TEN YEARS AFTER (Naturally Live) ••••

Registrato nel Marzo dello scorso anno in Germania, la band britannica dei Ten Years After dello scomparso Alvin Lee sembrava aver definito una linea di confine oltre la quale non poter andare.
Stare in equilibrio su quella linea è adesso il compito del songwriter, voce e chitarra, Marcus Bonfanti che ha portato nuova linfa alla base storica Chick Churchill (tastiere) e Ric Lee (batteria, recentemente ha pubblicato un libro, From Headstocks To Woodstock), con il bassista Colin Hodgkinson ...
Nr° Letture : 26
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MAGPIE SALUTE (High Water II) ••••

I Black Crowes sono dietro l’angolo, le voci di una 'reunion' sono insistenti, allora questo secondo capitolo dei Magpie Salute dove lo si inserisce? Scritto a Nashville nella stessa sessione del Primo capitolo meno un paio di canzoni registrate durante il tour dello scorso anno, una decisione che sembra la conseguenza a un progetto fermentato da tempo, ma su di un palco è come una roccia vulcanica la cui forma prima di fissarsi definitivamente è ancora pronta a sgretolarsi o deformarsi....
Nr° Letture : 19
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AMONG LYNX (Movement) •••½

Band svedese, armonica e blues, in Svezia non sono una novità questo gruppo di solo donne, delle Among Lynx si conoscono i vocalizzi di Evami Ringqvist, la slide guitar di Moa Brandt e l’armonica di Elin “Luffar Lo” Öberg.
Al primo ascolto di Movement si capisce di avere davanti un corpo febbrile, le note pulsanti che salgono da Shameless accalappiano anche i più distratti, non solo gli sguardi di queste belle ragazze sono pronte a depistare, quello che resta vivido è un sano blues/rock dai diversi piani sequen...
Nr° Letture : 22
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NORTH MISSISSIPPI ALLSTARS (Up and Rolling) ••••

Alcuni scatti del fotografo texano Wyatt McSpadden documentano una domenica in famiglia nel lontano 1996, c’è papà Jim Dickinson e dei vicini di casa particolari e naturalmente i figli, Cody & Luther, e quest’ultimi le scoprono, quelle immagini in bianco e nero, solo nel 2017 diventando un banco d’ispirazione talmente vitale da trasportare in note e suoni, quei bei ricordi.
Il succoso libretto fotografico di 25 pagine annesso al cd e ne include 6 con gli illustri ‘vicini’ (RL Burnside e Junior Kimbrough), preparano lo sfondo del cele...
Nr° Letture : 105
DISCO DEL MESE
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BAND OF HEYSEK (I'm Glad I Met You) •••½

Il trio Ceco continua a proporre risposte univoche senza fabbricare ricette precostituite: I’m Glad I Met You si inoltra in un blues/rock opaco, c'è grinta da vendere (Don't Break It Down, Driving Those Roads Again e Fade Away) scorre velocemente, e subito siamo introdotti in uno spazio labirintico, in cui il confine si attenua solo in Muddy Rivers.
Jan Švihálek lì inizia a disegnare una rassicurante mappa cognitiva entro i confini perimetrabili del blues e nel crescendo di Looking For Free Spiri...
Nr° Letture : 108
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LISA LYSTAM FAMILY BAND (III) ••••

Terzo disco per gli svedesi della Lisa Lystam Family Band, altro raggio di luce caldissimo in un autunno che fatica a farsi largo.
Da Get Out Of Bed elementi blues e rock si iniziano ad accumulare, la funzione metaforica sul mondo trae giovamento dalla spinta delle chitarre di Matte Gustafsson e Fredrik Karlsson, e inaspettamente proprio quest’ultimo prende il microfono in High Expectations, un duetto riuscito, come l’album III.
La voce di Lisa Lystam e la ricerca della melodia vengono in superficie i...
Nr° Letture : 111
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SAMANTHA FISH (Kill Or Be Kind) •••½

Rhythm & blues, con le enfasi rock forti come Bulletproof (Tangle Eye Mix) e poi la sezione fiati, quando entra si porta dietro uno sfondo anni ’60 caldo e avvolgente come in Kill Or Be Kind e Try Not To Fall In Love With You, questo binomio è protagonista assoluto del sesto disco di Samantha Fish, la signora e padrona che domina tutto quanto il disco, dall'inizio alla fine.
Un punto vincente che nel corso degli ultimi anni si è perfezionato, per le melodie e per come usa la chitarra, Samantha Fish sa com...
Nr° Letture : 104
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MINKS (Light & Sweet) •••½

Un rock & roll pastoso, carico, con qualche accenno roots-blues, la front woman Nikki Barber suona la chitarra e porta avanti un sogno, i The Minks, band di Nashville con un paio di Ep alle spalle e tanti kilometri e asfalto sul groppone.
Light & Sweet è un esordio che convince, sembra lasciarsi inghiottire dalla realtà che lo circonda, per lo più sanguigna, disordinata e in rapida trasformazione quando si passa da I Want You, Movin' On e Oh My My alla ballata di Bring Your Lovin' Home to Me
Nr° Letture : 118
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TESKEY BROTHERS (Run Home Slow) ••••

I fratelli australiani Josh e Sam Teskey (voce e chitarra), dimostrano di avere personalità al secondo disco Run Home Slow, un ulteriore scalino, non troppo stabile per come vanno alla ricerca di variazioni strumentali e orchestrali rispetto al folgorante esordio di Half Mile Harvest, ma anche se non raggiungono il sospirato capolavoro, Run Home Slow sa farsi valere.
L’impronta anni ’60 e ’70 è ancora decisamente marcata ed è la spinta ad andare avanti sia tra Let Me Let You Down sia quando lo spirito di Otis Redding c...
Nr° Letture : 138
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JEFF MASSEY (From the Highway to the Show) •••½

Jeff Massey si ricuce uno spazio solista e acustico, un ‘one-man-show’ sfuggevole, se lo si pensa come frontman della Steepwater Band, dilatato, per come i brani scelti sembrano quasi specchiarsi e riconoscersi con la sua vita di musicista.
Dalla sua parte quando il tocco è blues, Ain't Got Love e nell’omaggio a Muddy Waters di Rollin' and Tumblin' e I Can't Be Satisfied (il pregevole gioco alla chitarra continua in Roadblock), la scrittura diventa un eleme...
Nr° Letture : 117
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CHILDREN OF THE SÜN (Flowers) •••½

Sentori psychedelici accennati, tanto spirito hippie, quello dell’amore dappertutto, la buona notizia è che sono Svedesi, amano il rock classico, anni 70’, guardano a quel mondo che si è portato via quell'amore perché qui, oggi, l'amore è sempre un'altra cosa.
Quello è l’amore vero, ma questo non è affatto un'ombra.
Flowers è il disco d’esordio della numerosa band dei Children of the Sün (sono ben 8), sin da Her Game sbuffano vapori di classic rock come fossero certezze, i vocalizzi di Josefina Berglund Ekholm...
Nr° Letture : 126
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ASH GRUNWALD (Mojo) •••½

Mojo è il frutto di un viaggio di 5 anni tra i chiaroscuri della vita del chitarrista australiano Ash Grunwald, condensati nel libro, Surf By Day, Jam By Night, ovvero le sue passioni, il surf e la musica.
Su quest'ultimo versante, il bluesman dopo un silenzio di 4 anni torna a far del solido blues&rock, per il nono disco decide per una ricca collaborazione di artisti e su Mojo i virtuosismi alla chitarra e le ospitate illustri procedono in linea retta.
Si intrecciano e si accavallano (Hammer e in special modo ...
Nr° Letture : 140
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ANDREAS DIEHLMANN BAND (Point Of No Return) ••••

Il talento di Andreas Diehlmann non soffre di alcun afflosciamento, il dolce incedere dell’iniziale You Are My Woman è come un soffio prolungato di blues & rock che si potrebbe credere essere il mormorio della brezza di Point of No Return, soave, passa, lasciando indelebili tracce, sull'anima profondamente scossa della chitarra e coi fedeli compagni di corsa (Volker Zeller, basso e Tom Bonn, batteria) a compattare il tutto.
Ebbene si, l’Andreas Diehlmann Band non sbaglia un colpo, Point Of No Return e ...
Nr° Letture : 144
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RICH HOPKINS AND LUMINARIOS (Back To The Garden) ••••

Back to the Garden è sulla scia di quel ‘desert rock’ conosciuto nell'album precedente, My Way or the Highway, le chitarre, acustiche ed elettriche lo solcano in lungo e in largo, il songwriter dell’Arizona le evidenzia subito nella bella Acoma Mary, Rich Hopkins And Luminarios (con la moglie Lisa Novak) è bravo nello scambio poetico che crea con lo sfondo di Back to The Garden, ed il valore del testo e sulla stessa scia della melodia entro cui egli ha potuto calarsi.
...
Nr° Letture : 140
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ANDREW ROBERT EUSTACE (Different Sides) ••••

Blues e Rock, uno spazio comune che ruota attorno ad alcuni punti focali, una genuina passione e la chitarra elettrica, è un incontro che lo scozzese Andrew Robert Eustace porta con sé anche in Different Sides, sempre a dividersi con la band e spazi solitari, ma la sostanza non cambia.
Eccolo far proprie in For You, North of the Tracks e Lost Soul, le appendici dei luoghi d'un'intimità in cui è bello ritrovarsi, con la band in Different Sides e Blues Kind invece è pronto a regalar...
Nr° Letture : 140
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HANGMEN (Cactusville) ••••

La band di Los Angeles è sulla scena del rock dalla fine degli anni ’80, ma il loro ultimo tour risale al 2007 con i Social Distortion, il frontman Bryan Small ha oramai alle spalle un passato difficile di alcohol e droghe, la band ovviamente è mutata nel tempo, ma restano i texani nativi, oltre a lui, Angelique Congelton al Basso, poi la chitarra dalla Florida di Jimmy James e il nuovo batterista, Jorge Disguster.
Cactusville è il loro settimo disco, Rock con vertigini punk ma dal finale melodico, i The Hangmen parton...
Nr° Letture : 138
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HOLLIS BROWN (Ozone Park) •••

Spezzano un silenzio durato 4 anni, la band del Queens del cantante/chitarrista Mike Montali decide di dare un approccio ‘moderno’ al rock, ma togliersi di dosso quell’etichetta ‘sound troppo vecchio’ ha procurato riflessioni melodiche contraddittorie, non sorprende allora se nella coda finale dell’iniziale Blood From A Stone manca, purtroppo, la chitarra di Jonathan Bonilla.
In questo senso Ozone Park soffre, se paragonato al passato degli Hollis Brown, più melodia e ricerca di nuovi suoni, Ozon Park si costr...
Nr° Letture : 158
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ALLMAN BETTS BAND (Down To The River) ••••

Un incontro lo scorso anno tra Devon Allman (figlio di Gregg Allman) e Duane Betts (figlio di Dickey Betts, spalla chitarristica di Duane Allman, e fratello di Gregg) è stato utile a disegnare un'altra faccia del mito della Allman Brothers Band.
Solido come un mattone il debutto della Allman Betts Band, sorprendente per come si avvicina al rock sudista classico anni ’70, Down To The River è come un'enorme roccia lavica vecchia di decenni che si erge nel mezzo del mito Allman Brothers Band: un luogo difficile ...
Nr° Letture : 187
DISCO DEL MESE
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RAY CASHMAN (Houston Electric) ••••

Bluesman Texano, solido e chitarristico, inflessioni molto espressive dal Sud Americano sponda Mississippi, il cuore di Houston Electric pulsa forte e Ray Cashman dopo 8 dischi, a sentire lo stridere della chitarra di Feet On The Ground, sa come mostrare il vero volto di un'intera società che ha perso definitivamente il contatto con se stessa, con la propria umanità.
Lo fa a suon di rock n’ roll, a dare la sveglia con Good Times, uno sguardo e un dialogo secco in Hardway, di corpi 'registrati’ n...
Nr° Letture : 163
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HOLMAN AUTRY BAND (Roots) •••½

Quello della Holman Autry Band (al quinto disco) è un rock sudista mai troppo crudo che non ama la messa in scena troppo studiata, compare qualche azzeccata contaminazione country poco scenografica utile a ravvivar il colore di Roots, come in passato, molto ben definito.
Prediligono l'immediatezza chitarristica e nel disordine dell'esistente la band della Georgia sa costruirsi i propri spazi, Keys in the Truck e Roots Cotton Gin propongono una interessante combinazione di stili, nascono e crescono in uno ...
Nr° Letture : 172
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ROSE CITY BAND ••••

La band di Portland mette a fuoco ‘quadri’ temporali del rock dai quali è impossibile trovare una via di fuga (ma solo di entrata), arpionano l'attenzione da Rip City e ne trai subito sensazioni positive, il sentimento è in armonia con il paesaggio, si incamminano in ‘slow motion’ e sale una malinconia dalle strade dell’Oregon.
Aspetti di vita in territori immensi, spazi circoscritti da una chitarra ipnotica e poi entra l’armonica, la melodia si accomoda sottopelle come Wide Roll dalle connotazioni cosmiche e trascend...
Nr° Letture : 238
DISCO DEL MESE
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CHRIS ROBINSON BROTHERHOOD (Servants of the Sun) ••••

Chris Robinson Brotherhood sono ancora capaci di inventare uno spazio stellato in cui le figure del rock, proiettate al negativo e sovrimpresse in modo così naturale che ogni volta che i sentieri in Servants of the Sun cominciano a biforcarsi, vien da chiedersi dove ci vuol condurre Chris Robinson.
Brani ipnotici come punti luminosi, palle di luce che si muovono parallelamente alla chitarra di Neal Casal e tra le tastiere di Adam MacDougal, un vortice coinvolgente di rock, psichedelico ma sempre bello ricco dal punt...
Nr° Letture : 233
DISCO DEL MESE
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ROBERT JON AND THE WRECK (Take Me Higher) ••••

Robert Jon And The Wreck sembravano paghi di spaziare nel classic rock e invece ecco la sorpresa di Take Me Higher.
Proprio così, la ricchezza di temi e motivi dei californiani che tornano a fare del sano rock Americano arricchito da uno spirito sudista presente più che mai, scava nella loro breve storia e Take Me Higher merita di stare sul podio.
Robert Jon Burrison -voce e chitarra- parte col piede giusto nella Title track, tende a mettere insieme spazi distanti del rock con una concatenazione di melodie sch...
Nr° Letture : 176
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DUSTY DIETS (Macaroni & Squeeze) •••½

Da Chicago a New Orleans, il songwriter / chitarrista Dustin Dietsche propone una dimensione del blues «deviante», fatta di sottili e accattivanti ibridazioni tra il chicago blues e il sound della Louisiana, in Macaroni & Squeeze (copertina da premiare con un buono pasto da Cannavacciulo) con l’armonica a pretendere l’altro motivo del disco.
Tratti salienti che si rinsaldano durante un vivace scambio di idee in Hooch & Bones, Stumble, Miss Temptation e Dead Wrong, prepara tempo e spazio del blues,...
Nr° Letture : 152
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JACK ADAMANT (Unkind) •••

Italiano ma vive a Stoccolma, Unkind è il disco di chi non è abituato a seguire percorsi prestabiliti: perdersi, tornare indietro, fermarsi, ritentare, segnali che si defilano nell’approccio di Jack Adamant alla musica, Alternative Rock/Underground che ha basi non certo nei giorni nostri, ma lo racconta con un suono deciso e intriga il modo in cui lo fa lievitare in brani come A Gap in the Sun e Just Telling Ya.
Rock dalle scure tinte metropolitane, a dargli lo spessore e l'interesse c’è la naturale i...
Nr° Letture : 242
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DEREK DAVIS (Resonator Blues) •••½

Terzo disco solista per Derek Davis, carriera iniziata nell’Hard Rock e poi traslata nel R&B, il cammino diventa interessante con Resonator Blues nella tradizione rurale del Sud Americano, fonte di luci e sguardi senza fine.
Per lo più è un ‘one man band’, suona percussioni, chitarra e basso (all’armonica c’è Charlie Knight, e si fa apprezzare in Whiskey And Water e in Prison Train), Resonator Blues è comunque un disco versatile, col suo sguardo lucido sul blues cattura immediatamente, vicino/lontano all...
Nr° Letture : 170
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LEFT LANE CRUISER (Shake and Bake) ••••

‘La luce che porta sino a voi le apparenze’, il dolce messaggio che traspare dalla copertina disegnata dal leggendario artista William Stout, i Left Lane Cruiser anche se tornano a esplorare tutto ciò che gli altri dischi della loro intensa discografia avevano sfiorato, Shake and Bake va a caccia di ciò che la gente viva si nega, l'innamoramento inconsapevole e insensato.
Freddy “Joe” Evans IV (voce e chitarra) e Pete Dio (batteria) amano un blues/rock arcigno con utili infiltrazioni dal Delta Mississippi, Two Dollar...
Nr° Letture : 198
DISCO DEL MESE
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SUPERDOWNHOME (Get My Demons Straight) ••••

Henry Sauda (voce, cigar box) e Beppe Facchetti (grancassa, rullante) sono giunti a dominare il proprio talento con tale scioltezza e libertà da non avere bisogno di dimostrare le qualità espresse nel riuscito esordio di Twenty-Four Days.
“Esorcizzare i demoni” con dei riflessi - nella memoria, nel ricordo, nelle immagini - nella pura tradizione blues ai giorni nostri, è lo snodo di Get My Demons Straight, seducente come un deserto che richiama tutti e tutto dentro il suo corpo, con melodie che vanno dritte al bersagl...
Nr° Letture : 217
DISCO DEL MESE
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WHISKEY JAM BAND (Pork Trumpet ) •••½

La Whiskey Jam Band è di Minsk, Bielorussi con lo sguardo al ‘dirty blues’, quello grintoso con rimandi rock/punk alle digressioni nel delta blues, sono giovani ma hanno saputo cambiare rotta col secondo interessante disco, Exported, del 2018, cantato in inglese.
Pavel Bialinski, Siarhei Drasvianski e Vitaliy Valoshin spingono a mille, melodie cupe e ‘colorite’ tra Becon e Move Your Ass, sono come tracce in bianco e nero, di quelle che aspirano ad avere un'overdose di autenticità sotto un cielo, quello di Por...
Nr° Letture : 171
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ALBERT CASTIGLIA (Masterpiece) ••••

Il chitarrista della Florida con Masterpiece ci mostra ad ogni brano, ad ogni inflessione alla chitarra elettrica, angoli e sentimenti del blues/rock insospettati: nessuna consolazione del già conosciuto, Albert Castiglia dalla fiammante bellezza di Bring on the Rain, parte dalle difficoltà della vita per nutrire continuamente Masterpiece della sorpresa della scoperta.
Co-prodotto con l’amico Mike Zito, ispirato da una figlia ancora non conosciuta, dalla politica e le controversie...
Nr° Letture : 190
DISCO DEL MESE
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SEAN WHITING (High Expectations) •••½

‘Trucker’ del Kentucky, Sean Whiting ne ha trascorsi giorni sull’asfalto americano, combatte come una di quelle grandi macchine che ama guidare, voce decisa, rock nella pura tradizione sudista Americana, l’avvio di Just The Same sembra pronto a stritolare, con il suo ingranaggio inesorabile di groove alla chitarra.
High Expectations si muove come su un corridoio di un treno da cui si riesce anche a scorgere il paesaggio esterno, accade quando si rallenta (Oh Well, The Happy Song e Melody) o ...
Nr° Letture : 181
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HAMISH ANDERSON (Out Of My Head) •••½

Australiano, Hamish Anderson 3 anni dopo il luminoso esordio di Trouble torna con Out of My Head, un disco che si muove a largo raggio tra blues e soul, americana e sapori rock, insomma catalogarlo non è semplice.
Ci sono ballate e arcigne miscelazioni col rock (in questo caso lo aiuta le percussioni di Johnny Radelat che suona per Gary Clark Jr., e Hamish Anderson lo ha affiancato come ‘opener’ del tour in Australia), si dividono la scena densa di rapporti sociali alienati alla rad...
Nr° Letture : 204
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MARC AMACHER (Roadhouse) ••••

Sgorga blues tra le alpi svizzere, con un passato da vincitore di un talent show tedesco (altro che le pagliacciate nostrane) il blues-rocker Marc Amacher ha registrato il nuovo disco in un ristorante che ha chiuso i battenti, ma essendo ubicato dove è cresciuto, lo ha convertito in uno studio di registrazione e in una ventina di giorni ha scritto e inciso con la sua band, Roadhouse.
Armonica e passo grintoso, voce rasposa, Roadhouse apre percorsi pregni di grumi di aspra intensità e non si dirada facilmente, non...
Nr° Letture : 182
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BRETT BENTON (You Got to Pray) •••½

Dall’Alabama al Mississippi, cresce in una famiglia con la predilezione per il blues, la strada segnata per Brett Benton al disco di debutto (un Live e un Ep in passato sono serviti a rodarlo), in You Got To Pray tutto è limpido, fluido, blues viscerale da Last Time al delta blues ipnotico di I Got A .45, Brett Benton sembra avere idee chiare su dove andare a parare.
Gira attorno a quel nucleo musicale trovando sempre il bandolo per svilupparlo, dando così vita a momenti niente affatto interlocutori n...
Nr° Letture : 177
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DATURA4 (Blessed Is The Boogie) ••••

I Datura4, ecco i fuori norma che sanno godersi l’asprezza/dolcezza del classic rock della West Coast ‘60s/’70s, sono questi «wild men» che con la loro carica non vanno certo a colpire alle fondamenta la seriosità del costrutto sociale, ma Blessed Is the Boogie affonda nel rock e immancabilmente viene rivoltato, analizzato e sembra condannato senza possibilità di appello a sentire le cupe Black Dog Keep Running e Looper.
Invece dalle tinte blues di Blessed Is The Boogie iniziano a mescolarsi abil...
Nr° Letture : 199
DISCO DEL MESE
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GWYN ASHTON (Sonic Blues Preachers) ••••

Il blues è un immenso serbatoio per Gwyn Ashton, in cui mettere i depositi della propria esperienza e avvicinarsi a Sonic Blues Preachers significa entrare in un tunnel buio, infinito e circolare in cui il senso dell'oppressione causato dai fendenti alla chitarra elettrica raggiungono l'inconscio di Sonic Blues Preachers.
Nel nono disco Gwyn Ashton si può permettere lunghi viaggi dal blues al rock con intriganti fermate nel delta mississippi, con la ruvida She's What I Like e la ficcanti Candy Store e <...
Nr° Letture : 200
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BRANDON SANTINI (The Longshot) •••½

Un passato nei Delta Highway Band in quel di Memphis, un riconoscimento dalla Blues Music Award, un paio di dischi in cascina, ad ascoltare The Longshot i rapporti tra il blues e il rock sono ancora fecondi e complessi per il songwriter e armonicista Brandon Santini.
Don't Come Around Here apre alla forza della materia, che si manifesta prima con le prolungate sessioni tra percussioni/chitarre e i guizzi all’armonica, gli interni di The Longshot hanno colori molto caldi (Beggin' Baby, Back to You
Nr° Letture : 183
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ALLY VENABLE (Texas Honey) ••••

Da brava texana, a 19 anni ha all’attivo un paio di dischi e suona quasi quotidianamente per il Lone Star State, il secondo lavoro ha carattere come Ally Venable, come Mike Zito che l’ha prodotto e suonato e come il chitarrista Eric Gales, ospite illustre di Texas Honey.
Nowhere to Hide mostra che la decisione di Ally Venable è quella di scegliere di volta in volta un principio di messa in scena radicale al rock che sa mettere a fuoco pochi, ma decisivi, ...
Nr° Letture : 217
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ROBIN TROWER (Coming Closer to the Day) •••½

Il 73enne Robin Trower fa sì che il blues e gli anni scorrano con una levità assai produttiva e destinata a incidere anche in Coming Closer To The Day, la chitarra non è mai mero sfondo, ma entra sempre nell'azione, per così dire, da Diving Bell in poi.
«Sconfina» continuamente tra distanze e vicinanze del blues rock tra sguardi lontani e improvvisi avvicinamenti, il corpo del blues sparisce e ri-appare, mentre la melodia segna tempi diversi, nell’armoniosa bellezza delle ballate Coming Closer to the Day
Nr° Letture : 191
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CABOOSE (Hinterland Blues) •••½

Tra Berlino e Benevento, esistono storie che partendo da una dimensione «minore» o provinciale come Benevento, possano arrivare a una certa universalità passando dalla metropolitana di Berlino dove Louis De Cicco (chitarra e voce) ha iniziato a suonare e tratteggiare la linea dei Caboose (il nome arriva da un vagone di un treno merci tipicamente americano).
Un Ep nel 2018, la partecipazione come ‘duo’ all’International Blues Challenge, manifestazione che si tiene ogni anno a Memphis in rappresentanza della Mojo Station Blu...
Nr° Letture : 224
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JOANNE SHAW TAYLOR (Reckless Heart) ••••

Reckless Heart è figlio soprattutto di diversi cambiamenti: dalla casa discografica, al desiderio di lavorare col produttore Al Sutton, un caro amico da quando Joanne Shaw Taylor ha stabilmente deciso di vivere a Detroit, città con musicisti che amano l’idea di un disco da studio registrato dal vivo.
Reckless Heart è sguardo e memoria e corpi del blues/rock, ritualmente si ripresentano con In the Mood e All My Love, suono deciso, chitarre ben amalgamate alla voce limpida e forte di Joanne Shaw Taylor, i...
Nr° Letture : 235
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QUAKER CITY NIGHT HAWKS (Qcnh) ••••

Il quartetto texano di Fort Worth continua a fare le cose come si deve, il classic rock lo masticano fieri, eccolo dunque segmentare lo spazio di Qcnh, introdurre sipari e filtri melodici tra Better In the Morning e Suit in the Back, Sam Anderson (chitarrista/vocalist/songwriter) ne afferra l'attimo fuggente e i Quaker City Night Hawks sono viziati dalla possibilità di fermarne l'immagine, di rallentarla, di accelerarla.
Accanto, l'intensità sotterranea del suo romanticismo in Colorado e Pay...
Nr° Letture : 262
DISCO DEL MESE
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PICTUREBOOKS (The Hands Of Time) ••••

The Hands Of Time è vecchia scuola e in genere, tra le mani dei Tedeschi, c’è sempre da star tranquilli: percussioni aggressive, rock e chitarre tuonano da Howling Wolf e riprendono le interessanti melodie dei 2 dischi precedenti, ma c’è da registrare un passo in avanti per il duo dei The Picturebooks (Fynn Claus Grabke e Philipp Mirtschink).
Intrigano i sentori blues annunciati dall’armonica che detta il passo di Like My World Explodes, capace di affascinarti in You Can't Let Go (con Chrissie Hynde...
Nr° Letture : 186
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ANDREA CUBEDDU (Weak like a Man) •••½

Weak like a Man è un disco che parla della debolezza umana in una società che cerca di omologarci tutti al vil denaro e ai ‘likes’ dei social media, dove è impraticabile il tentativo di scambiare la libertà relativa dei comportamenti con la libertà assoluta dalle passioni, il ‘One man band’ sardo alla seconda prova (un Ep nel 2016, On The Street e Jumpin’ Up And Down nel 2017) ci riprova col Mississippi blues.
Quello rurale, lo sfondo preferito di Andrea Cubeddu ed ama suonarlo (quasi 1 ora per 13 brani), ascoltare ...
Nr° Letture : 201
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TIFFANY POLLACK & ERIC JOHANSON (Blues in My Blood) ••••

In una labirintica costruzione di simmetrie nel Mississippi blues, il lavoro del Duo formato da Tiffany Pollack & Eric Johanson è esemplare in Blues In My Blood.
Sanno come esprimerne l’immaginario nell’iniziale bellezza di Blues in My Blood con una pulsione da «autore», richiamo costante nella voce della Pollack che cerca il suo spazio all'interno delle stilettate elettriche alla chitarra di Johanson, sublime nel fascino disegnato dall’armonica di Memories to Forget.
In Blues In My Blood entrano suoni...
Nr° Letture : 199
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BAD TEMPER JOE (The Maddest of Them All) ••••

Viaggia da solo Bad Temper Joe, lui, il blues, l’armonica a volte, un cantastorie irriducibile nel pretendere una carriera perfettamente uguale a come la desidera, e nella quale non è detto che gli altri siano disposti a seguirlo.
Invece la gente, gli appassionati, continuano a stargli dietro e adesso che ha iniziato a elettrificare le sue storie, di certo aumenteranno.
The Maddest Of Them All è un doppio album, nel 1° cd, mischia folk, blues e il country col banjo di David Lübke, una strumentazione ridotta all’osso r...
Nr° Letture : 278
DISCO DEL MESE
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RHR REDFERN, HUTCHINSON & ROSS (Mahogany Drift) •••½

Mahogany Drift è frutto di una bella idea di tre chitarristi (Troy Redfern, Jack J. Hutchinson e Mike Ross), suonano rock classico con tinte sudiste e blues, un potente mix utile ad abbattere il muro dell'incomunicabilità che ci separa da chi ci circonda, chitarre elettriche per condividerne il malessere generale e tentare di alleviarlo.
Si esagera? Macchè, dalla carica di She Painted the Moon partono flashback al passato del rock che si spezzano di continuo, i salti temporali si susseguono, le accelerazioni e le assoc...
Nr° Letture : 233
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ERIC GALES (The Bookends) ••••

The Bookends regala sorprese, non è costruito secondo una scansione secca, serrata, martellante, Eric Gales da spazio ad amici ed esplora non solo il blues/rock ma c’è anche del soul/funky, ma come sempre s'avvale delle immagini fortemente espressive montate audacemente sulla chitarra che sale vorticosa in Whatcha Gon' Do e Reaching For a Change, e lì non ci si sorprende del talento di Eric Gales.
È invece dai brani con il vocalist B. Slade in Something’s Gotta Give, nella splendida Southpaw S...
Nr° Letture : 278
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ANDREAS DIEHLMANN BAND (Live 2019) ••••

Basta l’attacco di Oh Well, il brano che apre Live 2019 (registrato a Kassel, Germania, lo scorso gennaio), per far intendere il senso del procedimento della serata, cui Andreas Diehlmann sottopone il pubblico ad una incandescente materia.
Il terzetto blues/rock (Volker Zeller al Basso/Voce e Tom Bonn alla Batteria) ripercorre brani da Your Blues Ain’t Mine dello scorso anno e il disco omonimo del 2017, belle come sempre le toste Come On And Get It, Rita e Your Blues Ain't Mine, per come trascinano ...
Nr° Letture : 217
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HAT FITZ & CARA (Hand It Over) ••••

Il quinto album dei coniugi Hat Fitz & Cara ha una sua autonomia, un suo passo nel blues, un suo statuto formale nella ballata folk con leggeri impasti country, una sua dominante nella chitarra slide e una vera e propria aura irriducibile che si eleva dalla splendida ballata iniziale di Step Up.
La voce di Cara va a costituire un campo di forze in grado di interagire con la soggettività della melodia sprigionata dalla chitarra di Hat Fitz che in City Lights entra negli aspetti della realtà contemporanea e ci aiut...
Nr° Letture : 292
DISCO DEL MESE
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TOM KILLNER (Get Back Up) ••••

Il nuovo disco di Tom Killner è solido e avvincente e sa trasmettere il senso del gusto per il blues/rock.
When Love Comes For You e Groove Shaker lasciano il segno, nel bene e nel male, c’è la luce 'naturale' della chitarra, quel suono classico nel blues, l’impatto entusiasma, ma sa offrire contemporaneamente più cose, basta avere orecchie e cuore aperti a esperienze, anche chitarristiche, di forte impatto come in Working Man, Get Out Of Here e Get Back Up.
Io sono a favore per i dischi c...
Nr° Letture : 230
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DIRTY DEEP (Tillandsia) •••

A Strasburgo può capitare di bagnarsi nel Mississippi Blues, garantisce Victor Sbrovazzo, voce, chitarra e armonica dei Dirty Deep terzetto al quarto disco che non mantiene la linea dei dischi precedenti, con Tillandsia i confini fra classicità e modernità del blues risultano assolutamente permeabili e soprattutto, molto vicino all’America del Sud.
Sunday Church, Bottletree e Wild Animal trasudano un'angoscia tangibile, avallata dalla strumentazione e da timbriche vocali che rispecchiano un paesag...
Nr° Letture : 214
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WATERMELON SLIM (Church of the Blues) ••••

In giornate buie e gelide, dove fino all'alba ci si scalda a colpi di whisky davanti al fuoco, Watermelon Slim è quello che ci vuole.
St. Peter's Ledger libera la chitarra in traiettorie semplici eppure gravi, senza altra motivazione che una libertà, un piacere del movimento nel blues da condividere con 2 ospiti, Bob Margolin e Albert Castiglia, cui, peraltro, non si contrappone sempre un limite.
Laddove percorrono spazi chiusi eppure ampi in Tax Man Blues, Church of The Blues raccoglie 7 brani origina...
Nr° Letture : 248
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BOOGIE BEASTS (Deep) •••½

Atmosfere che costeggiano il delta blues, Deep è il secondo disco dei Boogie Beasts, quartetto belga, ha un'inquietudine sotterranea e spiazzante, di quelle che resistono anche una volta ascoltato, vengono in giro con noi e, magari, agitano i nostri incubi, in meglio, certo.
L’armonica di Fabian Bennardo e le chitarre di Jan Jaspers e Mathias Dale in Inside e Emotion producono senso tra percussioni ridondanti, i Boogie Beasts corrono nel blues e sappiamo dove ci conducono, è un po’ come vedere un uomo d...
Nr° Letture : 235
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HILLSTOMP (Monster Receiver) •••½

Lo spazio sonoro del duo degli Hillstomp non resta chiuso al ‘dirty blues’, non c’è mai stata assenza di mobilità nei loro dischi, delta/swamp blues, punk-rock, Henry Hill Kammerer è sempre stato predisposto a una sorta di sperimentazione bucolica, e al sesto disco mostra come chitarra e banjo si possano dividere la scena di Monster Receiver.
Hagler porta il Mississippi al centro del loro fare musica, un blues pronto a cambiare ritmo, a diventare arcigno e spigoloso, ma The Way Home infila i primi rimandi...
Nr° Letture : 232
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ERIC McFADDEN (Pain By Numbers) •••½

Eric McFadden ha collaborato con un’infinità di artisti, lo ricordo insieme a Eric Burdon, Pain By Numbers (prodotto dal musicista Tab Benoit) è un fluido esempio di talento chitarristico puro, selvaggio e massiccio.
Pronti quindi a vagare, si viene attratti dalla fascinazione delle melodie con strati di visione e lettura di un blues/rock tosto come lo presenta While You Was Gone, ma su multipli strati di un percorso fluido e possente alla chitarra elettrica, inno unificatore che...
Nr° Letture : 215
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HANDSOME JACK (Everything's Gonna Be Alright ) ••••

A New York il classic rock è destinato a riemergere periodicamente in tutta la sua alterità, i tempi li dettano il trio degli Handsome Jack, al terzo disco e un nuovo batterista Bennie Hayes scapriolano con leggiadria in Everything's Gonna Be Alright, ma ha un suo peso!
Il frontman Jamison Passuite lavora alle corde con la stessa intensità che emana la sua voce roca e ruvida, a sentire Keep on intrinseca anche una scrittura che talvolta raggiunge lo stesso scopo con calda naturalezza, quella che avvolge City...
Nr° Letture : 265
DISCO DEL MESE
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ANTHONY GOMES (Peace, Love & Loud Guitars) ••••

I fendenti alla chitarra del blues rocker Anthony Gomes si impongono in Peace, Love & Loud Guitars innanzi tutto per quello che sono, poi per ciò che dovranno produrre e l'accumulo parte con un bel tributo d’amore al suo mentore BB King.
Come Down oltre a raccontare di come il mondo non sia più lo stesso dalla sua scomparsa (chiedendo al ‘Re’ di lasciare il Paradiso e di tornare sulla terra), disegna coinvolgenti movimenti fluidi e geometrici che evocano il senso del rapporto tra rock classico e blues, c...
Nr° Letture : 222
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HUBERT#06 (One Man Delta Blues Show ) •••½

Dal dipartimento 06 di Nizza l’amore per il delta blues, quello rurale dal Mississippi e con solo la chitarra slide nasce One Man Delta Blues Show.
Registrazioni fatte in casa, come si usava un tempo senza il basso, un tributo ai classici del passato con dell’autentico buon vecchio blues, l’armonica accompagna Hubert#06 nell’iniziale Jack O'diamonds, la chitarra slide domina God Moves on the Water e non abbandona la presa cercando comunque di non invadere più del lecito nelle affascinanti Payday...
Nr° Letture : 227
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LAYLA ZOE (Gemini) •••½

Gemini per lo più scava nel blues/rock, ed è quello che lo rende interessante, lo ripulisce senza bruciare le tracce del passato di una decina di album, lo fa attraverso un doppio disco, Fragility e Courage, due facce utili a esplorare sentimenti, emozioni, rabbia, amore.
Il primo disco mostra tutta la carica della voce di Layla Zoe, si prende lo spazio necessario in She Didn't Believe e The Deeper They Bury Me, la chitarra slide la accompagna nel torbido blues acustico di She Didn't Belie...
Nr° Letture : 219
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