ROSE CITY BAND ••••

La band di Portland mette a fuoco ‘quadri’ temporali del rock dai quali è impossibile trovare una via di fuga (ma solo di entrata), arpionano l'attenzione da Rip City e ne trai subito sensazioni positive, il sentimento è in armonia con il paesaggio, si incamminano in ‘slow motion’ e sale una malinconia dalle strade dell’Oregon.
Aspetti di vita in territori immensi, spazi circoscritti da una chitarra ipnotica e poi entra l’armonica, la melodia si accomoda sottopelle come Wide Roll dalle connotazioni cosmiche e trascend...
Nr° Letture : 56
DISCO DEL MESE
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Servants of the Sun) ••••

Chris Robinson Brotherhood sono ancora capaci di inventare uno spazio stellato in cui le figure del rock, proiettate al negativo e sovrimpresse in modo così naturale che ogni volta che i sentieri in Servants of the Sun cominciano a biforcarsi, vien da chiedersi dove ci vuol condurre Chris Robinson.
Brani ipnotici come punti luminosi, palle di luce che si muovono parallelamente alla chitarra di Neal Casal e tra le tastiere di Adam MacDougal, un vortice coinvolgente di rock, psichedelico ma sempre bello ricco dal punt...
Nr° Letture : 98
DISCO DEL MESE
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ROBERT JON AND THE WRECK (Take Me Higher) ••••

Robert Jon And The Wreck sembravano paghi di spaziare nel classic rock e invece ecco la sorpresa di Take Me Higher.
Proprio così, la ricchezza di temi e motivi dei californiani che tornano a fare del sano rock Americano arricchito da uno spirito sudista presente più che mai, scava nella loro breve storia e Take Me Higher merita di stare sul podio.
Robert Jon Burrison -voce e chitarra- parte col piede giusto nella Title track, tende a mettere insieme spazi distanti del rock con una concatenazione di melodie sch...
Nr° Letture : 83
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DUSTY DIETS (Macaroni & Squeeze) •••½

Da Chicago a New Orleans, il songwriter / chitarrista Dustin Dietsche propone una dimensione del blues «deviante», fatta di sottili e accattivanti ibridazioni tra il chicago blues e il sound della Louisiana, in Macaroni & Squeeze (copertina da premiare con un buono pasto da Cannavacciulo) con l’armonica a pretendere l’altro motivo del disco.
Tratti salienti che si rinsaldano durante un vivace scambio di idee in Hooch & Bones, Stumble, Miss Temptation e Dead Wrong, prepara tempo e spazio del blues,...
Nr° Letture : 83
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JACK ADAMANT (Unkind) •••

Italiano ma vive a Stoccolma, Unkind è il disco di chi non è abituato a seguire percorsi prestabiliti: perdersi, tornare indietro, fermarsi, ritentare, segnali che si defilano nell’approccio di Jack Adamant alla musica, Alternative Rock/Underground che ha basi non certo nei giorni nostri, ma lo racconta con un suono deciso e intriga il modo in cui lo fa lievitare in brani come A Gap in the Sun e Just Telling Ya.
Rock dalle scure tinte metropolitane, a dargli lo spessore e l'interesse c’è la naturale i...
Nr° Letture : 83
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DEREK DAVIS (Resonator Blues) •••½

Terzo disco solista per Derek Davis, carriera iniziata nell’Hard Rock e poi traslata nel R&B, il cammino diventa interessante con Resonator Blues nella tradizione rurale del Sud Americano, fonte di luci e sguardi senza fine.
Per lo più è un ‘one man band’, suona percussioni, chitarra e basso (all’armonica c’è Charlie Knight, e si fa apprezzare in Whiskey And Water e in Prison Train), Resonator Blues è comunque un disco versatile, col suo sguardo lucido sul blues cattura immediatamente, vicino/lontano all...
Nr° Letture : 104
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LEFT LANE CRUISER (Shake and Bake) ••••

‘La luce che porta sino a voi le apparenze’, il dolce messaggio che traspare dalla copertina disegnata dal leggendario artista William Stout, i Left Lane Cruiser anche se tornano a esplorare tutto ciò che gli altri dischi della loro intensa discografia avevano sfiorato, Shake and Bake va a caccia di ciò che la gente viva si nega, l'innamoramento inconsapevole e insensato.
Freddy “Joe” Evans IV (voce e chitarra) e Pete Dio (batteria) amano un blues/rock arcigno con utili infiltrazioni dal Delta Mississippi, Two Dollar...
Nr° Letture : 111
DISCO DEL MESE
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SUPERDOWNHOME (Get My Demons Straight) ••••

Henry Sauda (voce, cigar box) e Beppe Facchetti (grancassa, rullante) sono giunti a dominare il proprio talento con tale scioltezza e libertà da non avere bisogno di dimostrare le qualità espresse nel riuscito esordio di Twenty-Four Days.
“Esorcizzare i demoni” con dei riflessi - nella memoria, nel ricordo, nelle immagini - nella pura tradizione blues ai giorni nostri, è lo snodo di Get My Demons Straight, seducente come un deserto che richiama tutti e tutto dentro il suo corpo, con melodie che vanno dritte al bersagl...
Nr° Letture : 121
DISCO DEL MESE
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WHISKEY JAM BAND (Pork Trumpet ) •••½

La Whiskey Jam Band è di Minsk, Bielorussi con lo sguardo al ‘dirty blues’, quello grintoso con rimandi rock/punk alle digressioni nel delta blues, sono giovani ma hanno saputo cambiare rotta col secondo interessante disco, Exported, del 2018, cantato in inglese.
Pavel Bialinski, Siarhei Drasvianski e Vitaliy Valoshin spingono a mille, melodie cupe e ‘colorite’ tra Becon e Move Your Ass, sono come tracce in bianco e nero, di quelle che aspirano ad avere un'overdose di autenticità sotto un cielo, quello di Por...
Nr° Letture : 109
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ALBERT CASTIGLIA (Masterpiece) ••••

Il chitarrista della Florida con Masterpiece ci mostra ad ogni brano, ad ogni inflessione alla chitarra elettrica, angoli e sentimenti del blues/rock insospettati: nessuna consolazione del già conosciuto, Albert Castiglia dalla fiammante bellezza di Bring on the Rain, parte dalle difficoltà della vita per nutrire continuamente Masterpiece della sorpresa della scoperta.
Co-prodotto con l’amico Mike Zito, ispirato da una figlia ancora non conosciuta, dalla politica e le controversie...
Nr° Letture : 122
DISCO DEL MESE
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SEAN WHITING (High Expectations) •••½

‘Trucker’ del Kentucky, Sean Whiting ne ha trascorsi giorni sull’asfalto americano, combatte come una di quelle grandi macchine che ama guidare, voce decisa, rock nella pura tradizione sudista Americana, l’avvio di Just The Same sembra pronto a stritolare, con il suo ingranaggio inesorabile di groove alla chitarra.
High Expectations si muove come su un corridoio di un treno da cui si riesce anche a scorgere il paesaggio esterno, accade quando si rallenta (Oh Well, The Happy Song e Melody) o ...
Nr° Letture : 113
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HAMISH ANDERSON (Out Of My Head) •••½

Australiano, Hamish Anderson 3 anni dopo il luminoso esordio di Trouble torna con Out of My Head, un disco che si muove a largo raggio tra blues e soul, americana e sapori rock, insomma catalogarlo non è semplice.
Ci sono ballate e arcigne miscelazioni col rock (in questo caso lo aiuta le percussioni di Johnny Radelat che suona per Gary Clark Jr., e Hamish Anderson lo ha affiancato come ‘opener’ del tour in Australia), si dividono la scena densa di rapporti sociali alienati alla rad...
Nr° Letture : 121
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MARC AMACHER (Roadhouse) ••••

Sgorga blues tra le alpi svizzere, con un passato da vincitore di un talent show tedesco (altro che le pagliacciate nostrane) il blues-rocker Marc Amacher ha registrato il nuovo disco in un ristorante che ha chiuso i battenti, ma essendo ubicato dove è cresciuto, lo ha convertito in uno studio di registrazione e in una ventina di giorni ha scritto e inciso con la sua band, Roadhouse.
Armonica e passo grintoso, voce rasposa, Roadhouse apre percorsi pregni di grumi di aspra intensità e non si dirada facilmente, non...
Nr° Letture : 118
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BRETT BENTON (You Got to Pray) •••½

Dall’Alabama al Mississippi, cresce in una famiglia con la predilezione per il blues, la strada segnata per Brett Benton al disco di debutto (un Live e un Ep in passato sono serviti a rodarlo), in You Got To Pray tutto è limpido, fluido, blues viscerale da Last Time al delta blues ipnotico di I Got A .45, Brett Benton sembra avere idee chiare su dove andare a parare.
Gira attorno a quel nucleo musicale trovando sempre il bandolo per svilupparlo, dando così vita a momenti niente affatto interlocutori n...
Nr° Letture : 111
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DATURA4 (Blessed Is The Boogie) ••••

I Datura4, ecco i fuori norma che sanno godersi l’asprezza/dolcezza del classic rock della West Coast ‘60s/’70s, sono questi «wild men» che con la loro carica non vanno certo a colpire alle fondamenta la seriosità del costrutto sociale, ma Blessed Is the Boogie affonda nel rock e immancabilmente viene rivoltato, analizzato e sembra condannato senza possibilità di appello a sentire le cupe Black Dog Keep Running e Looper.
Invece dalle tinte blues di Blessed Is The Boogie iniziano a mescolarsi abil...
Nr° Letture : 129
DISCO DEL MESE
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GWYN ASHTON (Sonic Blues Preachers) ••••

Il blues è un immenso serbatoio per Gwyn Ashton, in cui mettere i depositi della propria esperienza e avvicinarsi a Sonic Blues Preachers significa entrare in un tunnel buio, infinito e circolare in cui il senso dell'oppressione causato dai fendenti alla chitarra elettrica raggiungono l'inconscio di Sonic Blues Preachers.
Nel nono disco Gwyn Ashton si può permettere lunghi viaggi dal blues al rock con intriganti fermate nel delta mississippi, con la ruvida She's What I Like e la ficcanti Candy Store e <...
Nr° Letture : 125
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BRANDON SANTINI (The Longshot) •••½

Un passato nei Delta Highway Band in quel di Memphis, un riconoscimento dalla Blues Music Award, un paio di dischi in cascina, ad ascoltare The Longshot i rapporti tra il blues e il rock sono ancora fecondi e complessi per il songwriter e armonicista Brandon Santini.
Don't Come Around Here apre alla forza della materia, che si manifesta prima con le prolungate sessioni tra percussioni/chitarre e i guizzi all’armonica, gli interni di The Longshot hanno colori molto caldi (Beggin' Baby, Back to You
Nr° Letture : 129
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ALLY VENABLE (Texas Honey) ••••

Da brava texana, a 19 anni ha all’attivo un paio di dischi e suona quasi quotidianamente per il Lone Star State, il secondo lavoro ha carattere come Ally Venable, come Mike Zito che l’ha prodotto e suonato e come il chitarrista Eric Gales, ospite illustre di Texas Honey.
Nowhere to Hide mostra che la decisione di Ally Venable è quella di scegliere di volta in volta un principio di messa in scena radicale al rock che sa mettere a fuoco pochi, ma decisivi, ...
Nr° Letture : 145
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ROBIN TROWER (Coming Closer to the Day) •••½

Il 73enne Robin Trower fa sì che il blues e gli anni scorrano con una levità assai produttiva e destinata a incidere anche in Coming Closer To The Day, la chitarra non è mai mero sfondo, ma entra sempre nell'azione, per così dire, da Diving Bell in poi.
«Sconfina» continuamente tra distanze e vicinanze del blues rock tra sguardi lontani e improvvisi avvicinamenti, il corpo del blues sparisce e ri-appare, mentre la melodia segna tempi diversi, nell’armoniosa bellezza delle ballate Coming Closer to the Day
Nr° Letture : 133
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CABOOSE (Hinterland Blues) •••½

Tra Berlino e Benevento, esistono storie che partendo da una dimensione «minore» o provinciale come Benevento, possano arrivare a una certa universalità passando dalla metropolitana di Berlino dove Louis De Cicco (chitarra e voce) ha iniziato a suonare e tratteggiare la linea dei Caboose (il nome arriva da un vagone di un treno merci tipicamente americano).
Un Ep nel 2018, la partecipazione come ‘duo’ all’International Blues Challenge, manifestazione che si tiene ogni anno a Memphis in rappresentanza della Mojo Station Blu...
Nr° Letture : 146
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JOANNE SHAW TAYLOR (Reckless Heart) ••••

Reckless Heart è figlio soprattutto di diversi cambiamenti: dalla casa discografica, al desiderio di lavorare col produttore Al Sutton, un caro amico da quando Joanne Shaw Taylor ha stabilmente deciso di vivere a Detroit, città con musicisti che amano l’idea di un disco da studio registrato dal vivo.
Reckless Heart è sguardo e memoria e corpi del blues/rock, ritualmente si ripresentano con In the Mood e All My Love, suono deciso, chitarre ben amalgamate alla voce limpida e forte di Joanne Shaw Taylor, i...
Nr° Letture : 148
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QUAKER CITY NIGHT HAWKS (Qcnh) ••••

Il quartetto texano di Fort Worth continua a fare le cose come si deve, il classic rock lo masticano fieri, eccolo dunque segmentare lo spazio di Qcnh, introdurre sipari e filtri melodici tra Better In the Morning e Suit in the Back, Sam Anderson (chitarrista/vocalist/songwriter) ne afferra l'attimo fuggente e i Quaker City Night Hawks sono viziati dalla possibilità di fermarne l'immagine, di rallentarla, di accelerarla.
Accanto, l'intensità sotterranea del suo romanticismo in Colorado e Pay...
Nr° Letture : 171
DISCO DEL MESE
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PICTUREBOOKS (The Hands Of Time) ••••

The Hands Of Time è vecchia scuola e in genere, tra le mani dei Tedeschi, c’è sempre da star tranquilli: percussioni aggressive, rock e chitarre tuonano da Howling Wolf e riprendono le interessanti melodie dei 2 dischi precedenti, ma c’è da registrare un passo in avanti per il duo dei The Picturebooks (Fynn Claus Grabke e Philipp Mirtschink).
Intrigano i sentori blues annunciati dall’armonica che detta il passo di Like My World Explodes, capace di affascinarti in You Can't Let Go (con Chrissie Hynde...
Nr° Letture : 133
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ANDREA CUBEDDU (Weak like a Man) •••½

Weak like a Man è un disco che parla della debolezza umana in una società che cerca di omologarci tutti al vil denaro e ai ‘likes’ dei social media, dove è impraticabile il tentativo di scambiare la libertà relativa dei comportamenti con la libertà assoluta dalle passioni, il ‘One man band’ sardo alla seconda prova (un Ep nel 2016, On The Street e Jumpin’ Up And Down nel 2017) ci riprova col Mississippi blues.
Quello rurale, lo sfondo preferito di Andrea Cubeddu ed ama suonarlo (quasi 1 ora per 13 brani), ascoltare ...
Nr° Letture : 141
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TIFFANY POLLACK & ERIC JOHANSON (Blues in My Blood) ••••

In una labirintica costruzione di simmetrie nel Mississippi blues, il lavoro del Duo formato da Tiffany Pollack & Eric Johanson è esemplare in Blues In My Blood.
Sanno come esprimerne l’immaginario nell’iniziale bellezza di Blues in My Blood con una pulsione da «autore», richiamo costante nella voce della Pollack che cerca il suo spazio all'interno delle stilettate elettriche alla chitarra di Johanson, sublime nel fascino disegnato dall’armonica di Memories to Forget.
In Blues In My Blood entrano suoni...
Nr° Letture : 144
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BAD TEMPER JOE (The Maddest of Them All) ••••

Viaggia da solo Bad Temper Joe, lui, il blues, l’armonica a volte, un cantastorie irriducibile nel pretendere una carriera perfettamente uguale a come la desidera, e nella quale non è detto che gli altri siano disposti a seguirlo.
Invece la gente, gli appassionati, continuano a stargli dietro e adesso che ha iniziato a elettrificare le sue storie, di certo aumenteranno.
The Maddest Of Them All è un doppio album, nel 1° cd, mischia folk, blues e il country col banjo di David Lübke, una strumentazione ridotta all’osso r...
Nr° Letture : 215
DISCO DEL MESE
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RHR REDFERN, HUTCHINSON & ROSS (Mahogany Drift) •••½

Mahogany Drift è frutto di una bella idea di tre chitarristi (Troy Redfern, Jack J. Hutchinson e Mike Ross), suonano rock classico con tinte sudiste e blues, un potente mix utile ad abbattere il muro dell'incomunicabilità che ci separa da chi ci circonda, chitarre elettriche per condividerne il malessere generale e tentare di alleviarlo.
Si esagera? Macchè, dalla carica di She Painted the Moon partono flashback al passato del rock che si spezzano di continuo, i salti temporali si susseguono, le accelerazioni e le assoc...
Nr° Letture : 166
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ERIC GALES (The Bookends) ••••

The Bookends regala sorprese, non è costruito secondo una scansione secca, serrata, martellante, Eric Gales da spazio ad amici ed esplora non solo il blues/rock ma c’è anche del soul/funky, ma come sempre s'avvale delle immagini fortemente espressive montate audacemente sulla chitarra che sale vorticosa in Whatcha Gon' Do e Reaching For a Change, e lì non ci si sorprende del talento di Eric Gales.
È invece dai brani con il vocalist B. Slade in Something’s Gotta Give, nella splendida Southpaw S...
Nr° Letture : 184
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ANDREAS DIEHLMANN BAND (Live 2019) ••••

Basta l’attacco di Oh Well, il brano che apre Live 2019 (registrato a Kassel, Germania, lo scorso gennaio), per far intendere il senso del procedimento della serata, cui Andreas Diehlmann sottopone il pubblico ad una incandescente materia.
Il terzetto blues/rock (Volker Zeller al Basso/Voce e Tom Bonn alla Batteria) ripercorre brani da Your Blues Ain’t Mine dello scorso anno e il disco omonimo del 2017, belle come sempre le toste Come On And Get It, Rita e Your Blues Ain't Mine, per come trascinano ...
Nr° Letture : 156
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HAT FITZ & CARA (Hand It Over) ••••

Il quinto album dei coniugi Hat Fitz & Cara ha una sua autonomia, un suo passo nel blues, un suo statuto formale nella ballata folk con leggeri impasti country, una sua dominante nella chitarra slide e una vera e propria aura irriducibile che si eleva dalla splendida ballata iniziale di Step Up.
La voce di Cara va a costituire un campo di forze in grado di interagire con la soggettività della melodia sprigionata dalla chitarra di Hat Fitz che in City Lights entra negli aspetti della realtà contemporanea e ci aiut...
Nr° Letture : 218
DISCO DEL MESE
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TOM KILLNER (Get Back Up) ••••

Il nuovo disco di Tom Killner è solido e avvincente e sa trasmettere il senso del gusto per il blues/rock.
When Love Comes For You e Groove Shaker lasciano il segno, nel bene e nel male, c’è la luce 'naturale' della chitarra, quel suono classico nel blues, l’impatto entusiasma, ma sa offrire contemporaneamente più cose, basta avere orecchie e cuore aperti a esperienze, anche chitarristiche, di forte impatto come in Working Man, Get Out Of Here e Get Back Up.
Io sono a favore per i dischi c...
Nr° Letture : 171
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DIRTY DEEP (Tillandsia) •••

A Strasburgo può capitare di bagnarsi nel Mississippi Blues, garantisce Victor Sbrovazzo, voce, chitarra e armonica dei Dirty Deep terzetto al quarto disco che non mantiene la linea dei dischi precedenti, con Tillandsia i confini fra classicità e modernità del blues risultano assolutamente permeabili e soprattutto, molto vicino all’America del Sud.
Sunday Church, Bottletree e Wild Animal trasudano un'angoscia tangibile, avallata dalla strumentazione e da timbriche vocali che rispecchiano un paesag...
Nr° Letture : 163
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WATERMELON SLIM (Church of the Blues) ••••

In giornate buie e gelide, dove fino all'alba ci si scalda a colpi di whisky davanti al fuoco, Watermelon Slim è quello che ci vuole.
St. Peter's Ledger libera la chitarra in traiettorie semplici eppure gravi, senza altra motivazione che una libertà, un piacere del movimento nel blues da condividere con 2 ospiti, Bob Margolin e Albert Castiglia, cui, peraltro, non si contrappone sempre un limite.
Laddove percorrono spazi chiusi eppure ampi in Tax Man Blues, Church of The Blues raccoglie 7 brani origina...
Nr° Letture : 174
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BOOGIE BEASTS (Deep) •••½

Atmosfere che costeggiano il delta blues, Deep è il secondo disco dei Boogie Beasts, quartetto belga, ha un'inquietudine sotterranea e spiazzante, di quelle che resistono anche una volta ascoltato, vengono in giro con noi e, magari, agitano i nostri incubi, in meglio, certo.
L’armonica di Fabian Bennardo e le chitarre di Jan Jaspers e Mathias Dale in Inside e Emotion producono senso tra percussioni ridondanti, i Boogie Beasts corrono nel blues e sappiamo dove ci conducono, è un po’ come vedere un uomo d...
Nr° Letture : 179
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HILLSTOMP (Monster Receiver) •••½

Lo spazio sonoro del duo degli Hillstomp non resta chiuso al ‘dirty blues’, non c’è mai stata assenza di mobilità nei loro dischi, delta/swamp blues, punk-rock, Henry Hill Kammerer è sempre stato predisposto a una sorta di sperimentazione bucolica, e al sesto disco mostra come chitarra e banjo si possano dividere la scena di Monster Receiver.
Hagler porta il Mississippi al centro del loro fare musica, un blues pronto a cambiare ritmo, a diventare arcigno e spigoloso, ma The Way Home infila i primi rimandi...
Nr° Letture : 181
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ERIC McFADDEN (Pain By Numbers) •••½

Eric McFadden ha collaborato con un’infinità di artisti, lo ricordo insieme a Eric Burdon, Pain By Numbers (prodotto dal musicista Tab Benoit) è un fluido esempio di talento chitarristico puro, selvaggio e massiccio.
Pronti quindi a vagare, si viene attratti dalla fascinazione delle melodie con strati di visione e lettura di un blues/rock tosto come lo presenta While You Was Gone, ma su multipli strati di un percorso fluido e possente alla chitarra elettrica, inno unificatore che...
Nr° Letture : 164
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HANDSOME JACK (Everything's Gonna Be Alright ) ••••

A New York il classic rock è destinato a riemergere periodicamente in tutta la sua alterità, i tempi li dettano il trio degli Handsome Jack, al terzo disco e un nuovo batterista Bennie Hayes scapriolano con leggiadria in Everything's Gonna Be Alright, ma ha un suo peso!
Il frontman Jamison Passuite lavora alle corde con la stessa intensità che emana la sua voce roca e ruvida, a sentire Keep on intrinseca anche una scrittura che talvolta raggiunge lo stesso scopo con calda naturalezza, quella che avvolge City...
Nr° Letture : 197
DISCO DEL MESE
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ANTHONY GOMES (Peace, Love & Loud Guitars) ••••

I fendenti alla chitarra del blues rocker Anthony Gomes si impongono in Peace, Love & Loud Guitars innanzi tutto per quello che sono, poi per ciò che dovranno produrre e l'accumulo parte con un bel tributo d’amore al suo mentore BB King.
Come Down oltre a raccontare di come il mondo non sia più lo stesso dalla sua scomparsa (chiedendo al ‘Re’ di lasciare il Paradiso e di tornare sulla terra), disegna coinvolgenti movimenti fluidi e geometrici che evocano il senso del rapporto tra rock classico e blues, c...
Nr° Letture : 172
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HUBERT#06 (One Man Delta Blues Show ) •••½

Dal dipartimento 06 di Nizza l’amore per il delta blues, quello rurale dal Mississippi e con solo la chitarra slide nasce One Man Delta Blues Show.
Registrazioni fatte in casa, come si usava un tempo senza il basso, un tributo ai classici del passato con dell’autentico buon vecchio blues, l’armonica accompagna Hubert#06 nell’iniziale Jack O'diamonds, la chitarra slide domina God Moves on the Water e non abbandona la presa cercando comunque di non invadere più del lecito nelle affascinanti Payday...
Nr° Letture : 170
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LAYLA ZOE (Gemini) •••½

Gemini per lo più scava nel blues/rock, ed è quello che lo rende interessante, lo ripulisce senza bruciare le tracce del passato di una decina di album, lo fa attraverso un doppio disco, Fragility e Courage, due facce utili a esplorare sentimenti, emozioni, rabbia, amore.
Il primo disco mostra tutta la carica della voce di Layla Zoe, si prende lo spazio necessario in She Didn't Believe e The Deeper They Bury Me, la chitarra slide la accompagna nel torbido blues acustico di She Didn't Belie...
Nr° Letture : 164
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DIRTY STREETS (Distractions) ••••

La messa in scena di Distractions è presa da un moto ondoso di classic rock, si gonfia, si sgonfia, s’arriccia, spumeggia, s’alza e s’abbassa, avanza e si ritira, i Dirty Streets concedono poca tregua, offrono qualche appiglio per rifiatare, ma non consentono di toccare terra spesso.
Si alza il ritmo della band di Memphis, come braccare accanitamente la realtà con la massiccia scossa di Loving Man e The Sound, per un altro disco (il quinto) breve ma intenso, i Dirty Streets sono così padroni del proprio ...
Nr° Letture : 302
DISCO DEL MESE
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TOM PETTY (An American Treasure (Deluxe Edition) ) ••••

An American Treasure è un box set di 4 cd dalla forma aperta, permeabile: 60 canzoni, un booklet di 52 pagine con foto inedite e versioni alternative, una decina gli inediti registrati in studio, più rarità e performance dal vivo.
La moglie Dana e la figlia Adria insieme alla band degli Heartbreakers (Mike Campbell e Benmont Tench) hanno scelto come ricordare Tom Petty scomparso lo scorso anno per una fatale overdose accidentale di farmaci che assumeva regolarmente per trattare un enfisema e un’anca fratturata....
Nr° Letture : 239
DISCO DEL MESE
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DELTA MOON (Babylon Is Falling) ••••

Decimo giro intorno al Mississippi delta blues, Tom Gray e Mark Johnson dialogano a meraviglia tra chitarra slide e lap steel, ci sono ben 6 covers, qualcosa di potenziale, ma c’è parecchio altro in Babylon Is Falling.
Da Long Way To Go sulle acque solcate dai Delta Moon tendono a formarsi intensi isolotti chitarristici e piuttosto fertili, incise da correnti che vanno e vengono nell’affascinante passo bluesy di One More Heartache, rilettura di un brano di Marvin Gaye (tra gli altri tributi, da citare la...
Nr° Letture : 205
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REVEREND PEYTON'S BIG DAMN BAND (Poor Until Payday) ••••

Perseveranza e speranza, il Reverendo Peyton torna a confrontarsi con le risorse di una terra mai del tutto esplorata eppure conosciuta da sempre.
Una terra madre il Mississippi blues, ricco di venature country, la slide guitar pronta a costruirle e subito a sovvertirle, il corpo del racconto di Poor Until Payday.
Sprizza vivacità You Can't Steal My Shine, il trio The Reverend Peyton’s Big Damn Band (con la moglie e il batterista Max Senteney) sbilenca come la creatività del suo autore, attraverso il blue...
Nr° Letture : 183
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RAY BONNEVILLE (At King Electric) ••••

Come sempre attratto dal legame profondo tra il paesaggio americano e chi lo abita o lo percorre, dalla testimonianza che diventa tramite di una seducente amalgama di parole e suoni, Ray Bonneville confeziona un altro disco ricco di immagini e parole nude, di ballate brucianti quando si parla di amore e donne, l’avvio di Waiting On The Night ma anche Until Such A Day e Tender Heart.
Amore come una tempesta o un gioco di carte in Next Card To Fall o rivisto sotto altre aspetti, quelli di un se...
Nr° Letture : 211
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CEDRIC BURNSIDE (Benton County Relic) ••••

Registrato in presa diretta, in 2 giorni, il nipote di Robert Lee Burnside s’immerge nei ricordi del passato, ai quali si appiglia come a punti cari, isolati nella traiettoria del tempo del mississippi delta blues, ipnotico, persistente, costante.
Benton County Relic non lo lascia mai sepolto in una tensione sotterranea, blues elettrico che sale da We Made It e Get Your Groove On, vibrante e vivace, quasi ‘pettegolo’ in Please Tell Me Baby, ammaliante in Give It To You, ma dato che l’amore è un...
Nr° Letture : 191
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STEVE SEASICK (Can U Cook?) ••••

Il mississippi delta blues non è il centro stabile di Can U Cook?, i densi vortici che si liberano da Hate da Winter, Locked Up and Locked Down Blues e Shady Tree rappresentano il marchio di fabbrica di Steve Seasick.
Ma il nono disco va oltre gli steccati del linguaggio del blues, un linguaggio che è unità/pluralità sempre aperta, indagato e affermato nei suoi stessi processi costitutivi.
Più ballate che contribuiscono alla formulazione di spazi altri, tornano di frequente quelli acustici, l...
Nr° Letture : 185
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JOHN HIATT (The Eclipse Sessions) ••••

Il passato di John Hiatt dato semplicemente per irripetibile, non viene né omaggiato, né oltraggiato, né aggiornato, né ironicamente riscritto in The Eclipse Sessions (titolo dedicato all’eclissi solare che lo ha accompagnato nel mezzo delle registrazioni del disco) tangenzialmente o meno, volutamente o meno, è ancora in grado di toccare le corde delle emozioni le cui vibrazioni si sono riprodotte e trasformate nel tempo, ma resistono.
Rock, americana, ballate anche introspettive, quel tocco bluesy, repertorio ricco c...
Nr° Letture : 212
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HAWKS AND DOVES (From a White Hotel) ••••

Il passato di Kasey Anderson assorbito e restituito con la nuova band degli Hawks and Doves, come cartina di tornasole per analisi a largo spettro sulla società, la storia, l’esistenza, la politica che si delinea dall’ascolto di The Dangerous Ones.
Rock e altro in From a White Hotel, c’è la chitarra di Eric Ambel e in Chasing the Sky irrompe con immediatezza e freschezza, Kasey Anderson non si lascia minimamente incastrare da facili cliché, piuttosto se ne dista...
Nr° Letture : 206
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MOJO MAKERS (Songs of the Sirens) ••••

Sapidità anni ’70 traspare dalla carica vocale del chitarrista Kasper Osman, capace di movenze aggraziate e di accensioni repentine fin da A Hymn to Woodstock e spingono il quarto disco della band danese dei Mojo Makers.
Si posizionano nello spazio del rock e del blues del Sud Americano e ardono di una fiamma propria, innescatasi nel passato del rock e non ancora spente tanto che in Songs of the Sirens, quarto disco, si soffermano spesso a evocare il loro legame (Songs of the Sirens e Bless My Soul
Nr° Letture : 170
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TONY JOE WHITE (Bad Mouthin') •••½

La vita per il 75enne Tony Joe White ha una filigrana sottile e agrodolce, impastata di blues, a casa con una fender stratocaster, la voce cupa e cavernosa, l’armonica e 5 brani dal suo di passato e 7 classici (da Elvis Presley a Eric Clapton a Tina Turner).
Bad Mouthin’ è parte di un sommesso e inestricabile ringhio dissonante di blues, la partitura del suo passato ripesca Sundown Blues che con la Title track arriva dal lontano 1966, l’armonica fa largo a un colore melodico scuro, misterioso, gra...
Nr° Letture : 167
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BILLY F GIBBONS (The Big Bad Blues) •••½

Il secondo disco solista di Billy F Gibbons è uno di quelli che ‘si fa ascoltare’ (al contrario dello sbandamento afro-cubano dell’esordio Perfectamundo) in The Big Bad Blues il verbo che conta non è ‘ascoltare’ ma ‘fa’.
È il fraseologico ‘fa’ che indica la dettatura dei tempi e dei ritmi del blues e del rock & roll ben bilanciati con una lista di classici degli ultimi 50 anni, la chitarra e l’armonica indicano i tempi giusti in brani come My Baby She Rocks e nel brano di Muddy Waters, Standing Around Cr...
Nr° Letture : 159
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DAN BAIRD & HOMEMADE SIN (Screamer) •••½

La Leucemia non lo ha fermato, Dan Baird torna a suonare Rock ‘n Roll!
La band degli Homemade Sin fa da sfondo e allora i sentimenti non possono che iniziare a ‘fermentare’ in fretta, l’impressione dai brani iniziali è di autenticità che si propaga come un virus da What Can I Say to Help a You're Goin' Down, Screamer non poteva che risultare frizzante, tanto amor per la vita e ottimismo, ovviamente.
Charmed Life, Something Like Love e Up in Your Kitchen liberano immagini di ...
Nr° Letture : 216
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WOODEN NICKEL LOTTERY (Long Time Running) •••½

Dalla Strada la musica si espande in spasmi continui da arroventare nel blues/rock, i Wooden Nickel Lottery la indagano avvalendosi dei notevoli acuti vocali di Rick Gallo e dallo giusto spirito di provocazione chitarristica.
Long Time Running non circoscrive il proprio raggio d’azione e dalla raggiante Title track è pronto a ridefinire i contorni del blues, sempre al ribasso e con la scottante puntualità del rock, ne viene fuori la consistenza dei propri obiettivi, semplici, dirette e con chitarre libere di ...
Nr° Letture : 177
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AMANDA FISH (Free) •••½

A Kansas City i primi passi nel 2012, un interessante album di debutto (Down In The Dirt del 2015) tante opposizioni tra blues e rock, da intendere come possibili linee di continuità per Amanda Fish, multi-strumentista con una bella voce potente, insieme di dettagli che possono aiutare a mappare il campo di Free.
Si parte con un paio di Blues dalle tinte tradizionali, ma è l’accoppiata Anymore e The Ballad of Lonesome Cowboy Bill a introdurre la concretezza della passione di Amanda Fish per il blues e per...
Nr° Letture : 163
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BRYCE JANEY (Brand New Day) ••••

Brand New Day è vecchia scuola, quella che solletica e stuzzica e punge i nervi scoperti del blues, quello che rigira il coltello nella piaga del rock.
Sempre, per 56 minuti, da Fire It Up alla roboante Guitar Pickin' Man, la chitarra elettrica non lascia scampo ad alcuna catarsi e non resta altro che gettarsi in questa sorta di ‘buco nero’, che tutto trattiene e nulla fa scappare, a eccezione di un lungo sospiro di soddisfazione.
Siamo a quota 11 per il blues/rocker Bryce Janey che anche quando gira...
Nr° Letture : 318
DISCO DEL MESE
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KEVIN GORDON (Tilt and Shine) ••••

Kevin Gordon è uno di quei musicisti in grado di trasmettere la vita come se ne trova molta in giro, ma il modo in cui racconta brevi storie di quotidianità vera nel Sud della Louisiana (un luogo molto diverso dalla New Orleans dove tutto sembra andare nel verso sbagliato), è qualcosa di unico e raro.
Poetica del Folk/rock sfila davanti o di fianco ad un torbido Delta & Swamp blues, la si percepisce chiara dalla distorsioni della chitarra Gibson su una storia di due adolescenti in Fire at the End of the World, la mac...
Nr° Letture : 290
DISCO DEL MESE
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HUNTER & The DIRTY JACKS (Chase The Moonlight) ••••

I sentimenti legati al classic rock schizzano via prepotenti nel nuovo disco di Hunter & the Dirty Jacks, non più stordente come in passato, ma Chase the Moonlight ferisce e trascina, ridando nuova forma e spessore a chi era rimasto schiacciato dal solido Single Barrel.
Il lento incedere dell’armonica apre Tumbleweed, la voce calda di Hunter Ackerman e le chitarre di Carmelo Bonaventura e Jon Siembieda iniziano a srotolare note e ricordi di rock ‘n roll, prendendo sempre più vita, diventando più sincere...
Nr° Letture : 272
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RECORD COMPANY (All Of This Life) ••••

Il bell’esordio con Give it Back to You è stato come una finestra illuminata dalla luce al neon di un insegna a dir poco particolare, quella di un trio americano che predilige un corale blues/rock mischiato a influssi soul/funky che ondeggiano, e si sollevano, a seconda del vento sollevato dalla voce del chitarrista Chris Vos.
Venti bollenti che da Life To Fix alla spiritata armonica che spinge I’m Getting Better (And I’m Feeling It Right Now), delineano che in All Of This Life si diffonde un ricco ventaglio d...
Nr° Letture : 246
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LUCERO (Among The Ghosts) ••••

Con uno stile ipnotico capace di restituire un’aura affascinante ma sinistra, in un costante climax emotivo pronto a accendersi da un momento all’altro, scorre il lato scuro della vita nel nuovo disco dei Lucero.
Among the Ghosts non osteggia il rock (anche se le tastiere/piano di Rick Steff ci provano) ma lo abita, addirittura lo rincorre, quasi fosse quello nel destino di Ben Nichols, malgrado tutto, quella voce rasposa utile per cantare dell’amore perduto di Among The Ghosts o in Cover Me, tra la mo...
Nr° Letture : 277
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