DIRTY STREETS (Distractions) ••••

La messa in scena di Distractions è presa da un moto ondoso di classic rock, si gonfia, si sgonfia, s’arriccia, spumeggia, s’alza e s’abbassa, avanza e si ritira, i Dirty Streets concedono poca tregua, offrono qualche appiglio per rifiatare, ma non consentono di toccare terra spesso.
Si alza il ritmo della band di Memphis, come braccare accanitamente la realtà con la massiccia scossa di Loving Man e The Sound, per un altro disco (il quinto) breve ma intenso, i Dirty Streets sono così padroni del proprio ...
Nr° Letture : 67
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
TOM PETTY (An American Treasure (Deluxe Edition) ) ••••

An American Treasure è un box set di 4 cd dalla forma aperta, permeabile: 60 canzoni, un booklet di 52 pagine con foto inedite e versioni alternative, una decina gli inediti registrati in studio, più rarità e performance dal vivo.
La moglie Dana e la figlia Adria insieme alla band degli Heartbreakers (Mike Campbell e Benmont Tench) hanno scelto come ricordare Tom Petty scomparso lo scorso anno per una fatale overdose accidentale di farmaci che assumeva regolarmente per trattare un enfisema e un’anca fratturata....
Nr° Letture : 55
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
DELTA MOON (Babylon Is Falling) ••••

Decimo giro intorno al Mississippi delta blues, Tom Gray e Mark Johnson dialogano a meraviglia tra chitarra slide e lap steel, ci sono ben 6 covers, qualcosa di potenziale, ma c’è parecchio altro in Babylon Is Falling.
Da Long Way To Go sulle acque solcate dai Delta Moon tendono a formarsi intensi isolotti chitarristici e piuttosto fertili, incise da correnti che vanno e vengono nell’affascinante passo bluesy di One More Heartache, rilettura di un brano di Marvin Gaye (tra gli altri tributi, da citare la...
Nr° Letture : 47
Stampa Recensione
REVEREND PEYTON'S BIG DAMN BAND (Poor Until Payday) ••••

Perseveranza e speranza, il Reverendo Peyton torna a confrontarsi con le risorse di una terra mai del tutto esplorata eppure conosciuta da sempre.
Una terra madre il Mississippi blues, ricco di venature country, la slide guitar pronta a costruirle e subito a sovvertirle, il corpo del racconto di Poor Until Payday.
Sprizza vivacità You Can't Steal My Shine, il trio The Reverend Peyton’s Big Damn Band (con la moglie e il batterista Max Senteney) sbilenca come la creatività del suo autore, attraverso il blue...
Nr° Letture : 43
Stampa Recensione
RAY BONNEVILLE (At King Electric) ••••

Come sempre attratto dal legame profondo tra il paesaggio americano e chi lo abita o lo percorre, dalla testimonianza che diventa tramite di una seducente amalgama di parole e suoni, Ray Bonneville confeziona un altro disco ricco di immagini e parole nude, di ballate brucianti quando si parla di amore e donne, l’avvio di Waiting On The Night ma anche Until Such A Day e Tender Heart.
Amore come una tempesta o un gioco di carte in Next Card To Fall o rivisto sotto altre aspetti, quelli di un se...
Nr° Letture : 45
Stampa Recensione
CEDRIC BURNSIDE (Benton County Relic) ••••

Registrato in presa diretta, in 2 giorni, il nipote di Robert Lee Burnside s’immerge nei ricordi del passato, ai quali si appiglia come a punti cari, isolati nella traiettoria del tempo del mississippi delta blues, ipnotico, persistente, costante.
Benton County Relic non lo lascia mai sepolto in una tensione sotterranea, blues elettrico che sale da We Made It e Get Your Groove On, vibrante e vivace, quasi ‘pettegolo’ in Please Tell Me Baby, ammaliante in Give It To You, ma dato che l’amore è un...
Nr° Letture : 39
Stampa Recensione
STEVE SEASICK (Can U Cook?) ••••

Il mississippi delta blues non è il centro stabile di Can U Cook?, i densi vortici che si liberano da Hate da Winter, Locked Up and Locked Down Blues e Shady Tree rappresentano il marchio di fabbrica di Steve Seasick.
Ma il nono disco va oltre gli steccati del linguaggio del blues, un linguaggio che è unità/pluralità sempre aperta, indagato e affermato nei suoi stessi processi costitutivi.
Più ballate che contribuiscono alla formulazione di spazi altri, tornano di frequente quelli acustici, l...
Nr° Letture : 41
Stampa Recensione
JOHN HIATT (The Eclipse Sessions) ••••

Il passato di John Hiatt dato semplicemente per irripetibile, non viene né omaggiato, né oltraggiato, né aggiornato, né ironicamente riscritto in The Eclipse Sessions (titolo dedicato all’eclissi solare che lo ha accompagnato nel mezzo delle registrazioni del disco) tangenzialmente o meno, volutamente o meno, è ancora in grado di toccare le corde delle emozioni le cui vibrazioni si sono riprodotte e trasformate nel tempo, ma resistono.
Rock, americana, ballate anche introspettive, quel tocco bluesy, repertorio ricco c...
Nr° Letture : 49
Stampa Recensione
HAWKS AND DOVES (From a White Hotel) ••••

Il passato di Kasey Anderson assorbito e restituito con la nuova band degli Hawks and Doves, come cartina di tornasole per analisi a largo spettro sulla società, la storia, l’esistenza, la politica che si delinea dall’ascolto di The Dangerous Ones.
Rock e altro in From a White Hotel, c’è la chitarra di Eric Ambel e in Chasing the Sky irrompe con immediatezza e freschezza, Kasey Anderson non si lascia minimamente incastrare da facili cliché, piuttosto se ne dista...
Nr° Letture : 38
Stampa Recensione
MOJO MAKERS (Songs of the Sirens) ••••

Sapidità anni ’70 traspare dalla carica vocale del chitarrista Kasper Osman, capace di movenze aggraziate e di accensioni repentine fin da A Hymn to Woodstock e spingono il quarto disco della band danese dei Mojo Makers.
Si posizionano nello spazio del rock e del blues del Sud Americano e ardono di una fiamma propria, innescatasi nel passato del rock e non ancora spente tanto che in Songs of the Sirens, quarto disco, si soffermano spesso a evocare il loro legame (Songs of the Sirens e Bless My Soul
Nr° Letture : 40
Stampa Recensione
TONY JOE WHITE (Bad Mouthin') •••½

La vita per il 75enne Tony Joe White ha una filigrana sottile e agrodolce, impastata di blues, a casa con una fender stratocaster, la voce cupa e cavernosa, l’armonica e 5 brani dal suo di passato e 7 classici (da Elvis Presley a Eric Clapton a Tina Turner).
Bad Mouthin’ è parte di un sommesso e inestricabile ringhio dissonante di blues, la partitura del suo passato ripesca Sundown Blues che con la Title track arriva dal lontano 1966, l’armonica fa largo a un colore melodico scuro, misterioso, gra...
Nr° Letture : 36
Stampa Recensione
BILLY F GIBBONS (The Big Bad Blues) •••½

Il secondo disco solista di Billy F Gibbons è uno di quelli che ‘si fa ascoltare’ (al contrario dello sbandamento afro-cubano dell’esordio Perfectamundo) in The Big Bad Blues il verbo che conta non è ‘ascoltare’ ma ‘fa’.
È il fraseologico ‘fa’ che indica la dettatura dei tempi e dei ritmi del blues e del rock & roll ben bilanciati con una lista di classici degli ultimi 50 anni, la chitarra e l’armonica indicano i tempi giusti in brani come My Baby She Rocks e nel brano di Muddy Waters, Standing Around Cr...
Nr° Letture : 39
Stampa Recensione
DAN BAIRD & HOMEMADE SIN (Screamer) •••½

La Leucemia non lo ha fermato, Dan Baird torna a suonare Rock ‘n Roll!
La band degli Homemade Sin fa da sfondo e allora i sentimenti non possono che iniziare a ‘fermentare’ in fretta, l’impressione dai brani iniziali è di autenticità che si propaga come un virus da What Can I Say to Help a You're Goin' Down, Screamer non poteva che risultare frizzante, tanto amor per la vita e ottimismo, ovviamente.
Charmed Life, Something Like Love e Up in Your Kitchen liberano immagini di ...
Nr° Letture : 41
Stampa Recensione
WOODEN NICKEL LOTTERY (Long Time Running) •••½

Dalla Strada la musica si espande in spasmi continui da arroventare nel blues/rock, i Wooden Nickel Lottery la indagano avvalendosi dei notevoli acuti vocali di Rick Gallo e dallo giusto spirito di provocazione chitarristica.
Long Time Running non circoscrive il proprio raggio d’azione e dalla raggiante Title track è pronto a ridefinire i contorni del blues, sempre al ribasso e con la scottante puntualità del rock, ne viene fuori la consistenza dei propri obiettivi, semplici, dirette e con chitarre libere di ...
Nr° Letture : 36
Stampa Recensione
AMANDA FISH (Free) •••½

A Kansas City i primi passi nel 2012, un interessante album di debutto (Down In The Dirt del 2015) tante opposizioni tra blues e rock, da intendere come possibili linee di continuità per Amanda Fish, multi-strumentista con una bella voce potente, insieme di dettagli che possono aiutare a mappare il campo di Free.
Si parte con un paio di Blues dalle tinte tradizionali, ma è l’accoppiata Anymore e The Ballad of Lonesome Cowboy Bill a introdurre la concretezza della passione di Amanda Fish per il blues e per...
Nr° Letture : 35
Stampa Recensione
BRYCE JANEY (Brand New Day) ••••

Brand New Day è vecchia scuola, quella che solletica e stuzzica e punge i nervi scoperti del blues, quello che rigira il coltello nella piaga del rock.
Sempre, per 56 minuti, da Fire It Up alla roboante Guitar Pickin' Man, la chitarra elettrica non lascia scampo ad alcuna catarsi e non resta altro che gettarsi in questa sorta di ‘buco nero’, che tutto trattiene e nulla fa scappare, a eccezione di un lungo sospiro di soddisfazione.
Siamo a quota 11 per il blues/rocker Bryce Janey che anche quando gira...
Nr° Letture : 203
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
KEVIN GORDON (Tilt and Shine) ••••

Kevin Gordon è uno di quei musicisti in grado di trasmettere la vita come se ne trova molta in giro, ma il modo in cui racconta brevi storie di quotidianità vera nel Sud della Louisiana (un luogo molto diverso dalla New Orleans dove tutto sembra andare nel verso sbagliato), è qualcosa di unico e raro.
Poetica del Folk/rock sfila davanti o di fianco ad un torbido Delta & Swamp blues, la si percepisce chiara dalla distorsioni della chitarra Gibson su una storia di due adolescenti in Fire at the End of the World, la mac...
Nr° Letture : 189
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
HUNTER & The DIRTY JACKS (Chase The Moonlight) ••••

I sentimenti legati al classic rock schizzano via prepotenti nel nuovo disco di Hunter & the Dirty Jacks, non più stordente come in passato, ma Chase the Moonlight ferisce e trascina, ridando nuova forma e spessore a chi era rimasto schiacciato dal solido Single Barrel.
Il lento incedere dell’armonica apre Tumbleweed, la voce calda di Hunter Ackerman e le chitarre di Carmelo Bonaventura e Jon Siembieda iniziano a srotolare note e ricordi di rock ‘n roll, prendendo sempre più vita, diventando più sincere...
Nr° Letture : 173
Stampa Recensione
RECORD COMPANY (All Of This Life) ••••

Il bell’esordio con Give it Back to You è stato come una finestra illuminata dalla luce al neon di un insegna a dir poco particolare, quella di un trio americano che predilige un corale blues/rock mischiato a influssi soul/funky che ondeggiano, e si sollevano, a seconda del vento sollevato dalla voce del chitarrista Chris Vos.
Venti bollenti che da Life To Fix alla spiritata armonica che spinge I’m Getting Better (And I’m Feeling It Right Now), delineano che in All Of This Life si diffonde un ricco ventaglio d...
Nr° Letture : 150
Stampa Recensione
LUCERO (Among The Ghosts) ••••

Con uno stile ipnotico capace di restituire un’aura affascinante ma sinistra, in un costante climax emotivo pronto a accendersi da un momento all’altro, scorre il lato scuro della vita nel nuovo disco dei Lucero.
Among the Ghosts non osteggia il rock (anche se le tastiere/piano di Rick Steff ci provano) ma lo abita, addirittura lo rincorre, quasi fosse quello nel destino di Ben Nichols, malgrado tutto, quella voce rasposa utile per cantare dell’amore perduto di Among The Ghosts o in Cover Me, tra la mo...
Nr° Letture : 158
Stampa Recensione
MAGPIE SALUTE (High Water I) ••••

La Guerra tra i fratelli Robinson intorno alla band dei Black Crowes, esclusivamente legate al vile denaro, continua ad avere strascichi, le ultime dure parole di Rich nei confronti di Chris (oltre al progetto Brotherhood, quest’ultimo sta girando gli USA cantando il repertorio dei ‘corvi’ con la band As the Crow Flies) segna una spaccatura totale e la band dei Magpie Salute nata nel 2016, prende sostanza con High Water I, con un secondo capitolo che dovrebbe realizzarsi nel 2019.
I Magpie Salute sono il cuore di...
Nr° Letture : 132
Stampa Recensione
TWO TIMER (The Big Easy) ••••

Polacchi, confermano tutte le note positive dei 2 dischi precedenti per il modo in cui suonano un blues cupo e chitarristico, legato all’armonica e al Mississippi.
Come un filo spinato che segna quasi un confine invalicabile in The Big Easy, per come impedisce la libertà di movimento in Letter To Charlie e The Jack, ma è la forza d’urto che sposta i Two Timer nel blues, lo spazio chiuso dell’armonica e della chitarra diventa lo spazio chiuso del racconto di Drinking Boogie, la Polonia oggi è un pos...
Nr° Letture : 136
Stampa Recensione
WILLIE NILE (Children of Paradise) ••••

Rock ‘n roll, influenza punk anni ‘70, passione e politica dalla Grande Mela, una città che Willie Nile ama tanto che i suoi ‘vicini di casa’, del Greenwich Village, finiscono nella cover di Children of Paradise, un disco dove è bello scoprire che è ancora possibile ridare nuove forme al rock, piegandolo per davvero alle proprie aspirazioni.
Willie Nile non frena il ritmo di pubblicarli, 5 negli ultimi 6 anni, Seeds Of A Revolution e All Dressed Up And No Place To Go mostrano subito tagli elettrici...
Nr° Letture : 151
Stampa Recensione
MOONSHINE BRAND (On The Waves Of Time) ••••

Band tedesca a cui piace certificare la bellezza aspra di un rock vibrante, chitarristico e incline alla psychedelia, al quarto disco i Moonshine Brand hanno la convinzione di non dover ‘imboccare’ l’ascoltatore, ma di mettergli davanti una materia complessa, per arrivare a quello che loro credono possibile con On The Waves Of Time.
Voce/basso Ian Andrews e la chitarra a Martin Petersson, insieme partono forte con quella che potremmo forse definire la ‘giusta distanza’ col classic rock in Menace To Society, e d...
Nr° Letture : 167
Stampa Recensione
WILLOW CHILD (Paradise & Nadir) •••½

Quintetto tedesco, si chiamavano Trip Down Memory Lane e suonavano brani dei Led Zeppelin e The Doors, poi la svolta e in quel di Berlino, il disco d’esordio per i Willow Child.
Sulla voce e chitarra di Eva Kohl, insieme all’altro chitarrista Flo Ryan Kiss, liberano un coinvolgente blues/rock chitarristico e psychedelico, anni ’60/’70 che si srotola dai 6 minuti di Little Owl per poi ripresentarsi, che si fonde con il presente per mostrare la frammentarietà del passato del rock.
Idea base di Paradise & Nadir...
Nr° Letture : 116
Stampa Recensione
ERIC LAUER •••½

‘One-man-band’ da Houston, Texas, questo il campo visivo di Eric Lauer, un songwriter che mette a fuoco solo ciò, o principalmente ciò, che decide di mettere a fuoco con la chitarra e la batteria a pedale.
Blues e rock, tinte scure strabordano senza alcun limite da In Vino Veritas e Old Remedy con la sua luce lattea, uniforme e quasi sbiadita dalla graffiante chitarra, I'm Doin Alright ha quel denso e pesante bagaglio di temi esistenziali, morali, forse, ballate elettriche che ti restano dentro, anche a...
Nr° Letture : 113
Stampa Recensione
TIM EASTON (Paco & The Melodic Polaroids) •••½

Tim Easton si inoltra in territori folk/blues, da solo, la chitarra, una Gibson nera di nome Paco, l’armonica e delle Polaroid in bianco e nero per una 30ntina di minuti tra chiaroscuri e penombre, alquanto raffinate nelle scenografie acustiche di Old New Straitsville Blues e la sopraffina Elmore James.
Un sound che Tim Easton fa suo avviando un processo ricco di emozione e divertimento tra Another Good Man Down e Jimmie's Texas Blues (l’unica cover, di Jimmie Rodgers), esplorando con Paco & T...
Nr° Letture : 132
Stampa Recensione
DROUND HOUNDS (Broken Hearts & Drunken Feet) •••½

Coppia anche nella vita, Ryan Slice (voce e chitarra) e Lindsay Slice (batteria) sono le pietre angolari della filosofia di un rock secco e chitarristico che non si distanzia da una realtà metropolitana e senza sfumare riferimenti troppo stringenti all’attualità, il duo di Atlanta, USA, con poco sa regalare emozioni.
Le assecondano in Broken Hearts & Drunken Feet, disco di debutto (ma invito a recuperare anche l’EP Drunken Hearts, un lavoro più che discreto) e sin da Can't Let You Go si lascia guidare da una ...
Nr° Letture : 133
Stampa Recensione
ANDREAS DIEHLMANN BAND (Your Blues Ain't Mine) •••½

Your Blues Ain’t Mine è sicuramente una delle esche più ghiotte con cui attirare (nuovi) ascoltatori in cerca di emozioni, Andreas Diehlmann voce e chitarra di un ‘power trio’ tedesco, dopo l’interessante disco omonimo dello scorso anno, torna a macinare un arcigno blues/rock.
La versione della celebre Come On Into My Kitchen serve a capire verso dove è diretto il treno su cui è salito la Andreas Diehlmann Band che una meta l’ha ben chiara, la spiattella nelle granitiche Your Blues Ain't Mine e Head Dow...
Nr° Letture : 149
Stampa Recensione
HILL COUNTRY REVUE (HCR III) •••½

Nel 2008 Cody Dickinson e Chris Chew dei North Mississippi Allstars insieme a un gruppo di fedeli musicisti formano la band Hill Country Revue, blues/rock spigoloso che a distanza di tempo, sembra ancora ribollire di energia a sentire HCR III.
Energia viva, come di occhi appena aperti, sul blues di Feel it, chitarre spianate in We don't Care, l’ombra del rock decompone e stacca la noia dal muro del quotidiano e riduce a pulvisco i problemi, provate..
Il blues è come arma di seduzione in Feeli...
Nr° Letture : 163
Stampa Recensione
JAMIE THYER AND THE WORRIED MEN (Cafe Racer) •••½

Potente trio britannico, rock muscolare che punta tutto sulla Gibson, altamente nervosa e luccicante, preme e pilota Cafe Racer.
I testi cercano di stargli dietro come possono, ne seguono lo sviluppo detonante da Untamed Beast, fanno massa e quella stessa massa non diventa di certo un ostacolo allo sfondo chitarristico di una indomabile Teenage Firewater Queen che Jamie Thyer And The Worried Men attraversano con disinvoltura animandola con riffs mozzafiato.
Un piacevole disco vecchio stampo, One Eye...
Nr° Letture : 129
Stampa Recensione
GRIFTERS & SHILLS (Long Tongue Liars) •••½

Mississippi Blues sullo sfondo di un paesaggio Texano, irto e polveroso, Grifters & Shills sono John e Rebecca Stoll, regna tra di loro una chimica forte e la manifestano in Long Tongue Liars.
Un duo che gioca sulla spinta vocale di Rebecca e il gran lavoro alla chitarra di John che entra deciso da God’s Gonna Cut You Down, le ben 19 canzoni di Grifters & Shills si divincolano tra suoni originali e covers su una base calda texana, vien da pensare a locations addormentate e diners di quart’ordine, ma dove sfrecci...
Nr° Letture : 114
Stampa Recensione
DEWOLFF (Thrust) ••••

Una luce nordica sfocata e opacizzante del classic rock, è il particolare dei fratelli Pablo (voce/chitarra) e Luka (batteria) Van De Poel che si delinea nel nuovo album Thrust e non potrebbe essere stato che scritto pensando agli anni ‘70 e realizzato solo in quella palude di suoni, in quella foce così feconda, perché solo quei luoghi hanno i colori, i toni e i respiri adatti alla storia dei DeWolff, la quale a sua volta si fonda su di esso.
La band Olandese (nome ispirato al personaggio di Harvey Keitel nel film P...
Nr° Letture : 244
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
STEVE HILL (The One Man Blues Rock Band) ••••

Il primo disco dal vivo del songwriter/chitarrista Steve Hill, è uno di quelli che sgorgano dalla terra del blues/rock dopo percorsi sotterranei che si conoscono (il progetto Solo Recordings Volume 1, 2 & 3), come un lago che raccoglie le sorgenti più diverse e mescolano mille nevi in un’unica acqua, che poi prende un nome, e quel nome è quello di The One Man Blues Rock Band.
Registrato in Quebec, Canada, 14 brani per 1 ora e 10 minuti, con le chitarre che sorgono e tramontano oltre il desertico abbandono di un...
Nr° Letture : 169
Stampa Recensione
ALLY VENABLE BAND (Puppet Show) ••••

19 anni, texana, ben 2 volte premiata come chitarrista dell’anno, il debutto a capo del trio Ally Venable Band passa anzitutto attraverso una verifica ‘tattile’, materica, dura col blues e col rock spogliato da ogni incantamento o abbellimento, l’impatto della chitarra in Devil's Son e Bridges To Burn appare davvero devastante anche per la partecipazione prima, di Gary Hoey e poi del suo ‘maestro’ Lance Lopez.
Un nucleo rock più o meno ‘allargato’ in grado di sfaldarsi e ricomp...
Nr° Letture : 148
Stampa Recensione
8 BALL AITKEN (Swamp Blues) ••••

Decimo disco per 8 Ball Aitken, energetico, ipnotico quando si rigira nel Mississippi blues, i vortici ripetitivi scavati dalle chitarre fin dalla seducente Apple Tree, in realtà nascondono gli angoli bui di Swamp Blues con un peso specifico imponente.
Come nei nostri sogni peggiori: quelli in cui si deve correre per scampare a un pericolo mortale, si aggira per la opaca Lindy Loo e le gambe non hanno la forza che libera Iron Horse e Mama’s Cookin, le mani di 8 Ball Aitken sono come molle el...
Nr° Letture : 135
Stampa Recensione
BAD TEMPER JOE (Ain't Worth A Damn) ••••

Vecchia scuola quella del tedesco Bad Temper Joe che registra un disco dal vivo al Café de Loge in Belgio: 9 brani, chitarra slide e rimandi dal Mississippi scuri e accattivanti che attraversano Ain’t Worth A Damn come un raggio di luce che accentua le zone d’ombra del blues.
6 dischi nell’arco di 3 anni, l’approccio di Bad Temper Joe non si cura delle distanze, da Farmer's Daughter è trascinato dentro, circondato da ciò che sta suonando, vortici nel delta blues a cui è difficile star lontani in Most Things...
Nr° Letture : 151
Stampa Recensione
ROBERT JON & The WRECK •••½

Sotto al sole californiano la materia organica del rock di Robert Jon & The Wreck non si è del tutto squagliata, l’hanno mescolata al R&B a creare nuovi (alter)ego per una sorta di caleidoscopio dell’essenza anni ’60/‘70, scenario preferito dal quintetto capitanato dal vocalist Jon Burrison.
La melodia che sviscera l’avvolgente Old Friend dosa a dovere gli elementi che sa rilasciare il rock, incandescenti le chitarre, legate al passato in Let It Go, brio anni ’70 che risalta in maniera inequivocabile anche in ...
Nr° Letture : 177
Stampa Recensione
BROTHER DEGE (Farmer's Almanac) •••½

Il songwriter della Lousiana e la sua visione del blues alla foce del Mississippi, Farmer’s Almanac è un altro viaggio tra piccole terre rurali di un’America nascosta, ‘terra’ intesa come materia eterna, e perciò potentissima, in contrapposizione alla caducità della vita umana di città che la ficcante chitarra slide accompagna nella disamina di Country Come to Town, inattese ipnosi anche nella splendida The Early Morn, di un suono che trascina da tutt’altra parte nei 7 minuti di The Moon & The Scarecrow.
...
Nr° Letture : 172
Stampa Recensione
PATRICK SWEANY (Ancient Noise) •••½

Le pulsioni che legano Patrick Sweany al blues sono diverse tra di loro, la forza detonante, eversiva dei brani iniziali di Ancient Noise hanno un senso quando si susseguono tracce di politica in Old Time Ways e non possono che essere aspre, in grado di trasmettere praticamente fino alla fine della successiva Up and Down, un senso d’angoscia che è pronto a mutarsi in qualcosa d’altro (l’amore della ballata al piano di Country Loving).
Ma a Patrick Sweany piace cambiare le carte in tavola, è come ...
Nr° Letture : 183
Stampa Recensione
MARKUZ WALACH (Identity) •••½

Tedesco, Markuz Walach ha iniziato ad avvicinarsi alla musica in un trio chiamato Zebranistic, un nome da cui scappare e infatti dal 2004 ha deciso di provare a far da solo: chitarra, la strada e una bicicletta… eh, sì, in giro per la Francia senza fissa dimora (le foto sul suo sito descrivono quest’esperienza), e indubbiamente ha arricchito un idea di musica da ‘one-man-band’ con vista al Mississippi delta blues e al rock.
Un live in terra d’Oltrape, un periodo a Berlino, il disco d’esordio nel 2015 e infine tra quattro mu...
Nr° Letture : 123
Stampa Recensione
TRIXIE & THE TRAINWRECKS (3 Cheers To Nothing) •••½

Statunitense innamorata di Berlino, Trinity Sarratt (aka Trixie Trainwreck) mastica un blues sporco e notturno, dipendente dall’armonica e utile a donare un continuo piacere paziente che in modo piuttosto spiritato, collabora a ridisegnare 3 Cheers To Nothing.
Corre veloce insieme alla chitarra elettrica tra Daddy's Gone e God Damn Angels, non si risparmia, legata alle tradizioni del blues in Poor & Broke e tra le pennellate lievi di No Good Town.
Trixie & The TrainWrecks diradono ...
Nr° Letture : 139
Stampa Recensione
TOO SLIM AND THE TAILDRAGGERS (High Desert Heat) •••½

Tim ‘Too Slim’ Langford è un chitarrista sulla breccia da decenni, non ha mai annacquato la sua passione per il rock duro di altri tempi e per il blues, con High Desert Heat è ancora pronto a proporre alternative, a dare una circolarità alle chitarre e alle percussioni in grado di elaborare un pensiero sul rock ancora degno di questo nome.
La nerbata di Time Has Come Today, utile a ribaltare un brano dei Chambers Brothers, gruppo soul anni ’70, è un tratto chiaro dello stile dei Too Slim And The Taildragger...
Nr° Letture : 149
Stampa Recensione
BEN HARPER AND CHARLIE MUSSELWHITE (No Mercy in This Land ) ••••

Con No Mercy In This Land siamo sempre più immersi in un blues che brilla di suoni dal quale non si può fuggire, in uno spazio continuo, ben definito dalla voce e dalla chitarra di Ben Harper e allo stesso tempo invadente con l’armonica del 74enne Charlie Musselwhite.
Dopo l’ottimo esordio del 2013 di Get Up!, tornano insieme a raccontare stati d’animo personali in tempi difficili ma anche con un accurata disamina sull’uomo e su quello che si merita (ad esempio, un Trump come presidente), l’inizio con When...
Nr° Letture : 318
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
IAN SIEGAL (All The Rage) ••••

All The Rage ha una parvenza politica netta, sale la protesta e riflette la rabbia e la paura di Ian Siegal per una crisi abissale nella quale il Mondo è crollato, schiacciati da una serie infinita di regole e costrizioni che inibiscono l’essenza umana.
Un mondo scuro fatto di rabbia e frustrazioni, emozioni che salgono decise da Eagle-Vulture e Jacob's Ladder, e sembra di essere caduti in un deserto, in un ennesimo vuoto e uscirne non solo è impossibile, ma soprattutto vietato.
Emerge così il sentim...
Nr° Letture : 271
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
LANCE LOPEZ (Tell The Truth) ••••

Tell The Truth è un corto-circuito necessario tra l’affresco anni ’70 di un blues rock coriaceo e chitarristico e la messa in scena di una temporalità del rock congelata, che ha qualcosa di affascinante.
Percorso autobiografico, i periodi bui fatti di eroina, alcol e anche un matrimonio, sono alle spalle del chitarrista texano Lance Lopez, una vera forza della natura quando stringe la Les Paul tra le mani a confezionare un blues/rock acido e avvolgente, l’intro acustico di Never Came Easy To Me e lì a svelare l...
Nr° Letture : 229
Stampa Recensione
LINCOLN DURHAM (And Into Heaven Came The Night) ••••

Il texano Lincoln Durham, one-man band, sa come far brillare le chitarre e in special modo la cigar-box (c’è il batterista Chris Hausler che lo aiuta in alcuni brani, come la voce di Alissa Durham) su quel confine del Mississippi delta blues sforato da tempo con un suono scuro e psychedelico che si avvita su se stesso, ma riuscendo sempre a trovare la direzione da prendere.
Angeli e demoni rimbalzano negli inferi, And Into Heaven Came The Night è il quarto disco, altra mezz’oretta spiritata (con un’unica pausa, la l...
Nr° Letture : 241
Stampa Recensione
BLACK RIVER DELTA (Vol. II) ••••

Un suono corposo che vive e prospera nel Mississippi delta blues, Vol. II presenta 13 nuove canzoni dei Black River Delta scritte nel periodo felice come spalla alla psychedelic-rock band olandese dei DeWolff.
Hanno raffinato le buone idee dell’esordio e le progressioni sul blues iniziano a dilatarsi in modo accattivante da Gun for You e Neon Truck Stop Sign, con riflessioni accurate e specialmente con l’approfondimento alla chitarra slide in un modo peculiare.
La blues rock band svedese, si son...
Nr° Letture : 230
Stampa Recensione
BURN THE BATTEAU (Fire And Gasoline) •••½

Band della Virginia alla ricerca di una purezza quasi primitiva del rock, di quelle che potrebbero durare in eterno e c’è né tutta la magia nell’esordio di Fire And Gasoline.
Burn the Batteau sono un trio di classic rock e blues capeggiato da Donnie Beadles (voce e chitarra), la prima scossa arriva con Jealous e sembra di avventurarsi in una delle tante città americane disseminate di bar, di quelle calde e poco distratte nel lavorare fino a tardi, dove sanno divertirsi con la musica, luoghi lontani anni luce dai...
Nr° Letture : 234
Stampa Recensione
DANIELLE NICOLE (Cry No More) •••½

Danielle Nicole cambia pelle al secondo disco, Cry No More assume toni accesi nell’iniziale Crawl, lucido blues-rock lì a mostrare un implacabile e acuta visceralità, una voce squillante e con un’idea alla base, presentare alla chitarra una serie di ospiti di eccellenza.
I'm Going Home introduce infatti alla slide guitar Sonny Landreth, un brano uggioso e corposo, ma Cry No More è come un organismo narrativo pluridirezionale, una struttura a largo spettro (la ballata elegante di Hot Spell...
Nr° Letture : 245
Stampa Recensione
GUY LITTELL (One Of Those Fine Days) •••½

Il campano Gaetano di Sarno al quarto disco (ma il primo con la label AR Recordings), allarga ulteriormente l’angolazione sul cantautorato americano, lascia entrare la chitarra elettrica dell’amico Luigi Sabino, ed è un punto di forza di One of Those Fine Days, e senza eccedere con la riflessione sulla natura umana, il punto di vista autobiografico gli permette di giungere direttamente al nocciolo delle emozioni che cerca di trasmettere.
Rock, folk e americana che non scavano oltre l’accertato, ma a Guy Littell
Nr° Letture : 295
Stampa Recensione
KATY GUILLEN & The GIRLS (Remember What You Knew Before) •••½

Katy Guillen & The Girls ripropongono alcuni brani incisi tra l’esordio del 2012 e Heavy Days del 2014 in formato elettro-acustico, la novità di Remember What You Knew Before non è questa, accantonare per strada un blues chitarristico e ruggente fa più (meno) rumore ma l'idea di cercare passaggi alternativi nel folk/americana dando luce alla chitarra slide -quando possibile-, con un’idea del blues più rurale, sulle sponde del Mississippi, non dispiace.
Il terzetto si presenta con la convincente e magnetica bellezza ...
Nr° Letture : 234
Stampa Recensione
DOROTHY (28 Days In The Valley) •••½

Le relazioni interpersonali comandano sin dalla deliziosa Flawless, danno il giusto pepe e non ci va di certo leggero la front woman Dorothy Martin che canta di un viaggio spirituale lungo 28 Days In The Valley, ma è l’amore e le sue fregature a dettare gli input nervosi, la donna come civiltà/trappola, che minaccia di inscatolare l’uomo in tutte quelle cose che un mondo basato sull’azione virile cerca di evitare come la peste.
Il rock non può che aggredire in On My Knees, ma è anche lirico e riflessiv...
Nr° Letture : 215
Stampa Recensione
DAN ISRAEL (You're Free) •••½

14cesimo album, dopo alti (il periodo con i The Cultivators, ricordate Mama's Kitchen, annata 1999?) e bassi, accade che Dan Israel trova il modo di rimarcare che la strada del rock degli esordi non l’ha mai smarrita e You’re Free lo distingue e lo nobilita, se mai c’è ne fosse bisogno.
Brani che riflettono espliciti riferimenti sulla cattiva politica, c’è rabbia e frustrazione, per non parlare del degrado socio-culturale legato ai social media, si torna a far vibrare le chitarre ma Dan Israel non ha perso lo ...
Nr° Letture : 245
Stampa Recensione
TEMPERANCE MOVEMENT (A Deeper Cut) •••

Il quintetto britannico dei The Temperance Movement cerca di non far vedere che soffre la dipartita del chitarrista Luke Potashnick, ma ahimè, si sente in A Deeper Cut, seppur relegato in una zona confortevole del classic rock.
La new entry Matt White si accoda allo spirito ribelle di Caught in the Middle e soprattutto in Built-In Forgetter segue bene la scia del vocalist Phil Campbell, sempre determinante per il modo con cui continua indefesso, e vorace, a nutrirsi dell’essenza vitale del rock anche in <...
Nr° Letture : 255
Stampa Recensione
SHEEPDOGS (Changing Colours) ••••

Classic rock dai colori diversi, si aggirano in Changing Colours rimbalzando in un sound anni ’60/’70 da un brano all’altro indisturbati, ma non restando identici a se stessi ma mutando posizione e ‘gender’ all’interno dello scacchiere disegnato dai The Sheepdogs.
La forza di un sesto disco che mostra subito chitarre tirate a lucido descritte mediante racconti che girano intorno a poche verità, semplici tanto quanto i personaggi che le attraversano, nel bene o nel male, Changing Colours tocca corde profonde e ingo...
Nr° Letture : 354
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
HOWLIN' SUN (Howlin' Sun) ••••

Se cercate un appiglio dal quale scorgere del buon classic rock, rivolgete l'orecchio verso la norvegia degli Howlin’ Sun: lo cominciano a seguire, a osservarlo da lontano in Hitchhiker Of Love, a stalkerarlo, si direbbe oggi, e sotto sotto a conquistarlo con Westbound.
Sforano i 4 minuti poche volte, un disco breve ma con una freschezza invidiabile anche nella voce di Tor Erik e dalla chitarra di Magnus Gullachsen che in modi diversi potenziano la volontà di Howlin’ Sun di misurarsi con il linguaggio del classic...
Nr° Letture : 309
DISCO DEL MESE
Stampa Recensione
AMERICAN RELAY (Corn & Oil) ••••

Per gli American Relay, duo del Colorado (Alex Hebert, batteria e Nick Sullivan, chitarre e voce), il tempo del Mississippi Delta blues va e torna di continuo, sporco e cattivo perchè mischiato col punk/rock e col debutto Corn & Oil, si guarda oltre, e vanno oltre.
Si parte alla grande con Bonedry, è come un’ombra nera e silenziosa che inizia a tagliare la luce e i colori del delta blues come un fantasma che tradisce il suo letale mandato, il ritmo si impenna con la sovreccitata Curtain Call e con Beg...
Nr° Letture : 252
Stampa Recensione
GRAYSON CAPPS (Scarlett Roses) ••••

Il songwriter Grayson Capps continua la parentesi italiana con la Appaloosa Records ma stavolta per incidere nuovi brani e torna con Scarlett Roses, un disco ad ampio respiro tra rock ballads ed effetti bluesy che derivano dal fatto di aver percorso strade molto poco battute e quindi rischiose.
Ma lo sforzo paga ancora e Scarlett Roses, la Title track, diventa sintesi limpida di quello che Vi aspetta, più limpida di un bicchiere d’acqua limpida ma non per questo trasparente e facilmente trascurabile, rock morb...
Nr° Letture : 242
Stampa Recensione
FEATHER & THE WHITE (Like A Million Dollar) ••••

Da Amsterdam un duo che sguazza nel delta blues e rock ‘n roll, Maarten Intema alla chitarra e il vocalist e batterista Ron Stoop procedono di pari passo in Like a Million Dollar, intrecciandosi e sovrapponendosi e lo fanno testando congiuntamente lo stato delle cose, il livello di salute del blues che propongono dalla foce del Mississippi è ottimo (ascoltare in Cold SOB e Backdown).
Tutto torna verso lo stesso nucleo, lì tutto converge e orbita ma ci sono anche spazi più morbidi dove v’è il gusto compiaciu...
Nr° Letture : 273
Stampa Recensione

 

 
Foto Gallery
 
     
   
2004-2018   ©   PRIVACY POLICY
 

CONTATTI / DISCLAIMER