli ultimi dischi.
Le chitarre danno avvisaglie in Letter to You, piccoli sommovimenti del cuore ‘springsteeniano’ iniziano a risuonare di tonalità che, se non proprio inedite, lo conducono a quando il rock e la E Street Band viaggiavano come un ‘Treno’, tema di fondo di Letter to You.
Splendido l’uno-due di Burnin' Train e Janey Needs A Shooter, da sole valgono il disco.
La chitarra elettrica combatte al fianco d...
Nr° Letture : 213
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JOHN NÉMETH (Stronger Than Strong) ☻☻☻☻

Nato nell’Idaho, ma da quando ha scelto Memphis, Tennessee, John Németh ha incanalato premi come artista Blues e dischi intriganti (Feelin’ Freaky, sotto la produzione di Luther Dickinson).
Stronger Than Strong è il decimo disco, un viaggio che inizia nel ‘dirty blues’, si avverte con l’armonica che appoggia in Come and Take It, un vortice ripetitivo alla chitarra utile a far risaltare il vuoto in cui ci si inabissa.
Colpisce come la ricerca di un respiro melodico e narrativo nella ballata di Bars, si aggiunge,...
Nr° Letture : 160
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JESSE REDWING (Light My Way) ☻☻☻

Sydney, Australia.
Jesse Redwing si muove su varianti del blues accese e chitarristiche, Light My Way ha dentro dei germi strani che lo fanno essere tutto il contrario di quello che appare.
Quel tempo preso dal R&B non rischia di elidersi nell'uno contro l'altro e di perdere efficacia nei momenti in cui, davvero, significano qualcosa (Rubberband, Next Ex e Lil Flame).
I fiati costruiscono quella patina funky alquanto vitale in Fade, con chitarre, armonica e blues in I Can't Win, Jesse Red...
Nr° Letture : 186
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ERIC JOHANSON (Below Sea Level) ☻☻☻☻

Primo disco solista per Eric Johanson, solo conferme dal lavoro alla chitarra: ha dimensioni che travalicano la consuetudine, deborda in misura ancora maggiore, e ciò comporta che qualsiasi avvicinamento a Below Sea Level segua un lungo, ruvido, percorso nel blues e nel rock.
Dal momento in cui si (ri)trova una vertigine in Buried Above Ground e Down To The Bottom, ogni paura di pensarla definitivamente assopita scema, e riascoltando, va acquistando una propria espressione, con Cody e Luther Dickinson ad ...
Nr° Letture : 192
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ANTHONY GOMES (Containment Blues) ☻☻☻☻

L’11cesimo disco del blues-rocker canadese esce da schemi prestabiliti, sarà la pandemia a cui si ispira o l’allargare a musicisti da tutto il mondo (Brazile, Svezia, Russia, Venezuela) l’approccio melodico di Anthony Gomes muta spesso e non è sempre un male.
Il lato tosto, chitarristico, sale impetuoso in Make a Good Man (Wanna Be Bad), come un classico B/n sporco & sgranato, Containment Blues da questo lato mostra solo certezze e Hell and Half of Georgia enfatizza il tutto, in cui il calore del rock rifu...
Nr° Letture : 226
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DRIVE-BY TRUCKERS (The New OK) ☻☻☻

Sessione di Memphis ai tempi di The Unraveling.
Da lì si sviluppa con nuove idee (gli eventi politici, sociali e infine con la pandemia della scorsa primavera-estate), The New OK.
Lo stile dei Drive-by Truckers regge, grosso modo, la scena alquanto realistica e con The New OK non perdono credibilità, né la posizione pessimistica che tutto sia già stato detto e sentito.
The New Ok come Tough to Let Go, senza sobbalzi particolari, si lasciano amare, le fratture nel rock sanno farsi valere, che non siano q...
Nr° Letture : 175
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MAGNOLIA BAYOU (Strange Place) ☻☻☻

Mississippi e sano rock da far crescere tra melodie anni ’70.
‘Un'arte’ che deve continuare ad affermare la sua “moralità” al di là della vita, la quale non ha un senso tanto definitivo (ars longa, vita brevis, è il caso di dirlo).
A queste due dimensioni mirano i Magnolia Bayou, le riempiono con un suono muscolare enfatizzabile solamente attraverso le gradazioni del blues/rock, il che è, alla fine, ciò che intendono perseguire Andrew Fulton, voce, e Dylan Palmiero alla chitarra, quando si ascoltano Dig Deep e Sle...
Nr° Letture : 196
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ENDLESS BOOGIE (The Gathered and Scattered) ☻☻☻☻

Il Covid 19 cambia i programmi degli Endless Boogie.
Tutto si svolge nel tempo perso di un nuovo disco in sospeso, l'attenzione si sofferma sulle sospensioni, sulle attese cariche di tensioni inquiete delle chitarre, libere, senza schemi fissi e lasciate fluire nel corso delle passati decadi.
La band di New York entra nel classic rock spigoloso e psichedelico anni ’60 e ’70 con 17 brani mai apparsi prima o solo in limitate edizioni, per 3 ore di puro delirio di chitarre.
Dai 9 minuti irrequieti, convulsi, prepotenti di
Nr° Letture : 292
DISCO DEL MESE
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UNCLE SAL (The American Dream) ☻☻☻☻

Le idee sono chiare, anche al terzo disco, per il quartetto spagnolo degli Uncle Sal.
Rock e blues a stelle a strisce, lì Banker e Soulman, chitarre e voci, conducono The American Dream tra desideri umani, scavati e tentati dal movimento nel contrappunto di Last Will, la chitarra segue ritmi ripetitivi in una costruzione melodica che tende a vere e proprie linee evolutive.
Iniziano ad allargarsi, avvolgenti in The American Dream e nei rimandi blues di South of Memphis, brani che modulano, privi di qualsi...
Nr° Letture : 192
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ACID MOON AND THE PREGNANT SUN (Speakin' of the Devil) ☻☻☻☻

Israele.
Difficile a dirsi ascoltando gli Acid Moon And The Pregnant Sun.
Anni ‘60/’70, hippie, chitarre e la jam, classic rock a braccetto con pace, sesso e libertà, eppure parliamo di una terra dai due volti, quella religiosa di Gerusalemme e quella più moderna ‘pseudo-occidentale’ di Tel Aviv.
Speakin’ of The Devil fotografa e riproduce la cronaca quotidiana, ma quale? Non importa, I Love You ha un messaggio che non ha confini e fa da apripista ai luminosi 9 minuti di Speakin' of the Devil, siamo in ...
Nr° Letture : 236
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ANDREAS DIEHLMANN BAND (Mercy On Me) ☻☻☻☻

Il blues/rock.
Vetri che si trasformano in superfici da colorare dietro le quali si mostrano sagome umane, quelle della Andreas Dielhmann Band.
Price To Pay inizia a divorarne lo spazio, la chitarra ne sfida il tempo con gesti che ritornano uguali/diversi ad ogni ascolto, magnifiche e muscolari ossessioni spinte verso il fuoricampo di Mercy On Me.
Andreas Diehlmann continua a convincere alla corde della chitarra, dà un senso di vertigine temporale, sa raccogliere in pochi minuti l'idillio d'estate e la tempes...
Nr° Letture : 247
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BLUES PILLS (Holy Moly!) ☻☻☻☻

Politica quanto necessario, il resto è espressione degli alti e bassi della vita, Holy Moly! si colloca giusto lì, nello strappo tra l'individuo e la società, con le sue strutture, le sue leggi, i regolamenti, le sane logiche dei codici civili contrapposte alle persone.
Un identità forte come l’ugola di Elin Larsson, si sprigiona da Proud Woman e la roboante Low Road, virano nel rock, la psichedelia/soul anni ’70, i Blues Pills partono in quarta con il chitarrista Zack Anderson in un magico trip sonoro che scon...
Nr° Letture : 187
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NICK EARLE & THE RECKLESS HEARTS ☻☻☻

Canadese, Nick Earle, chitarrista e songwriter, dopo aver racimolato in patria diversi premi, si affaccia all’esordio con l’obiettivo chiaro di portarci nella zona, assai popolata e fertile, del rock & blues.
A sentire le raggianti schitarrate di Out of My Head e Make a Change, ci riesce molto bene Nick Earle, giovane, ma se ne coglie in fretta lo “spessore” (chitarristico, anche in Crosscut Saw) e le “storie di vita” come High Times sono facilmente intrecciabili allo stile di Nick Earle, come da una lettu...
Nr° Letture : 186
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STEVE SEASICK (Love & Peace) ☻☻☻☻

Steve Seasick produce e scrive Love & Peace alla vecchia maniera, lo mixa su 2 nastri (altro che computer), è come affondare nel passato sapendo di leggere il futuro.
All’11cesimo album guarda ancora al blues del profondo Delta Mississippi, sul quale posare lo sguardo, mai affannoso, della cigar box e col chitarrista Luther Dickinson (North Mississippi AllStars) si tende verso riffs nervosi, con qualche azzeccato silenzio per poi riprendere a singhiozzare.
Si torna all’amore e alla pace, m...
Nr° Letture : 226
DISCO DEL MESE
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MANESS BROTHERS (God Bless The Maness Brothers) ☻☻☻☻

Una coppia di fratelli, Jake (batteria) e David (chitarra), in qualche maniera “disturbano” la coerenza superficiale e veloce del sogno americano, quello di God Bless The Maness Brothers è un viaggio alla ricerca della terra promessa, quella dove il dirty blues e l’anima del rock, vivono liberi.
God Bless The Maness Brothers dunque non è un disco misurato, che non scoppia mai, infatti ecco scorrere impetuosa Pain, il tocco ripetitivo e ipnotico alla foce del delta blues di Tupelo, Just Cant Tell e Drive...
Nr° Letture : 211
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TERRY QUIETT BAND (Truth & Intent) ☻☻☻

Popolari nel Midwest lo erano da tempo, con la presenza di nuovi smaccati elementi nel delta blues, la Terry Quiett Band non avrà che belle sorprese ad aspettarli.
A quel “clima” sembrano a prima vista ricondurre sia Won't Be Burned Twice che Got It Wrong, brani che incrociano intense ossessioni chitarristiche difficili da nascondere nel buio della coscienza musicale contemporanea, e almeno in parte, alle nuove tradizioni.
Truth & Intent si crea più di uno spazio, sfondo sempre robusto in Gaslighting<...
Nr° Letture : 207
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RAY WYLIE HUBBARD (Co-Starring) ☻☻☻☻

Non lasciatevi fuorviare dal titolo, Co-Starring.
Ascoltandolo percepirete qualcosa, come intravedere, improvvisamente, un sottile spiraglio attraverso cui ‘l'opera in questione’ può venir segnata da un percorso interpretativo che dell’album fornisca una comprensione e una soluzione di lettura che permetta di comprenderne le ragioni e le intenzioni.
Firmare con una rinomata casa discografica come la Big Machine e dividere la scena con illustri ospiti, a Ray Wylie Hubbard tutto ciò serviva? Sì, solo per vendere qualche...
Nr° Letture : 290
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TWO TIMER (Live in the City) ☻☻☻

Un bar di Poznan, Polonia, ma potrebbe essere un qualsiasi locale negli Stati Uniti del Sud.
Luoghi che tolgono il respiro e nei quali se ne specchiano altri per frammenti, quelli registrati in Live in the City, primo disco dal vivo dei Two Timer.
Letter to Charlie mostra i cardini del gruppo, il vocalist Piotr Go, l’armonica di Wojtek Rudzinski e il chitarrista Ernest Kataczynski, aprono un concerto intenso e viscerale.
Lo stile rispecchia un dirty blues grezzo e spiritato come il rock anni ’70 che si affianc...
Nr° Letture : 223
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MIKE ZITO (Quarantine Blues) ☻☻☻☻

Il covid-19 annulla il tour europeo, scatta il piano B, Quarantine Blues.
Un paio di settimane per incidere un signor disco di Rock, Lui che ogni tanto parte per una strada traversa e finisce per perdere di vista il nucleo principale, stavolta fa le cose come ci si aspetta da Mike Zito.
Scorre una meraviglia Don't let the World get you Down ad aprire un Disco vibrante, non ci sono ‘distrazioni melodiche’, le chitarre libere (nel cuore di Looking out this Window) e testi che coprono un periodo complicato (...
Nr° Letture : 399
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TROY REDFERN (Island) ☻☻☻

Troy Redfern e il Lockdown, la metafora dell’isolamento lo spinge ad un altro disco (This Raging Heart, nei primi del 20, 20).
Torna il rock, muscolare, allora? No, Island è diverso.
La spinta che sale vorticosa in Doin' Time sembra riversarsi lungo le ‘dirty roads’ americane, lì le chitarre sanno trovare il modo di sorprendere nell’approccio acustico, ed energico, si eleva da Falling Down e da una splendida Hallowed Ground, il Covid-19 è come l’amarissimo Raining Stones del Ken Loach di mo...
Nr° Letture : 258
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LEIF DE LEEUW BAND (Where I'm Heading) ☻☻☻

Leif De Leeuw ama fondere il sound di passati decenni, guida un sestetto, una jam band dove il rock è pieno di sfumature.
Sceglie di dipingere il quadro di Where Where I’m Heading con diversi colori melodici, gli permette di non rinunciare in partenza, al contrappunto, al chiaroscuro che si dipana tra l’altra chitarra, quella di Sem Jansen, e la ferrea doppia batteria.
Il pezzo forte è la variante chitarristica alquanto magica sia in James e nel modo in cui sale di gradimento in Playing In A Band, dato che non ...
Nr° Letture : 285
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JUKE JOINT HIGHBALL (She Ain't Here “A Tribute to R.L. Burnside” ) ☻☻☻☻

Robert Lee Burnside nasce in Mississippi, il suo amore per il blues cresce con Fred McDowell che viveva non distante, e naturalmente le influenze di Muddy Waters conosciuto a Chicago, ma le vicissitudini tragiche familiari condizioneranno la sua musica e il ritorno in Mississippi dove finì in gattabuia per omicidio, sarà un episodio indicativo di una nuova vita.
Le prime registrazioni dalla fine degli anni 60, Grant Sabin musicista del Colorado decide di riportarle in auge insieme al trio dei Juke Joint Highball con questo tri...
Nr° Letture : 366
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DIRTY TRUCKERS (Second Dose) ☻☻☻☻

Una bella spinta nel rock e col sound roots stradaiolo tipico Americano, i Dirty Truckers di Tom Baker e Tad Overbaugh (voci e chitarre) tornano con Second Dose, in perfetta sintonia con l’esordio del 2001, Bush League Romance, perché doveva essere un ‘Best Of’ ma le sorprese comprendono anche delle covers.
Conta poco, dettagli, il disco cattura l’attenzione in pochi attimi, la carica che sprigiona Little Mine immediatamente colpisce i nostri sensi del rock, li scruta, li smuove, li trasforma, comunque li destabi...
Nr° Letture : 262
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RICHARD DAVIES & THE DISSIDENTS (Human Traffic) ☻☻☻

Richard Davies ha un lungo passato tra collaborazioni (The Pretenders ai Radiohead) e in indie bands dal 1990, ha poi inciso un paio di dischi coi The Snakes, Human Traffic è il primo disco che lo vede suonare, cantare e scrivere e insieme ad amici fidati, parlando di se, di altra gente, di vita reale, quella tra alti e bassi, tira fuori da sotto al cappello un bel disco di rock ‘n roll.
Prime positive avvisaglie da Human Traffic, la chitarra inizia a creare cortocircuiti a spasso nel tempo del rock, e raccogliendo spun...
Nr° Letture : 248
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HOME SWEET PSYCHEDELIC (H.S.P) ☻☻☻

Arrivano da San Diego, un trio dal 2010, suono incline alla psichedelia e lo trovano spesso, le chitarre libere di spaziare nell’esordio H.S.P tracciano una rete sottile di ammiccamenti, corpose sottolineature, corsivi, distinguo, riferimenti di indubbia ricchezza al rock anni sessanta/settanta.
Il valore di fondo di Carlos Carrillo (chitarra, voce), Delmar Duenas (basso) e Michael Khamo (batteria), è nello scavo del senso nascosto della melodia e il panorama è quindi destinato ad essere abbastanza vario e irregolare (i primi...
Nr° Letture : 255
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ROSE CITY BAND (Summerlong) ☻☻☻☻

Portland e Ripley Johnson non lavorano mai a caso nel progetto Rose City Band.
Il pregevole esordio omonimo trova ancora più raggio d’azione in Summerlong, lo fa con una leggerezza non del tutto sconosciuta ad ascoltare la bellezza dell’iniziale Only Lonely e di Empty Bottles.
Le chitarre steel amano, cercano di colmare il vuoto da cui si sentono invase, si avvicinano al vuoto, ancora più profondo in Summerlong, che sta oltre l'amore e il desiderio.
Spazi psichedelici si mischiano alle melodie terren...
Nr° Letture : 343
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SYLVIA ROSE NOVAK (Bad Luck) ☻☻☻☻

Sylvia Rose Novak, quattro dischi in 6 anni, di cose e conseguenti trasformazioni ne sono accadute, per certi versi una maturazione.
Un percorso nello spazio del rock ed una essenza country da non trascurare, le chitarre devono vibrare in Dallas per come racconta una storia di criminali in fuga o nella storia di ex amori in South of Boulder.
Il tempo passato ritorna con la sua pressione inesorabile ma come sottolinea anche nella convincente Dry, il rock ben si presta a raccontare ‘parabole’ sulla fragil...
Nr° Letture : 259
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BIG DADDY'S BREAKFAST VOODOO (The Black Cat Bone Spell) ☻☻☻

Da Amsterdam, i Big Daddy’s Breakfast Voodoo si infilano in un punk/blues capace di mostrare alti stordimenti, vorticosi, più interni al quadro di un ruvido suono tra swamp&delta, l’idea la sviluppano negli 8 minuti di Hobo with a Shotglass.
Un suono decisamente muscolare e altamente corrosivo, da Looking for Gas a Roadtrip, le carinerie sono azzerate.
Niente fronzoli o cornicette varie, chitarre rocciose e vocalizzi, anzi quasi dei grugniti, ma quello che resta sono canzoni di forte impatto, Bag of Bones
Nr° Letture : 353
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ROBERT JON & THE WRECK (Last Light on the Highway) ☻☻☻☻

Last Light on the Highway è un ulteriore scommessa vinta dai Robert Jon & The Wreck.
Penetra con abilità e desiderio un luogo, il rock, e i suoi dintorni (sfondi sudisti e R&B) in un arco di tempo limitato che dà ancor più compattezza a Last Light on the Highway di (di)segnare percorsi desideranti, al suo interno, contro la noia e il già sentito (il colore nostalgico che si insinua nella florida bellezza di Oh Miss Carolina e Work It Out, con le chitarre pronte a liberare vitali contenuti).
Sono i corpi ...
Nr° Letture : 296
DISCO DEL MESE
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CW AYON (What They Say) ☻☻☻☻

Lo stile di Cooper “C.W.” Ayon tende a controbilanciarsi tra la matrice dell’Hill Country Blues e nei suoi sentimenti, un ‘one man band’ del New Mexico (nativo americano, il padre è un Cheyenne) al nono disco, What They Say mixa 6 nuovi brani e rivisita 6 brani dai vecchi dischi (un occasione unica per chi sfortunamente non lo conosce).
Un passato che per CW Ayon preme e diventa il motore fondamentale della storia di What They Say sbriciolando i fondali del mississippi delta blues sotto la spinta di pulsioni, desideri,...
Nr° Letture : 289
DISCO DEL MESE
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WILLIE NILE (New York At Night) ☻☻☻☻

New York City, atto d’amore per Willie Nile da 40 anni, anche al 13° disco, fonte d’ispirazione che ha un merito anche in New York At Night per il modo in cui riesce a consumare il rock ‘n roll con efficace disinvoltura.
New York Rockin ne inizia a parlare in modo passionale, il rock si riversa nelle strade e la palla, anzi il disco, passa alla squadra di Hockey, possiede una sua vigorosa tenuta come quella di The Backstreet Slide, e i suoi netti confini fanno da baricentro, anche narrativo, nel pensiero d...
Nr° Letture : 298
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LUCINDA WILLIAMS (Good Souls Better Angels) ☻☻☻☻

In Good Souls Better Angels la vita pone ostacoli ma offre anche diverse possibilità, non sopporta né rispetta destinazioni, mete e scopi predeterminati, permette anzi talvolta un rovesciamento inatteso di prospettive tale da lasciare interdetti.
Lucinda Williams inizia a calarsi su desertiche strade americane dove regnano cattive notizie, relazioni che vanno a farsi benedire, brutti ricordi e gente ancora più brutta, dentro e fuori, poi c’è la politica e i problemi del clima e gli effetti che scatenano entrambi, alimen...
Nr° Letture : 266
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PACIFIC RANGE (High Upon The Mountain) ☻☻☻☻

Seamus Turner (chitarra e voce) con Nate Ward (batteria) frequentano l’università della California, annata 2013, piacere per la jam alla chitarra, non solo, ci sono connessioni musicali tali da formare una band.
Fanno esperienze seppur tra college e music pubs, ma la base è solida, i Pacific Range ne sono una conseguenza, un suono corale anni ’70, inclinazioni chitarristiche lunghe e la melodia brilla come il sole della West Coast.
Un disco luminoso High Upon The Mountain (title track compresa), ha le giuste c...
Nr° Letture : 282
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STEEPWATER BAND (Turn of the Wheel) ☻☻☻☻

La band di Chicago da una ventina d’anni sulla scena rock Americana, riesce ancora una volta a trascinarci in quell’universo fittizio dove spazio e tempo del rock sono fattori labili.
In Turn of the Wheel c'è l'irruzione violenta del reale e c'è l'improvvisa lontananza, l'incanto dei continui squarci “liberi” che le chitarre di Jeff Massey e Eric Saylors filtrano attraverso Turn of the Wheel (title track compresa) dimostrano come la Steepwater Band sia capace di aprirsi a derive cristalline nel rock.
‘Primi pi...
Nr° Letture : 303
DISCO DEL MESE
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8 BALL AITKEN (Swamp Blues 2) ☻☻☻☻

Seconda sessione allo Yellow Dog Studios per 8 Ball Aitken, Swamp Blues diciotto mesi dopo ha un seguito, in Texas.
Dal patio di Guthrie Kennard che ha anche co-scritto un paio di brani tra cui Tremolo Rain, brano iniziale pensando a un giorno piovoso e alla frase ‘That rain sounds like a tremolo pedal’.
Tra le strade di New Orleans si apre un viaggio nel profondo blues, swamp & delta mississippi, groove alla chitarra insistenti come quelli di Week Man diventan...
Nr° Letture : 276
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CLAWS (No Connection) ☻☻☻

A volte capita di ritrovarsi tra gente che si agita intorno a questioni come “dignità”, “utopia”, allora serve del Rock ‘n Roll.
La band di Los Angeles dei The Claws gode di un bel campo magnetico fatto di energia invisibile, tutto intorno al corpo dell’esordio di No Connection, ed è più forte quando alcuni si sentono innamorati.
È il caso del vocalist Chad Cherry, un percorso a pane, chitarre e rock, quello che sale dalla spiritata Little Glimmer, passioni e sentimenti non scivolano mai nel melodramma, l'alter...
Nr° Letture : 249
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ALEX BEAIRD BAND (Come Back Home (To the Blues)) ☻☻☻

Alex Beaird è un chitarrista, songwriter, del Missouri, suonava nella rock band dei Bull Mountain Revelry, il fratello lo segue alle percussioni a comporre un registro essenziale, privo di filtri.
Lo si evidenzia dalla suggestiva bellezza di Northern Train, traccia un perimetro nel blues/rock a descrivere uno spazio dal quale non è semplice scappare, perché ci appartiene.
Alex Beaird Band ne appiattisce gli sfondi fino ad annullarli, dilatando i tempi ed alterando la melodia attraverso colorazioni nel classico blues (...
Nr° Letture : 250
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PEACE MACHINE (Golden Velvet) ☻☻☻☻

I Peace Machine sono un trio austriaco al disco d’esordio, blues e rock dominano la ‘strada’ di Golden Velvet: non è un luogo ambiguo perché difficilmente definibile, perché anonimo: la splendida A Love Song è come un segmento fantastico che lega su di essa blocchi di realtà differenti.
Golden Velvet su di essa sembra essere in una continua fuga, perché mai fermo, Phill Torres, voce e chitarra, non lascia nemmeno i testi “fuori” di essa, la chitarra elettrica divampa in Golden Velvet, la title track.
S...
Nr° Letture : 305
DISCO DEL MESE
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RECORD COMPANY (Early Songs & Rarities) ☻☻☻☻

I Record Company, il trio di Los Angeles di Chris Vos (voce, chitarra e armonica) fa un bel regalo a tutti i fans con un disco di brani mai registrati, versioni differenti dai 2 dischi pubblicati Give It Back To You (2106) / All Of This Life (2018), e qualche azzeccata cover.
Come ci si poteva aspettare (sempre se li conoscete) Early Songs & Rarities penetra in un batti e baleno sotto pelle, l’armonica che fa faville nell’apertura di Darlin' Jane, fa subito all'amore col blues/rock e con i corpi che la popolerann...
Nr° Letture : 282
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