JERRY LEGER (Time Out For Tomorrow) ••••

Time Out for Tomorrow nasconde poesia su un fondo oscuro, ballate di Americana per parlare della vita, di sogni, relazioni, del mondo in cui viviamo, Jerry Leger sa come liberarle nelle convincenti Canvas Of Gold e That Ain't Here, così, trattandosi anche della sua vita, può pescare quello che cerca.
Le chitarre tra elettrico e acustico ne consentono una rilassata godibilità in Justine, Read Between The Lines e Tell A Lie, oggetti e persone, inesorabilmente bersagliati come da coni di ...
Nr° Letture : 25
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TRIGGER HIPPY (Full Circle & Then Some) ••••

I Trigger Hippy cambiano, a 5 anni dall’esordio non ci sono più Joan Osborne e Jackie Green, ed essendo per lo più solisti, non hanno creato nessun problema al cambio con il chitarrista della Band of Heathens, Ed Jurdi e la cantante che suona anche il sax, Amber Woodhouse (in alcuni brani, c’è anche Sadler Vaden, chitarra della 400 Unit di Jason Isbell).
A tessere le file del gruppo restano Steve Gorman e il bassista Nick Govrick e loro sp...
Nr° Letture : 34
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MICKY & THE MOTOCARS (Long Time Comin') •••½

Il Texas Rock se lo portano dentro quelli della famiglia Braun, perfettamente digerito negli anni dai Reckless Kelly di Willy e Cody, sono la storia del Texas, gli altri fratelli, Gary e Micky, dopo un silenzio di 3 anni, ne recuperano lo spirito e ne bruciano la sostanza in Long Time Comin’.
Micky & The Motorcars hanno ancora qualcosa da dire, Road to You presenta il loro marchio di fabbrica, c'è il ritorno agli amati paesaggi texani, elettrici, tipico ‘roots sound’ con la lor...
Nr° Letture : 44
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PAINTED HORSES •••½

La vista resta alle Montagne di Santa Cruz, lì sono nate le idee per il vocalist Natosha Wengreen, i The Painted Horses con Ponderosa, 2015, assaggiavano sapori folk e Americana, ora si aggiunge qualche sfondo rock a creare un nuovo campo dinamico in Painted Horses.
In All the Pines in the West le vibrazioni elettriche ampliano deliziosi percorsi nostalgici come spazi aperti tra ricordi autobiografici, continuano a ispirare la loro musica, si riflettono nelle ballate One Day e Daisy, si espandano fino a c...
Nr° Letture : 59
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DAN ISRAEL (Social Media Anxiety Disorder) •••½

Si cambia, ci sono nuovi approcci, nuovi stili melodici, dal Minnesota la vita e i sogni si incrociano per Dan Israel, ci sono i figli a ispirarlo, altri musicisti con cui confrontarsi, tutte esperienze che trovano continue connessioni in Social Media Anxiety Disorder, titolo esplicativo ma che non intacca nessuno dei brani dell’album, è quella parola ‘Social Media’ a condizionare la nostra vita.
In Be My Girl c’è il timbro melodico classico di Dan Israel, il folk apre al rock e quelle delicate punte pop, in q...
Nr° Letture : 85
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DEAN ALEXANDER (Devil Man’s Blues) ••••

Raccontare di quella notte quando scappò dalla finestra dei suoi nonni, chitarra nella mano, per andare a suonare al vicino Oscar’s Bar nella rurale West Virginia, dà un’idea di quello che voleva il futuro songwriter Dean Alexander.
È la storia di Devil Man’s Blues, la title-track, folk/rock e americana che si allarga e riesce in pochi brani a prendere quota, con l’armonica a dare corda alla eloquente I Got Wine e la più ‘morbida’ Paint Chips, ma Dean Alexander è capace in entrambi i casi a strappare l’as...
Nr° Letture : 100
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BOBBO BYRNES (The Red Wheelbarrow) •••½

Bobbo Byrnes è un roots/rocker della California, magari è senza sorprese, ma è solido come The Red Wheelbarrow.
Parte deciso con Look for It e non molla la presa, con tutto il suo imprescindibile carico di valenze country, connotazioni da rocker maturo e associazioni a miti del passato (una dolce Mexican Home, targata John Prine, bella come sempre).
Forte di questo “vissuto” fa musica onesta e riesce così a eludere quell'anonimato in cui la seppur simpatica immagine d...
Nr° Letture : 105
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WHISKEY MYERS ••••

Al quinto disco, Whiskey Myers, il frontman Cody Cannon sceglie la strada dell'indipendenza perché consapevole di poter sviluppare una propria personalità, la produzione di Dave Cobb schricchiolava dopo gli ultimi 2 dischi, l’idea di liberare un robusto southern-classic rock mantenendo il texas roots sullo sfondo era ed è, per il sestetto texano, il modo giusto per lavorare su storie e melodie come fossero senza tempo, annullando ogni fronzolo pur di arrivare al nocciolo del nuovo corso dei Whiskey Myers.
Si affidano anche...
Nr° Letture : 132
DISCO DEL MESE
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BONNIE BISHOP (The Walk) •••½

The Walk usa l'amore e i sentimenti come tasselli di un puzzle emozionale in un confronto con la mortalità dell’essere umano, in senso universale e personale, prende forma e distintività a partire da quelle storie che lo plasmano tra fantasmi e ricerca di felicità, in 7 canzoni, ma come delinea Love Revolution, si arriva spesso oltre i 7 minuti.
Da una ballata tenebrosa e nervosa alle dolci e malinconiche Keep on Moving e I Don't Like to Be Alone, tutte solcate dalla chitarra elettrica di Ryan Tharp, un...
Nr° Letture : 120
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CHRIS KNIGHT (Almost Daylight) ••••

Kentucky, una cucina, un tavolo attorno al quale Chris Knight rimette in gioco dopo 7 anni i componenti della sua musica.
Li rimescola in Almost Daylight, crea ancora qualcosa di diverso, pieno di ricordi, malinconia e toni agrodolci, tra rock e americana, un tratto univoco da chi sa raccontare la vita, vengono mixate attraverso le relazioni, gli scambi, i desideri.
E' lì che oggi “passa” l'essere umano, e come venti anni fa (pensando al suo folgorante esordio omonimo), oggi se ne sente l’eco, con nuovi e riuscit...
Nr° Letture : 136
DISCO DEL MESE
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HEATHEN SONS (Born To Lose) ••••

Born to Lose è come una fotografia che predilige la penombra e i colori freddi quando racconta storie dure e crude, la realtà è anche più dolorosa per il frontman degli Heathen Sons (la scomparsa di un familiare) ma non è un lavoro che punta diritto agli inferi, l’inafferrabile, gelida e oscura potenza liberata nell’intensità di Waiting For A Sign e Corn Fed Blue, magmatiche e dense, semplici eppur stratificate nel rock, nel ragionare sul deperire dell’umano, e sul suo incendiarsi come una fiammella nella...
Nr° Letture : 136
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MASSY FERGUSON (Great Divides) ••••

Ethan Anderson & Adam Monda sono i punti fermi da 13 anni dei Massy Ferguson, al 6° disco è ancora facile immaginare la carica del Rock tra utili fraseggi nell’Americana che si sprigionano in tutte le sue implicazioni.
Dirette e brillanti come la carica di Can't Remember, un suono che può salvare dalla piatta e monotona giornata lavorativa, poi ci sono i testi, a surrogare con immagini di un piacevole viaggio da Seattle, bar e ‘dirty roads’ e migliaia di kilometri dal NorthWest Americano.
Great Divides sa dar...
Nr° Letture : 154
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GREG FELDEN (Made of Strings) •••½

Di Los Angeles, della California, della sua storia musicale, il disco d’esordio di Greg Felden né è pieno, ‘rootsy sound’, folk, ballate e venature rock sbucano da When the Change Comes in poi, e vien voglia di ascoltarlo Made of Strings.
Voce e melodie conquistano cantando della vita, sentimenti e introspezione si sfiorano, non sempre si afferrano, la sintesi più felice e nell’approccio acustico di Man Like Me, e ritorna, nel tempo rallentato e dilatato di Take You Back Home, Better This Way<...
Nr° Letture : 159
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BETH BOMBARA (Evergreen) •••½

Beth Bombara è di St. Louis, dopo una lunga carriera iniziata all’età di 16 anni, nel 2017 decide di isolarsi per un break necessario a ricaricare le pile tra le montagne del Colorado dove permane, nello sfacelo del presente, una intrigante riserva di civiltà.
Ad ascoltare Evergreen, la riflessione sugli anni passati e trascorsi insieme al marito e bassista Kit Hamon, ha condotto il quartetto (ottimo il lavoro del chitarrista Samuel Gregg) verso ispirati spazi rock e nell’americana, una base elettrica che riflette l...
Nr° Letture : 161
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HUNTER BASKETT (For Her and All My Friends) •••½

Nato e cresciuto in Oklahoma, Hunter Baskett è uno dei tanti americani legati al mito College Universitario - Football come unico bivio possibile nella vita, ed invece poi si cambia totalmente strada.
Chitarra al posto di una palla, la musica, di anni ce ne sono voluti 5, ma è arrivato For Her and All My Friends, dalla vecchia scuola Red Dirt alle connessioni col Country passa davvero poco, ma sono i trasparenti segnali di cantautorato ‘roots’ che si liberano nell’armonica che convincono in Fools Gold, Hunt...
Nr° Letture : 148
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HOUSTON MARCHMAN (Highway Enchilada) ••••

Houston Marchman è puro e classico suono folk/rock texano, eleva le emozioni, le passioni, i sentimenti sottostanno all'alterazione dei bagliori elettro/acustici delle chitarre con i colori Tex-Mex di confine che ne fanno lievitare la portata.
Un signor ‘songwriter’ che canta e suona di esperienze di vita senza scendere a compromessi con quello che l’ascoltatore vorrebbe ascoltare, ha iniziato da piccole cittadine Texane, vita nei Ranch, storie di lavoratori stagionali al confine Messicano, vita dura e speranza, tanta, profo...
Nr° Letture : 228
DISCO DEL MESE
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CURSE OF LONO (4am and Counting) ••••

Giorno speciale lo scorso Aprile per la band Inglese dei Curse Of Lono, riuniti al Toe-Rag Studio in Hackney, borgo Londinese, per una sessione live con una selezione di brani dai loro precedenti dischi (As I Fell del 2018 e Severed del 2017).
Una bella occasione per chi non li conosce è questo 4am And Counting, la band concentra il suo occhio con lucida determinatezza sui riverberi delle chitarre e lasciandole sfumare nei contorni dell’Americana ma dai confini molto ricchi: morbido l'approccio di Tell...
Nr° Letture : 158
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MATT HARLAN (Best Beasts) ••••

La Politica è lo sfondo di Best Beasts, titolo scelto pensando alla bella Melania Trump, la ‘First Lady’ e la campagna Be Best focalizzata sui minori e il cyber-bullismo, ma per Matt Harlan, solo un messaggio di facciata a coprire un vuoto enorme.
Il Texano che per un po’ di anni ha preferito occuparsi di altro, al quinto disco accetta l'esistente cogliendone la dimensione effimera e transitoria con estrema efficacia in ballate elettro-acustiche, folk, country e qualche bagliore rock, dalla base Sociopolitica di W...
Nr° Letture : 220
DISCO DEL MESE
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WHISKEY PROPHETS (Ashes to Anthems) ••••

Texas rock si srotola come flusso di coscienza per la band di Brad Roberson, al quarto disco i Whiskey Prophets si muovono con ottimi fuoco/fuori fuoco delle chitarre (John Hosford e Chris Gilcrease), centrato/strabico, che segue attimi di puro sguardo, e di segni ritornanti sul rock.
Ashes To Anthems apre con intriganti miscele energiche e melodiche, Good Ol' Days e Novocain, una cornice di partenza, però, non è uno spazio fisso bensì uno spazio caleidoscopico che si moltiplica e si rifrange in altre...
Nr° Letture : 185
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TYLER STEPHEN MCCOLLUM (Backbone) •••½

La famiglia McCollum si allarga, dopo Parker più incline al country/rock, adesso tocca a Tyler Stephen esordire con Backbone a ricreare il tono caldo e semplice del quotidiano texano.
Time Machine e Learn to Fly mostrano che il ragazzo si muove con disinvoltura nell’americana, melodie orecchiabili, radiofoniche ma non banali, fatte di fughe e controfughe chitarristiche, tentativi di aprire gli spazi ben segnati nel mercato texano e Backbone ha buone possibilità di superarli.
Nelle ballate No Words e Pa...
Nr° Letture : 201
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SOUTH AUSTIN MOONLIGHTERS (Travel Light) ••••

Band texana in giro dal 2011 (3 dischi in cascina) sotto la produzione di Anders Osborne tornano con Travel Light, suono nell’Americana e nel roots tipico texano con armonie corali da ottimi musicisti, suono fresco e coinvolgente, Fender stratocaster e la bellezza che sprigiona Feels Like Home si porta con sé una certa poeticità, come se qui l'occhio dei South Austin Moonlighters riuscisse a soffermarsi e a scandagliare in profondità nella Storia.
Quella di Lonnie Trevino Jr., Phi...
Nr° Letture : 208
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COLE WITHERS (The Last Bookstore) •••½

Un passato da scrittore in quel di New York dove è nato Cole Withers, parla della vita vissuta The Last Bookstore, dentro quelle librerie che stanno morendo, piccole o grandi dove Cole Withers è cresciuto, anche nella sua creatività, e naturalmente parte del suo tour non poteva che cercare di solcarne il più possibile, un Coast to Coast lodevole.
Ma è il suo «archivio» musicale che ha potenzialità, americana/rock che di certo ad ascoltare Wash Away e Surrender to Win non può certo estinguersi rapidame...
Nr° Letture : 219
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CO. TOWNES (Van Zandt) ••••

Tocca a Jody e Sara Aiello dalla Pennsylvania, avventurarsi tra le rifrazioni ottiche che compaiono ogniqualvolta ci si avvicina a inquadrare, sotto il sole texano, il mito di Townes Van Zandt.
I Company Townes con armonica e chitarre elettro/acustiche che fanno da coerente e onnipresente cornice sonora a Van Zandt (secondo disco dopo il debutto del 2016, Canyon) assemblano intriganti tessere musicali senza mai pigiare a fondo sul pedale del già sentito, armonizzandone al contrario il valore dei bra...
Nr° Letture : 249
DISCO DEL MESE
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SON VOLT (Union) ••••

La tradizione Folk americana, lo spettro di Woody Guthrie, tutto questo in Union è ridondante, e questa ridondanza è come irrorata dalla prevalenza del disegno e dello schema applicato dal presidente Trump sugli Stati Uniti e, in fondo, è anche il tramite per rappresentare la forza dei Son Volt.
Una quantità di immagini legate alla politica entrano in gioco dalla ballata While Rome Burns e danno forma ad un insieme dove ogni parte sembra strettamente collegata all'altra, Jay Farrar affonda in quelle radici come ...
Nr° Letture : 235
DISCO DEL MESE
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HOBO (2/10) •••½

Band italiana al disco d’esordio, 6 tracce per 2/10 ma in una mezz’ora sembra mostrare in tutta crudezza, ciò che si cela in quella fetta di vita che si compie nella sterminata provincia americana, lì si incammina la band piemontese degli Hobo.
Ballate folk/rock disegnano geometrie acquatiche intorno a paludi immobili in Lord, please Tell us the Truth e Save Me, Take Me so Far Away, consentono di rado l’affacciarsi di nebbiose idee melodiche, gli Hobo mostrano nell’acustica Muddle-Headedness tonali...
Nr° Letture : 314
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GURF MORLIX (Impossible Blue) ••••

I dischi di Gurf Morlix sono di quelli che si lasciano ferire dalla vita, attenti a non fare un passo in là rispetto a dove cadono i sentimenti, una sua immane qualità e accade anche in Impossible Blue.
Si muove nella scia degli ultimi dischi (è a quota 10) con magnetiche ballate e il blues/rock, quello di Turpentine, Sliver Of Light e My Heart Keeps Poundin', e come sempre con Gurf Morlix è un tessuto connettivo complesso, intrecciato, articolato in cui i valori umani si mescolano alle motivazio...
Nr° Letture : 249
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DRUGSTORE GYPSIES (Easy Access) •••½

Istanze di libertà nel rock classico e sudista, il succo di Easy Access, secondo disco dei texani Drugstore Gypsies.
Il pensiero del frontman Duke Ryan è quello di lasciare che tutto sia spontaneo e giocare ad esser liberi, ci riescono in Never Settle, l’impatto è forte, ha la carica giusta come The Rapture anche se ha scatti diversi, ma gli stessi punti a favore, e seppur i percorsi espressivi in alcuni brani si disgiungono e prendono direzioni autonome, Easy Access resta un disco piacevole.
La parte f...
Nr° Letture : 240
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RYAN BINGHAM (American Love Song) ••••

Qualunque sentiero di American Love Song, scontato o a sorpresa, imbocchi Ryan Bingham, nella quasi totalità dei brani vi giunge determinatissimo a non alterare di una virgola quanto ha in animo di dire, indipendentemente dallo sfondo: rock, americana, blues con la chitarra slide o nei tratteggi da puro folksinger.
15 brani e più di 1 ora di musica, American Love Song parla di Ryan Bingham, della sua vita, di come la vede in giro per l’America, così cambiata e poi la politica, al presidente Trump ‘bravo a vendere bu...
Nr° Letture : 225
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STEEL WOODS (Old News) ••••

Con passo sereno, osservando le forme nette del rock sudista che si liberano nella raggiante bellezza di All of These Years, la band degli Steel Woods mantiene il rigore d'un'esistenza che impone il proprio immutabile tempo.
In Old News la band di Nashville apre ad una concezione limpida della forma del rock, echi classici da ribaltare in ben 7 cover e iniziano con Changes dei Black Sabbath, ma allo stesso tempo intrecciate ad un contesto melodico di profonda pregnanza con l’armonica in una versio...
Nr° Letture : 245
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LONG RYDERS (Psychedelic Country Soul) ••••

Il disco che avrebbero voluto incidere alla fine degli anni ’80, tutto vero, son parole di Sid Griffin una dei tre singer-songwriters dei Long Ryders (il resto della band è composto dal chitarrista Stephen McCarthy, il batterista Greg Sowders e il bassista Tom Stevens) che dopo 3 decadi trovano qualcosa che li soddisfi pienamente.
Psychedelic Country Soul dà una lucida idea del suono della band, americana, solido rock e dolci influenze country, si ritrovano, si confortano, si urtano tra le raggianti Greenville ...
Nr° Letture : 253
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OLD HEAVY HANDS (Mercy) •••½

La band della Carolina continua a muoversi nello spazio aperto dell’americana, un paesaggio che si allarga al rock e anche se le sonorità agresti restano uno spazio ristretto, l'angolazione data dagli Old Heavy Hands non proibisce una visione sufficientemente ampia sull’American music.
Il trio formato da Nate Hall, Larry Wayne e David Self sfodera chitarre grintose sin da Drag Me Down, una rapida connessione 'profonda', interna col paesaggio americano di Golden Rule e dalla chitarra steel di Fall Back In, ...
Nr° Letture : 281
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DIEGO POTRON (Winter Session) •••½

Diego Potron si allontana dal recente passato, quello ruvido coi Dead Man's Blues Fuckers, sceglie atmosfere intime, elettro/acustiche tra folk e dark americana, appaiono da Blind Sisters' Home come un movimento di macchina su dolly che scende e avanza dentro una gabbia vuota verso l'oscurità dello sfondo.
Ma si ode, distorto, un lento ruggito.
Risalta nella scelta di questo OneManBand, batteria al piede, chitarra, non disdegna la cigar box, e poi la voce in grado di condurci in territori desolati, selvaggi,...
Nr° Letture : 331
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JAWBONE (Jawbone) •••½

Marcus Bonfanti ha una nuova band, i Jawbone.
In quel di Londra c’è amore per le tradizioni dell’American music, tiene insieme le varie puntate di Jawbone, sempre presente, uno spazio geografico in cui iniziano a muoversi Leave No Traces e Get What You Deserve, come una bella boccata di aria fresca e aprono a un susseguirsi di scatole cinesi che mescolano diversi stili, con più punti di raccordo.
La ballata elettrica in mano a Marcus Bonfanti ha sempre risultati lodevoli come...
Nr° Letture : 267
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K.C. HARRIS (Songs From A Young Contrarian) •••½

K.C. Harris nato a Jacksonville, North Carolina dopo un interessante esordio nel 2017, con la nuova vita a Nashville ha trovato modo di stupire se stesso e Songs From A Young Contrarian è una diretta conseguenza, un disco dove la memoria dell’american music brucia, sa subito dare una forma compiuta nell’iniziale We'll Figure It Out (Or We Won't), un sound arioso, rock e radici nell’americana, chitarre presenti e l’armonica fa il resto.
Prosegue senza intoppi in Meet Me In The Bottom e bisogna ammetterl...
Nr° Letture : 276
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BOTTLE ROCKETS (Bit Logic) ••••

Per Band come quella dei Bottle Rockets non conta lo sprint sulle brevi distanze ma la resistenza tipica dei fondisti, la tenuta sui lunghi percorsi, e da un trentennio il Rock e l’Outlaw Country di Brian Henneman (voce e chitarra) tiene duro.
Bit Logic, 13cesimo disco prodotto e suonato da Eric “Roscoe” Ambel (nome noto se ascoltavate i Del-Lords o Steve Earle), ha ancora pezzi di vita quotidiana da raccontare, capace di coagulare un'attenzione irradiante, e tale forza traspare da Bit Logic (la Title track) l...
Nr° Letture : 316
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WILL HOGE (My American Dream) ••••

La collera non è passata a Will Hoge e continua a macinare rock sulla stessa linea del precedente Anchors, la rabbia per la politica in My American Dream è vertiginosa e contagiosa.
Will Hoge corre e noi lo seguiamo, prima che si fermi, voltandosi spesso a dirci cosa proprio non gli va giù, e inizia a farlo col ritmo in crescendo della muscolare Gilded Walls, l’acqua e le tasse pubbliche bagnano il rock che sale.
Tolleranza e perdono non si sa dove trovarle in My American si trasformano in rancore e odio, S...
Nr° Letture : 281
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ADAM HOOD (Somewhere in Between) ••••

Deve ringraziare la famosa cantante country Miranda Lambert, lei ebbe un guasto alla macchina in Texas, lui suonava a New Braunfels, lei non avendo alternative decise di vedere il suo spettacolo.
Il caso ha costruito il resto, ma Adam Hood era un bravo songwriter, uno dei tanti che si muovono a profilo basso nella sconfinata cerchia di musicisti di Austin e la riprova è Somewhere In Between, ballate elettriche di americana con impasti country&blues, si intersecano e si ramificano, nelle quali i particolari assumono un’...
Nr° Letture : 298
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MALCOLM HOLCOMBE (Come Hell Or High Water) ••••

Folk singer di razza, scrive di anni passati, di errori commessi, di anni a vagabondare senza meta, ‘bad times’ descritti con la voce di Iris De Ment e Greg Brown e una chitarra, quella di Jared Tyler, Come Hell or High Water è un tipico disco di Malcolm Holcombe, la verità della memoria, dell’esperienza, del dolore, della sofferenza, della fame, delle perdite, il controcampo su cui libera il Vietnam che apre la ballata di Left Alone.
Malcolm Holcombe e un disco acustico, ma è capace di cambiare registro per...
Nr° Letture : 271
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BLACK LILLIES (Stranger to Me) •••½

Da sestetto a quartetto, la band di Knoxville è ancora originale, capace anche di strattonare lo spettatore con un mix di rock & roll e americana, lasciarsi crogiolare dall’iniziale Ten Years fa intendere quanto sia utile a non abbandonarsi nella solitudine di un mondo tanto caotico.
Il frontman Cruz Contreras nel quinto disco Stranger To Me sa essere intenso e lieve, per lo più s’insinuano tonalità amare e riflessive (ad esempio Midnight Stranger, Don't Be Afraid) i Black Lillies ‘palleggiano’...
Nr° Letture : 241
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BAND OF HEATHENS (A Message from the People Revisited) •••

Ambizioso progetto per la The Band of Heathens nato durante il tour del 2017 sulle strade del New England, una conversazione su tematiche sociali e politiche e sono arrivati all’idea di ripescare il messaggio ‘dimenticato’ di Ray Charles pubblicato nel 1972, A Message From The People.
Quello che era un disco sulla giustizia sociale, sull’abuso di potere in una visione molto dura sull’America torna a liberare note di matrice funky/soul, certo, ma le performance vocali di Ed Jurdi e Gordy Quist arricchiscono, ...
Nr° Letture : 261
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ERIC HISAW BAND (Street Lamp) ••••

Due gli appuntamenti fissi in ultra decennali viaggi in terra Texana: al Continental Club con James McMurtry e con Eric Hisaw, a cui invece è sempre piaciuto spostarsi di continuo.
Lavorare sodo, non dimenticare il passato e conoscere nuove cose, il succo del nuovo disco Street Lamp, registrato nei pressi di San Antonio che mantiene la linea ‘roots/rock’ degli esordi, liriche legate alla sua terra, profonde, e insieme al bassista Neal Walker e al batterista Jimmy Milner ci si immerge facilmente nel mondo di Street La...
Nr° Letture : 346
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ISRAEL NASH (Lifted) ••••

Il Texas continua a (s)travolgere Israel Nash, un moderno hippie legato allo spirito del rock anni ’60 e ’70 alla CS&Nash.. appunto, ma con l’estro di un pioniere sempre alla ricerca di nuove armonie che faranno storcere il naso a chi amava Barn Doors & Concrete Floors nel periodo d’oro di quando era ancora ‘Gripka’.
Lifted è altra cosa, un drastico riposizionamento nell’Americana con un percorso creativo (molto ricco nella strumentazione) che entra a pieno nel senso della vita e del mondo, con le chitarre in c...
Nr° Letture : 364
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COWBOY JUNKIES (All That Reckoning) ••••

All That Reckoning è un disco che scruti a ogni movimento, ti tallona a ogni nota e sembra che il fragile mondo, politico e sociale, descritto dalla voce dolce di Margo Timmins e solcato dalla chitarra di Michael Timmins, non sia affatto cambiato, al contrario dei Cowboy Junkies.
Carriera trentennale che trova ancora il modo di sorprendere, folk & rock, testi profondi e ispirati, come le ballate, dalla sinuosa bellezza di All That Reckoning, Pt. 1 che poi sembra scomparire in All That Reckoning, Pt. 2,...
Nr° Letture : 316
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CAROLINA STORY (Lay Your Head Down) •••½

Una bella storia quella dei coniugi Ben e Emily Roberts, quella ostinazione a seguire, per lunghi 10 anni, una passione senza mai mollarla, ed ecco l’esordio di Lay Your Head Down, un mix convincente di americana e rimandi contemporanei ad un folk/rock anni ’60 con cui dover fare i conti, spesso in maniera vincolante con una tradizione o con i simboli e i referenti di tale tradizione.
I Carolina Story mischiano voci e melodie all’armonica e a chitarre in modo sublime nello splendido uno-due iniziale di Lay Your ...
Nr° Letture : 344
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KARA GRAINGER (Living with Your Ghost) •••½

Living With Your Ghost, prodotto e aspetto importante, suonato da Anders Osborne, è il quarto disco della cantante/chitarrista australiana Kara Grainger, americana d’adozione per il modo in cui miscela essenze blues, chitarre e americana.
Kara Grainger le contiene e le asseconda nel convincente avvio di Living with your Ghost (la Title track) e con le eloquenti influenze dal delta mississippi per Working my way Back Home, le chitarre elettriche/acustiche hanno un ruolo fondamentale, si creano c...
Nr° Letture : 350
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LEVI PARHAM & THEM TULSA BOYS AND GIRLS (It's All Good) ••••

Levi Parham invita una decina di amici musicisti in Alabama e trova un’alchimia perfetta per incidere It’s All Good, efficace come il noto paradosso della Coca-Cola: hai sete e la bevi ma, come tutti sanno, più la bevi e più hai sete.
Una sete di rock e non ti molla, da contaminare col Sud dell’America dove traboccano soul/folk/americana e così mentre in filigrana scorrono politica, economia e sociale, sale il ritmo che si sposta da sotto il tallone del potere e del male di Badass Bob a terre desertiche dove l...
Nr° Letture : 513
DISCO DEL MESE
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LUKE WINSLOW-KING (Blue Mesa) ••••

Specchi nel blues, fessure nei muri del rock, spiragli che si aprono nella cultura musicale tradizionale americana, a Luke Winslow-King servono per costruire il baricentro di Blue Mesa, una ricerca di equilibrio affidata alla iridescente e cangiante chitarra elettrica che prende per mano la melodia di You Got Mine e solca sferzandola da cima a fondo Leghorn Women.
Da quel suono, in una sinestesia dei sensi che fonde corporeità, visibilità, ascolto della mente e del cuore di un musicista, tra bisogno di muo...
Nr° Letture : 327
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WILL STEWART (County Seat) ••••

La strada verso casa non la dimentichi, mai, Will Stewart la esplora nei minimi dettagli in County Seat, parla del suo viaggio di ritorno in Alabama ripensando ai paesaggi naturalistici percorsi nell’arco di un anno, e con Sipsey inizia a liberare segni di una ricerca adulta di libertà.
Un debutto solista che convince, lì dove si è aggirato, dove le foglie non sono solo verdi, come in tv o nei disegni dei libri, ma germogliano, crescono come la bellezza di Rosalee e Dark Halls, e anche quando si...
Nr° Letture : 321
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BLACKBERRY SMOKE (Find a Light) ••••

I Blackberry Smoke corrono, l’assetto è quello degli ultimi album, è migliorato il contenuto: tanta energia, rock sudista, pause riflessive e melodiche, un pizzico di sapore agreste, tante chitarre ben oliate e qualche ospite che alla fine non guasta.
Nulla di sbagliato perché Find A Light funziona, la tosta Flesh And Bone, come anche The Crooked Kind o la classica Run Away From It All assorbono bene le tinte, le immagini e i suoni del rock ed è difficile farne a meno, il vocalist Charlie Starr sa...
Nr° Letture : 499
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WHISKEY WOLVES OF THE WEST (Country Roots) ••••

Idea di due musicisti, Leroy Powell (insieme ai The Messengers ha regalato gran dischi) e Tim Jones, scelgono un titolo esplicativo per l’album, Country Roots, utile a dare un’idea dello stile musicale dei Whiskey Wolves of the West, altra scelta divertente, lo ammettono loro stessi in diverse interviste, ma funzionano entrambi come scatole vuote che contengono e dissimulano i desideri di ripercorrere quelle calde sonorità anni 70’, la storia americana di un rock impastato da ri...
Nr° Letture : 307
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CLIFF WHEELER BAND (To The Bone) •••½

Sotto il manto di To the Bone brilla qualcosa, Yep introduce le basi di un torrido southern rock che tende letteralmente a esplodere in How'd We Get Here, un biglietto da visita niente male per la Cliff Wheeler Band.
Quartetto che nuota in quattro mura anonime nella periferia del North Carolina, ma To The Bone sembra un acquario claustrofobico di scatoloni duri come cemento a sentire Hard Living Man o sull’asfalto piatto di Open Road.
All’orizzonte si notano solo chitarre sfibrate e ago...
Nr° Letture : 309
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DANIEL KEMISH (Under The Same Sky) •••½

1 mese tra le montagne dell’Austria, la solitudine cercata per recuperare la giusta distanza tra folk/country, americana e trovata al secondo disco da Daniel Kemish: origini britanniche, portoghese d’adozione, a Nashville ha inciso l’esordio, un songwriter che cerca di correre almeno un po’ verso quell’immagine sfocata, gli USA, in maniera da vederla meglio per ricordarne i contorni e per ricordare la passione di far musica.
Under the Same Sky restituisce sapori bucolici nell’iniziale They Say I'm Crazy, le ba...
Nr° Letture : 310
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ANDREW SHEPPARD (Steady Your Aim) •••½

Secondo disco Steady Your Aim, molto personale, riflette estratti di vita in musica e sogni pregni di narrativa con estratti dal cuore e anche angoli bui, ma non c’è nulla di vorticoso, il suono è americana con rimandi country/folk che si elevano in Take A Walk With Me a pilotare la grande scommessa di Andrew Sheppard, alla ricerca del suo stile, del tono giusto, e Steady Your Aim sa come trovare la frequenza elettrica giusta (la Title Track e in Red Wine & White Roses).
Inizi in quel di Los An...
Nr° Letture : 307
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CHARLIE JACKSON AND THE HEARTLAND RAILWAY •••

I sogni di un songwriter dell’Ohio sembravano stipati con cura in uno spazio nascosto, protetto da una botola, sotto il pavimento di casa, e invece un’amico e l’idea di una band hanno riconsiderato il futuro del musicista Charlie Jackson a sentire l’esordio coi The Heartland Railway.
L’armonica spinge il ritmo di Days of Wine and Roses e prende significato, è come addentrarsi in un viaggio, non proprio insolito, o inaspettato, ma controllato dal rock e da un sound ‘roots’ tipicamente americano che merita un a...
Nr° Letture : 300
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NOWHERE BROTHERS (Down Life Boulevard) ••••

Duo italiano Nick Ventolini (voce e armonica) e Roberto Fiorelli (voce e chitarre) si incontrano a Trieste, hanno le idee chiare anche quando si perdono di vista, sempre uguali a se stesse se non per la diversa luce del sole, quella delle terre desertiche americane dell’Arizona dove hanno registrato Down Life Boulevard.
Un disco di Americana, sonorità roots e rock suonato con un estro che avviluppa l’ascoltatore col suo alternare armonica e chitarre nella Title track e Peace, i Nowhere Brothers predil...
Nr° Letture : 566
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JEB BARRY AND THE PAWN SHOP SAINTS (Texas, etc...) ••••

Con Jeb Barry attraversiamo il sogno americano in due dischi The Sainted e The Saintless, le due facce di Texas, etc… equamente suddivisi con la band e solo in acustico, per una serie di ballate elettro acustiche ad illustrare insieme ai The Pawn Shop Saints, la differenza tra una vita di parcheggi, supermercati e villette a schiera da un lato, e quella di un’umanità, forse sghemba e imperfetta, ma certamente vitale e ‘sociale’ dall’altro.
Pare sopravvivere qualcosa di vero e autentico ad ascolta...
Nr° Letture : 450
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LIVING ROOM HEROES (Welcome to the Circus) ••••

Americana, radici sudiste e rock, uno schema a cui si fatica a sfuggire, il secondo disco della band olandese dei Living Room Heroes è una levigata tavolozza cromatica che va a succhiare luminosità da fonti/lampi di luce delle chitarre.
Brani avvolgenti, da Better Days agli intriganti squarci agresti che si aprono in Things I Won't Do alla deliziosa ballata di Restless Soul, le melodie hanno così il potere di toccare l’ascoltatore che arriva a percepire i suoni attraverso il corpo e le sue terminazioni n...
Nr° Letture : 431
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DERRICK DOVE & The PEACEKEEPERS ••••

Il disco d’esordio di Derrick Dove & the Peacekeepers predilige un progressivo dialogo col rock sudista, classico ma pronto a trasformarsi in un confronto serrato col soul/blues, ed è la superficie su cui si agitano i brani iniziali, dall’accattivante Ramblin’ Soul a So Strong, spalmate sulle strade dell’America e tra le precarie sorti umane diventano sempre più sdrucciolevoli tra le corde di chitarre elettriche che non impiegano poi tanto a farsi amare, come nella coda finale di Hurricane Of Love e in que...
Nr° Letture : 453
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DAVID MUNYON (Planetary Nights) •••½

La Germania per registrare un altro disco acustico, il songwriter David Munyon, voce, chitarra e una serie di ballate sulla vita, l’amore e il tempo che passa e le tracce che lascia dentro di noi.
Ormai i dischi del musicista americano, strano a dirsi, si contano a grappoli, e quasi sempre benedetti da esiti qualitativamente rilevanti, Planetary Nights non corrisponde certo a uno ‘score’ ambizioso, sin dal fiero incedere di On Through The Years che sul ritmo di marcia di pochi accordi, intonano il solenne tema...
Nr° Letture : 436
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DAN ISRAEL (You're Free) •••½

14cesimo album, dopo alti (il periodo con i The Cultivators, ricordate Mama's Kitchen, annata 1999?) e bassi, accade che Dan Israel trova il modo di rimarcare che la strada del rock degli esordi non l’ha mai smarrita e You’re Free lo distingue e lo nobilita, se mai c’è ne fosse bisogno.
Brani che riflettono espliciti riferimenti sulla cattiva politica, c’è rabbia e frustrazione, per non parlare del degrado socio-culturale legato ai social media, si torna a far vibrare le chitarre ma Dan Israel non ha perso lo ...
Nr° Letture : 361
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