BOTTLE ROCKETS (Bit Logic) ••••

Per Band come quella dei Bottle Rockets non conta lo sprint sulle brevi distanze ma la resistenza tipica dei fondisti, la tenuta sui lunghi percorsi, e da un trentennio il Rock e l’Outlaw Country di Brian Henneman (voce e chitarra) tiene duro.
Bit Logic, 13cesimo disco prodotto e suonato da Eric “Roscoe” Ambel (nome noto se ascoltavate i Del-Lords o Steve Earle), ha ancora pezzi di vita quotidiana da raccontare, capace di coagulare un'attenzione irradiante, e tale forza traspare da Bit Logic (la Title track) l...
Nr° Letture : 39
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WILL HOGE (My American Dream) ••••

La collera non è passata a Will Hoge e continua a macinare rock sulla stessa linea del precedente Anchors, la rabbia per la politica in My American Dream è vertiginosa e contagiosa.
Will Hoge corre e noi lo seguiamo, prima che si fermi, voltandosi spesso a dirci cosa proprio non gli va giù, e inizia a farlo col ritmo in crescendo della muscolare Gilded Walls, l’acqua e le tasse pubbliche bagnano il rock che sale.
Tolleranza e perdono non si sa dove trovarle in My American si trasformano in rancore e odio, S...
Nr° Letture : 32
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ADAM HOOD (Somewhere in Between) ••••

Deve ringraziare la famosa cantante country Miranda Lambert, lei ebbe un guasto alla macchina in Texas, lui suonava a New Braunfels, lei non avendo alternative decise di vedere il suo spettacolo.
Il caso ha costruito il resto, ma Adam Hood era un bravo songwriter, uno dei tanti che si muovono a profilo basso nella sconfinata cerchia di musicisti di Austin e la riprova è Somewhere In Between, ballate elettriche di americana con impasti country&blues, si intersecano e si ramificano, nelle quali i particolari assumono un’...
Nr° Letture : 40
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MALCOLM HOLCOMBE (Come Hell Or High Water) ••••

Folk singer di razza, scrive di anni passati, di errori commessi, di anni a vagabondare senza meta, ‘bad times’ descritti con la voce di Iris De Ment e Greg Brown e una chitarra, quella di Jared Tyler, Come Hell or High Water è un tipico disco di Malcolm Holcombe, la verità della memoria, dell’esperienza, del dolore, della sofferenza, della fame, delle perdite, il controcampo su cui libera il Vietnam che apre la ballata di Left Alone.
Malcolm Holcombe e un disco acustico, ma è capace di cambiare registro per...
Nr° Letture : 36
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BLACK LILLIES (Stranger to Me) •••½

Da sestetto a quartetto, la band di Knoxville è ancora originale, capace anche di strattonare lo spettatore con un mix di rock & roll e americana, lasciarsi crogiolare dall’iniziale Ten Years fa intendere quanto sia utile a non abbandonarsi nella solitudine di un mondo tanto caotico.
Il frontman Cruz Contreras nel quinto disco Stranger To Me sa essere intenso e lieve, per lo più s’insinuano tonalità amare e riflessive (ad esempio Midnight Stranger, Don't Be Afraid) i Black Lillies ‘palleggiano’...
Nr° Letture : 36
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BAND OF HEATHENS (A Message from the People Revisited) •••

Ambizioso progetto per la The Band of Heathens nato durante il tour del 2017 sulle strade del New England, una conversazione su tematiche sociali e politiche e sono arrivati all’idea di ripescare il messaggio ‘dimenticato’ di Ray Charles pubblicato nel 1972, A Message From The People.
Quello che era un disco sulla giustizia sociale, sull’abuso di potere in una visione molto dura sull’America torna a liberare note di matrice funky/soul, certo, ma le performance vocali di Ed Jurdi e Gordy Quist arricchiscono, ...
Nr° Letture : 32
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ERIC HISAW BAND (Street Lamp) ••••

Due gli appuntamenti fissi in ultra decennali viaggi in terra Texana: al Continental Club con James McMurtry e con Eric Hisaw, a cui invece è sempre piaciuto spostarsi di continuo.
Lavorare sodo, non dimenticare il passato e conoscere nuove cose, il succo del nuovo disco Street Lamp, registrato nei pressi di San Antonio che mantiene la linea ‘roots/rock’ degli esordi, liriche legate alla sua terra, profonde, e insieme al bassista Neal Walker e al batterista Jimmy Milner ci si immerge facilmente nel mondo di Street La...
Nr° Letture : 165
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ISRAEL NASH (Lifted) ••••

Il Texas continua a (s)travolgere Israel Nash, un moderno hippie legato allo spirito del rock anni ’60 e ’70 alla CS&Nash.. appunto, ma con l’estro di un pioniere sempre alla ricerca di nuove armonie che faranno storcere il naso a chi amava Barn Doors & Concrete Floors nel periodo d’oro di quando era ancora ‘Gripka’.
Lifted è altra cosa, un drastico riposizionamento nell’Americana con un percorso creativo (molto ricco nella strumentazione) che entra a pieno nel senso della vita e del mondo, con le chitarre in c...
Nr° Letture : 150
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COWBOY JUNKIES (All That Reckoning) ••••

All That Reckoning è un disco che scruti a ogni movimento, ti tallona a ogni nota e sembra che il fragile mondo, politico e sociale, descritto dalla voce dolce di Margo Timmins e solcato dalla chitarra di Michael Timmins, non sia affatto cambiato, al contrario dei Cowboy Junkies.
Carriera trentennale che trova ancora il modo di sorprendere, folk & rock, testi profondi e ispirati, come le ballate, dalla sinuosa bellezza di All That Reckoning, Pt. 1 che poi sembra scomparire in All That Reckoning, Pt. 2,...
Nr° Letture : 139
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CAROLINA STORY (Lay Your Head Down) •••½

Una bella storia quella dei coniugi Ben e Emily Roberts, quella ostinazione a seguire, per lunghi 10 anni, una passione senza mai mollarla, ed ecco l’esordio di Lay Your Head Down, un mix convincente di americana e rimandi contemporanei ad un folk/rock anni ’60 con cui dover fare i conti, spesso in maniera vincolante con una tradizione o con i simboli e i referenti di tale tradizione.
I Carolina Story mischiano voci e melodie all’armonica e a chitarre in modo sublime nello splendido uno-due iniziale di Lay Your ...
Nr° Letture : 186
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KARA GRAINGER (Living with Your Ghost) •••½

Living With Your Ghost, prodotto e aspetto importante, suonato da Anders Osborne, è il quarto disco della cantante/chitarrista australiana Kara Grainger, americana d’adozione per il modo in cui miscela essenze blues, chitarre e americana.
Kara Grainger le contiene e le asseconda nel convincente avvio di Living with your Ghost (la Title track) e con le eloquenti influenze dal delta mississippi per Working my way Back Home, le chitarre elettriche/acustiche hanno un ruolo fondamentale, si creano c...
Nr° Letture : 168
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LEVI PARHAM & THEM TULSA BOYS AND GIRLS (It's All Good) ••••

Levi Parham invita una decina di amici musicisti in Alabama e trova un’alchimia perfetta per incidere It’s All Good, efficace come il noto paradosso della Coca-Cola: hai sete e la bevi ma, come tutti sanno, più la bevi e più hai sete.
Una sete di rock e non ti molla, da contaminare col Sud dell’America dove traboccano soul/folk/americana e così mentre in filigrana scorrono politica, economia e sociale, sale il ritmo che si sposta da sotto il tallone del potere e del male di Badass Bob a terre desertiche dove l...
Nr° Letture : 257
DISCO DEL MESE
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LUKE WINSLOW-KING (Blue Mesa) ••••

Specchi nel blues, fessure nei muri del rock, spiragli che si aprono nella cultura musicale tradizionale americana, a Luke Winslow-King servono per costruire il baricentro di Blue Mesa, una ricerca di equilibrio affidata alla iridescente e cangiante chitarra elettrica che prende per mano la melodia di You Got Mine e solca sferzandola da cima a fondo Leghorn Women.
Da quel suono, in una sinestesia dei sensi che fonde corporeità, visibilità, ascolto della mente e del cuore di un musicista, tra bisogno di muo...
Nr° Letture : 173
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WILL STEWART (County Seat) ••••

La strada verso casa non la dimentichi, mai, Will Stewart la esplora nei minimi dettagli in County Seat, parla del suo viaggio di ritorno in Alabama ripensando ai paesaggi naturalistici percorsi nell’arco di un anno, e con Sipsey inizia a liberare segni di una ricerca adulta di libertà.
Un debutto solista che convince, lì dove si è aggirato, dove le foglie non sono solo verdi, come in tv o nei disegni dei libri, ma germogliano, crescono come la bellezza di Rosalee e Dark Halls, e anche quando si...
Nr° Letture : 158
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BLACKBERRY SMOKE (Find a Light) ••••

I Blackberry Smoke corrono, l’assetto è quello degli ultimi album, è migliorato il contenuto: tanta energia, rock sudista, pause riflessive e melodiche, un pizzico di sapore agreste, tante chitarre ben oliate e qualche ospite che alla fine non guasta.
Nulla di sbagliato perché Find A Light funziona, la tosta Flesh And Bone, come anche The Crooked Kind o la classica Run Away From It All assorbono bene le tinte, le immagini e i suoni del rock ed è difficile farne a meno, il vocalist Charlie Starr sa...
Nr° Letture : 289
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WHISKEY WOLVES OF THE WEST (Country Roots) ••••

Idea di due musicisti, Leroy Powell (insieme ai The Messengers ha regalato gran dischi) e Tim Jones, scelgono un titolo esplicativo per l’album, Country Roots, utile a dare un’idea dello stile musicale dei Whiskey Wolves of the West, altra scelta divertente, lo ammettono loro stessi in diverse interviste, ma funzionano entrambi come scatole vuote che contengono e dissimulano i desideri di ripercorrere quelle calde sonorità anni 70’, la storia americana di un rock impastato da ri...
Nr° Letture : 140
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CLIFF WHEELER BAND (To The Bone) •••½

Sotto il manto di To the Bone brilla qualcosa, Yep introduce le basi di un torrido southern rock che tende letteralmente a esplodere in How'd We Get Here, un biglietto da visita niente male per la Cliff Wheeler Band.
Quartetto che nuota in quattro mura anonime nella periferia del North Carolina, ma To The Bone sembra un acquario claustrofobico di scatoloni duri come cemento a sentire Hard Living Man o sull’asfalto piatto di Open Road.
All’orizzonte si notano solo chitarre sfibrate e ago...
Nr° Letture : 133
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DANIEL KEMISH (Under The Same Sky) •••½

1 mese tra le montagne dell’Austria, la solitudine cercata per recuperare la giusta distanza tra folk/country, americana e trovata al secondo disco da Daniel Kemish: origini britanniche, portoghese d’adozione, a Nashville ha inciso l’esordio, un songwriter che cerca di correre almeno un po’ verso quell’immagine sfocata, gli USA, in maniera da vederla meglio per ricordarne i contorni e per ricordare la passione di far musica.
Under the Same Sky restituisce sapori bucolici nell’iniziale They Say I'm Crazy, le ba...
Nr° Letture : 148
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ANDREW SHEPPARD (Steady Your Aim) •••½

Secondo disco Steady Your Aim, molto personale, riflette estratti di vita in musica e sogni pregni di narrativa con estratti dal cuore e anche angoli bui, ma non c’è nulla di vorticoso, il suono è americana con rimandi country/folk che si elevano in Take A Walk With Me a pilotare la grande scommessa di Andrew Sheppard, alla ricerca del suo stile, del tono giusto, e Steady Your Aim sa come trovare la frequenza elettrica giusta (la Title Track e in Red Wine & White Roses).
Inizi in quel di Los An...
Nr° Letture : 139
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CHARLIE JACKSON AND THE HEARTLAND RAILWAY •••

I sogni di un songwriter dell’Ohio sembravano stipati con cura in uno spazio nascosto, protetto da una botola, sotto il pavimento di casa, e invece un’amico e l’idea di una band hanno riconsiderato il futuro del musicista Charlie Jackson a sentire l’esordio coi The Heartland Railway.
L’armonica spinge il ritmo di Days of Wine and Roses e prende significato, è come addentrarsi in un viaggio, non proprio insolito, o inaspettato, ma controllato dal rock e da un sound ‘roots’ tipicamente americano che merita un a...
Nr° Letture : 139
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NOWHERE BROTHERS (Down Life Boulevard) ••••

Duo italiano Nick Ventolini (voce e armonica) e Roberto Fiorelli (voce e chitarre) si incontrano a Trieste, hanno le idee chiare anche quando si perdono di vista, sempre uguali a se stesse se non per la diversa luce del sole, quella delle terre desertiche americane dell’Arizona dove hanno registrato Down Life Boulevard.
Un disco di Americana, sonorità roots e rock suonato con un estro che avviluppa l’ascoltatore col suo alternare armonica e chitarre nella Title track e Peace, i Nowhere Brothers predil...
Nr° Letture : 402
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JEB BARRY AND THE PAWN SHOP SAINTS (Texas, etc...) ••••

Con Jeb Barry attraversiamo il sogno americano in due dischi The Sainted e The Saintless, le due facce di Texas, etc… equamente suddivisi con la band e solo in acustico, per una serie di ballate elettro acustiche ad illustrare insieme ai The Pawn Shop Saints, la differenza tra una vita di parcheggi, supermercati e villette a schiera da un lato, e quella di un’umanità, forse sghemba e imperfetta, ma certamente vitale e ‘sociale’ dall’altro.
Pare sopravvivere qualcosa di vero e autentico ad ascolta...
Nr° Letture : 242
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LIVING ROOM HEROES (Welcome to the Circus) ••••

Americana, radici sudiste e rock, uno schema a cui si fatica a sfuggire, il secondo disco della band olandese dei Living Room Heroes è una levigata tavolozza cromatica che va a succhiare luminosità da fonti/lampi di luce delle chitarre.
Brani avvolgenti, da Better Days agli intriganti squarci agresti che si aprono in Things I Won't Do alla deliziosa ballata di Restless Soul, le melodie hanno così il potere di toccare l’ascoltatore che arriva a percepire i suoni attraverso il corpo e le sue terminazioni n...
Nr° Letture : 264
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DERRICK DOVE & The PEACEKEEPERS ••••

Il disco d’esordio di Derrick Dove & the Peacekeepers predilige un progressivo dialogo col rock sudista, classico ma pronto a trasformarsi in un confronto serrato col soul/blues, ed è la superficie su cui si agitano i brani iniziali, dall’accattivante Ramblin’ Soul a So Strong, spalmate sulle strade dell’America e tra le precarie sorti umane diventano sempre più sdrucciolevoli tra le corde di chitarre elettriche che non impiegano poi tanto a farsi amare, come nella coda finale di Hurricane Of Love e in que...
Nr° Letture : 268
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DAVID MUNYON (Planetary Nights) •••½

La Germania per registrare un altro disco acustico, il songwriter David Munyon, voce, chitarra e una serie di ballate sulla vita, l’amore e il tempo che passa e le tracce che lascia dentro di noi.
Ormai i dischi del musicista americano, strano a dirsi, si contano a grappoli, e quasi sempre benedetti da esiti qualitativamente rilevanti, Planetary Nights non corrisponde certo a uno ‘score’ ambizioso, sin dal fiero incedere di On Through The Years che sul ritmo di marcia di pochi accordi, intonano il solenne tema...
Nr° Letture : 260
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MARY GAUTHIER (Rifles & Rosary Beads) ••••

Rifles & Rosary Beads potrebbe sembrare un disco politico, dopotutto racconta di conflitti bellici e delle terribili conseguenze che ne scaturiscono, ma l’ottavo disco di Mary Gauthier scritto dopo aver ascoltato i racconti di veterani di guerra e delle loro famiglie presso l’associazione non profit Songwriting With Soldiers (il fondatore è il songwriter texano Darden Smith), è dimostrazione della capacità di poter trasformare un argomento doloroso in un romanzo in note, e lei che di demoni e dolore ne ha vis...
Nr° Letture : 307
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TOM CHACON (Blood In The Usa) ••••

Era ora, dopo lunghi 5 anni Tom Chacon torna a parlare di lavoratori, immigrati che popolano zone poco visibili, con uno stile minimale per lo più acustico, una mezz’ora, breve ma utile a dipanare una matassa come gli USA, un insieme multilineare, composto di linee di natura diversa.
Le linee della pregevole ballata I Am an Immigrant non delimitano né circoscrivono Blood In The USA, ma seguono direzioni, tracciano verità in perenne disequilibrio, talvolta si avvicinano, talvolta si allontanano le une dalle al...
Nr° Letture : 291
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ROD PICOTT (Out Past The Wires) ••••

22 canzoni e un libro per Rod Picott, Out Past The Wires è un progetto ricco, tra ballate e rock ecco una collezione di 12 storie a raccontare persone, vita e lavoro, vittorie e sconfitte in un mondo allo sfascio dove è dura resistere.
Nel primo cd l’armonica fissa un senso sia nei tratti introspettivi di Be My Bonnie che nell’avvolgente ritmo che cresce tra Better Than I Did e Take Home Pay, un po’ come quando una porzione colorata viene enunciata in un quadro chiaroscurale, Rod Picott racconta ...
Nr° Letture : 300
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LAZER LLOYD (Freedom's Child) ••••

Chitarre acustiche ed elettriche si miscelano tra racconti autobiografici e spirituali per l’americano di origini israeliane Lazer Lloyd.
Al secondo disco gioca con il rock ma lo piega a sé solo a volte, e quando se ne lascia prendere i risultati sono notevoli come nell'allettante carica iniziale di Blessed Man.
Lazer Lloyd sa costruire un disseccato sistema di spettrali doppi col rock che si fronteggiano e si incrociano su ruvidi sfondi urbani in Talk, verso la periferia bucolica in Good Woman, alqua...
Nr° Letture : 277
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BUFFALO TOM (Quiet and Peace) •••½

Nel 25°esimo anniversario di Let Me Come Over arriva la sorpresa dal trio dei Buffalo Tom, dopo 6 anni di silenzio ecco il nono disco Quiet and Peace.
La band di Boston tra indie-rock e americana niente affatto nostalgico ma certamente di altri tempi, ha ancora qualcosa da dire, All Be Gone è lì pronta a sciogliere la matassa delle linee del passato, suono chitarristico secco e avvolgente, ma significa anche tracciare una carta, cartografare, misurare terre conosciute nel rock, Roman Cars, Ca...
Nr° Letture : 301
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A VALLEY SON (But the World Moves) ••••

Portami là, sì, è facile seguire la strumentale Take Me There a quella fatiscente dimora impressa nella cover e immersa in un paesaggio dove la quiete sembra la vera padrona di casa.
Il frontman Trey Powell e gran parte dei A Valley Son, sono cresciuti in isolate e rurali comunità della Virginia, un po’ diverse dalla New York dei loro ultimi tempi, ma nel loro disco di debutto c’è molto di quel passato e sebbene la nostalgia sia dietro l’angolo pronta a spuntare, But The World Moves la nasconde, o meglio, la ...
Nr° Letture : 370
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WHITE BUFFALO (Darkest Darks, Lightest Lights) •••½

La prima impressione di Darkest Darks, Lightest Lights è la densità di spazi, di situazioni, di parole, di luoghi melodici come labirinti fluidi e numerosi disseminati con cura da Jake Smith, aka The White Buffalo.
Il ritmo la fa da padrona, e lo fa tramite un doppio filtro, il rock che spinge Hide and Seek e soprattutto Avalon, e la sponda bluesy di Madam's Soft, Madam's Sweet e Nightstalker Blues, la storia di Richard Ramirez, psicotico assassino, figlio del Diavolo, non poteva c...
Nr° Letture : 378
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WOODLAND HUNTERS (Let's Fall Apart) •••

I Woodland Hunters sono Australiani, mischiano chitarre anni ’60, americana e rock, un Ep che gli ha dato lo slancio per il primo disco, ne è conseguito una nuova esperienza, Let’s Fall Apart che non tiene conto di schemi ridimensionati del rock, perché i tempi e spazi che ricercano (in una 50ina di minuti) mostrano qualità acerbe ma intriganti.
Let's Fall Apart scorre via via più glabro, audace e intraprendente dopo un primo ascolto (la Title Track, Day Glo e i 7 minuti di Someone Else's Dream)...
Nr° Letture : 338
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RAY WYLIE HUBBARD (Tell The Devil I'm Getting There As Fast As I Can) ••••

La posterità può permettersi una breve attesa, e non costa nulla giocare sui titoli chilometrici, l’armonica inizia a caricare un torbido delta blues mischiato alle radici folk/country texane, la chitarra del figlio Lucas graffia con fatalistico spiritualismo il gospel al Signore di God Looked Around, Ray Wylie Hubbard si presenta come una predica serrata.
E, come una predica che vuole colpire e costringere alla riflessione, allontana da sé ogni orpello retorico nel suggestivo trittico di ballate che aprono Tell...
Nr° Letture : 473
DISCO DEL MESE
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AMBER CROSS (Savage On The Downhill) ••••

Savage on the Downhill suona bene, come un vinile con i graffi al punto giusto su un giradischi la cui puntina è stata appena cambiata, ballate folk e forti radici country ne dispiegano il fascino parlando di natura e ‘dirty roads’ della rurale California, storie di amore e famiglia per la songwriter Amber Cross che si muove sul filo poco ragionato del ricordo, si spalma ancora di più quando lo sfondo è Texano, ad Austin dove il disco lo ha registrato con due amici e grandi musicisti come Gurf Morlix e Ray Bo...
Nr° Letture : 473
DISCO DEL MESE
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GOLD STAR (Big Blue ) ••••

Come in una pellicola in bianco e nero, un quadro vivente a colori, così da essere isolato e facilmente riconoscibile.
Il disco di Marlon Rabenreither, viennese, in arte Gold Star, è di una bellezza disarmante, per il modo in cui richiama la tradizione musicale americana, Come With Me è il concentrato di Big Blue: chitarra, hammond e armonica per rilasciare una ballata vagabonda e vagheggiante, ubriaca al primo ascolto, profonda, disperata come chi cerca di salvarsi dal nichilismo quotidiano e Blue Moon ...
Nr° Letture : 433
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CLAY PARKER (Queen City Blues) •••½

Queen City Blues è un disco intimo e notturno, liriche sincere, una voce calda e avvolgente, colpisce per l'originalità e la magnificienza delle sue immagini poetiche non lasciano dubbi mentre canta On the Highway e Hwy 61, e si trasforma presto in un tarlo, nessuno meglio di lui sa cogliere l'indecisione dell'occhio umano, che come un'ape, su un campo sterminato di fiori, non sa su cosa posarsi.
Un folk/country singer della Louisiana, canzoni e ballate rurali country&blues, al terzo disco Clay Parker n...
Nr° Letture : 360
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BORIS McCUTCHEON (I’m Here. Let Me In) •••½

Progetto particolare per Boris McCutcheon, a metà tra un sogno e allucinazione da spazi sconfinati nel raggio di una bellissima tristezza di fondo, ecco una serie di ballate e di emozioni cristalline disegnate intorno alle chitarre elettriche, notturne e ipnotiche tra l’iniziale I blew it e A week before the 4th of July, caratterizzate da spazi di algida e geometrica eleganza, I’m Here. Let Me In restituisce tutta la partecipazione fisica, corporea, di Boris McCutcheon.
It's Her turn now e Poo...
Nr° Letture : 375
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SLAID CLEAVES (Ghost On The Car Radio) •••½

La Working Class e le speranze del popolo Americano restano la base dei dischi di Slaid Cleaves, politica, economia, cuori spezzati e anime frustate alla ricerca di qualcosa, lo stile tra americana e ritmiche agresti cantautorali texane restano il punto fermo anche di Ghost on the Car Radio, c’è ancora da dire e Slaid Cleaves resta concentrato e la sua musica non delude (mai).
Already Gone e Drunken Barber's Hand non 'parlano' al vento, i cambi di ritmo fungono da specchio al racconto che inghiotte co...
Nr° Letture : 377
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ROGER CLYNE AND THE PEACEMAKERS (Native Heart) •••½

Roger Clyne And The Peacemakers (ex the Refreshments) ovvero i ‘Banditos’ dall’Arizona capaci di costeggiare il rock del sud americano e le contaminazioni del Messico, tra americana e un velato pop, ma funziona se sono a galla dal 1999.
Bisogna tagliar corto perché Native Heart sa farsi valere, poi nell’impeto genuino del frontman Roger Clyne non ci sono dubbi (ascoltare Every Kind of Lucky e la melodia di Arizona Night).
La carica di Barons to Break e Shadyside non lasciano troppo spazio...
Nr° Letture : 326
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MOOT DAVIS (Hierarchy of Crows) •••½

Tosto Moot Davis dal New Jersey, al quinto disco, tra le fiamme della chitarra (c’è anche Stormy Rhodes -collaborazioni con i ZZTop) il presente ormai è diventato un luogo incerto entro cui ciascuno si muove a tastoni seguendo una propria logica inquieta, e l’avvio di Here Comes the Destroyer elabora tale sofferenza e attraverso le più diverse fasi melodiche, Hierarchy of Crows flirta con il rock ma i tempi melodici sforano nel roots&country / americana (buona la densità melodica di Quite as Well as Yo...
Nr° Letture : 341
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LUKAS NELSON & PROMISE OF THE REAL (Lukas Nelson & Promise Of The Real) •••½

Continuano a esplorare, il ‘soul’ entra in Lukas Nelson & Promise of the Real, resta il rock, meno incisivo del connubio con Neil Young, ma pronto a ribaltare Set Me Down On A Cloud e Forget About Georgia (canzoni incise nell’album precedente, Something Real del 2016) per l’aggiunta di lunghi splendidi assoli chitarristici, 15 minuti nel quale l’eccesso di stile si trasforma in qualcosa che mancava.
Certo la scelta delle coriste Jess Wolfe e Holly Lessig (dei Lucius, indie-pop band) e soprattutto di La...
Nr° Letture : 321
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WILLIAM THE CONQUEROR (Proud Disturber Of The Peace) •••½

Un terzetto al debutto dalle influenze indie rock & americana costantemente sul punto di sbriciolarsi, di mostrare i propri bordi, i William The Conqueror spandono su Proud Disturber of The Peace una patina di malessere a Stelle e Strisce con una serie di ballate elettriche affrontate con nostalgica misura e partecipazione, in cui si affastellano ricordi e squarci di vita.
Scorrono tra In My Dreams, Pedestals e Tend to the Thorns dove costruiscono mondi controllabili per perderne il controllo ...
Nr° Letture : 396
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WILL HOGE (Anchors) •••½

Will Hoge cambia pelle (era ora..), lasciata la band e via a macinare strada ed esibizioni in solitaria con chitarra e tastiera tanto che gli è tornata la voglia di scrivere e mettersi un po’ di traverso al rock n’ roll, riunire amici musicisti e incidere Anchors.
Il disco numero 10 lo trova a parlare di relazioni e amore, nel bene e nel male, ma la vera leggerezza di Anchors sta in una certa indefinibile sospensione poetica che solca in avvio The Reckoning, in un labirinto da rocker urbano per un disco di muta...
Nr° Letture : 379
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JASON ISBELL AND THE 400 UNIT (The Nashville Sound) ••••

Jason Isbell, songwriter sopraffino, riesce a mettere sulla tela di The Nashville Sound il peso delle emozioni umane girandoci intorno con poetiche ballate e allo stesso tempo, con brutale onestà, ad enfatizzarle col rock e le chitarre.
The Nashville Sound ha il sentore degli ultimi accadimenti in terra d’America, culturali e politici, le critiche espresse alla presidenza Trump fin troppo chiare sui social media, ma The Nashville Sound ci porta in altri mondi e in altri modi di fare musica dove dimentichiamo il ‘vec...
Nr° Letture : 566
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JOHN MORELAND (Big Bad Luv) ••••

Big Bad Luv, il quarto disco del musicista dell’Oklahoma, non tiene a bada il lato introspettivo, oscuro, dove domina il buio di John Moreland e aggiunge escursioni nelle viscere del rock, come nell’iniziale Sallisaw Blue.
L’armonica, le chitarre elettriche, una band eh sì, centralità e snodo centrale, è questo il tratto saliente di Big Bad Luv, perché per il resto i testi sono sempre ficcanti e densi di riflessi di vita, si muovono in un perimetro stabilito ma, per una insopprimibile esigenza, non possono ...
Nr° Letture : 493
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JEFFREY HALFORD And THE HEALERS (Lo-Fi Dreams) ••••

L’ottavo disco di Jeffrey Halford da San Francisco, ma è nato in Texas, parla di storie tutte Americane, nel bene e nel male, sanno essere sagaci o romantiche, piccanti o struggenti a seconda delle occasioni, nella malinconia dell’alt. country con la steel guitar affidata a Tom Heyman in Two Jacksons e il rock ‘n’ roll anni ’60 e quel pizzico di dirty blues dal Mississippi che Jeffrey Halford usa per parlare del Re, Elvis Presley, nella torbida Elvis Shot The Television, storia vera, un cronista Robert Goulet ...
Nr° Letture : 425
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DARDEN SMITH (Everything) •••½

All’Hotel Ella, non sembra un albergo ma un luogo cinematografico, in una serie di appuntamenti pomeridiani, lo scorso Marzo nel consueto orario per l’aperitivo in Texas, ho ascoltato l’anteprima del nuovo disco di Darden Smith.
Difficile scrivere qualcosa di nuovo, che sia rimasto sottotraccia o trascurato, ma Everything se ha un occhio al passato è solo per rimettere assieme i pezzi finiti fuori posto, Darden Smith non cerca di ricomporre un puzzle esistenziale, obbedisce più alle regole della vita, ma sul risultato...
Nr° Letture : 542
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STEEL WOODS (Straw in the Wind) ••••

L’aria sudista miscelata con gli aromi del country, interessante esordio degli Steel Woods, arrivano da Nashville ma vanno verso il cuore dell’American Music, la bella voce di Wes Bayliss insieme alla steel guitar se ne carica sulle spalle tutta l’aria bucolica, polverosa e sporca nell’avvio di Axe, e Straw In The Wind si nutre di questo rapporto pieno e costante con gli elementi della natura ma con la fragranza del rock, restituendo un disco con diverse sfumature.
La ricerca della melodia non guasta nella sol...
Nr° Letture : 558
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WHISKEY CHARMERS (The Valley) ••••

Da Detroit al selvaggio West, l’avvio con Desert fa chiarezza sullo stile dell’intero disco The Valley, la voce di Carrie Shepard e la chitarra elettrica di Lawrence Daversa fanno musica ‘con la squadra e con il compasso’ perché in The Valley non ci sono sbavature o movimenti fuori luogo se non quelli di un’ipnotica chitarra che solca piacevolmente The Valley (la raggiante Title track) con stacchi rock misurati, e nelle ballate sempre coadiuvate dal pregevole lavoro di Lawrence Daversa dove le emozioni risalt...
Nr° Letture : 445
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SON VOLT (Notes of Blue) ••••

Jay Farrar e le tradizioni del blues.
Come di consueto il lavoro di scrittura è solido, rifinito come un arazzo ben tessuto, e le Notes of Blue non escono da un unico spazio.
La chitarra acustica i Son Volt non la abbandonano del tutto ma stavolta si accende l’amplificatore, Notes of Blue è un prototipo di quell'indeflettibile ottimismo dal retrogusto di pungente amarezza, perché destinato a scontrarsi con la dura realtà, raddoppiandone l’immagine nei due brani iniziali: un passaggio dall’ultimo disco Honky Tonk<...
Nr° Letture : 610
DISCO DEL MESE
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BAND OF HEATHENS (Duende) ••••

Senza sforzarsi di escogitare qualcosa di nuovo pur sapendo di non poter deviare dal terreno di cui si è preso cura per lungo tempo, la Band of Heathens torna ad osservare il territorio che si estende tra Texas e Louisiana, da dissodare in Duende non a cominciare dai suoi confini, ma in profondità.
Melodie sudiste, rock, country, rimandi anni ‘60 e ’70, Ed Jurdi e Gordy Quist, cantanti e chitarristi, ce la mettono tutta, tra All I'm Asking e Sugar Queen restituiscono la profondità di melodie ricercate...
Nr° Letture : 569
DISCO DEL MESE
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GURF MORLIX (The Soul & The Heal) ••••

Gurf Morlix sembra approcciarsi in modo diverso al nono disco, la cover aiuta ad addolcire un suono Americana dalle tinte sempre scure, ma nell’oscurità si intravede una luce in cerca di sfondi battuti dal sole e popolati con il lato buono degli esseri umani.
Nel suo studio con solo Ray Bonneville all’armonica e il batterista Rick Richards, il one-man-band (come altro definirlo se suona chitarra, basso e tastiere) affonda subito con il suo marchio di fabbrica nella intensa Deeper Down, ballate come Love Rem...
Nr° Letture : 496
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WILDER COMPANY (The Wilder Company) ••••

Come rendere il suono americana/rock accessibile a chi se lo è perso, mai incrociato, The Wilder Company è la condizione ideale per entrare in sintonia con un progetto che, per sua stessa natura, sta dentro e fuori il territorio Americano, inizia prima e non finisce dopo l’ascolto, un pregio per questa band spagnola, di Girona.
Lucidi da rifuggere la logica del prodotto chiuso, strumentazione elettro-acustica, i due mondi di Goin' Downtown e Cigarettes in the Morning Sun come tra la radiosa e poi mesta armoni...
Nr° Letture : 446
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BAP KENNEDY (Reckless Heart) ••••

Il cancro non lo ha fermato, Bap Kennedy con l’aiuto di alcuni buoni amici è riuscito a pubblicare il suo ultimo disco, Reckless Heart.
Un disco di americana dove ogni brano, ogni frammento di melodia cammina da solo, lancia spunti continui sin dai sapori di confine di Nothing Can Stand in the Way of Love, un gran songwriter per il modo con cui li approfondisce tra rock, folk e ballate e con Bap Kennedy ogni disco è (era) motivo di arricchimento.
Il pianoforte, dolci chitarre e Good as Gold gradualmen...
Nr° Letture : 466
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DRUGSTORE GYPSIES (The Drugstore Gypsies) •••½

In Texas le giovani college bands sono sempre pronte a sfruttare la più piccola occasione per rovesciare le chitarre nella polvere del rock, il discorso vale anche per questi ragazzi da Houston.
I The Drugstore Gypsies, al debutto spingono sull’acceleratore fin dalla Title track e anche se fanno da contrappunto momenti dal ritmo più disteso (fin troppo in Runnin' To, molto meglio in Keep You Rollin' On), la carica e l’impronta ‘Southern’ di Black Label Boogie marca The Drugstore Gypsies e indi...
Nr° Letture : 484
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AMERICAN AQUARIUM (Live at Terminal West) •••½

Atlanta, fine 2015, nel Thanksgiving weekend, una tradizione annuale per la band degli American Aquarium, si registra Live at Terminal West.
Una parentesi necessaria per un quartetto che lavora duro specialmente in Texas, e con il frontman B.J. Barham che si divide col progetto solista (e con ottimi risultati), ma la band resta il baricentro e si dimostra capace di dialogare trasversalmente con la nostalgia country e l’americana con vibranti escursioni elettriche che presentano in avvio con Jacksonville.
No...
Nr° Letture : 490
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MORGAN HANER (Transmitter Blues) •••½

Transmitter Blues è un intrigante viaggio nell’Americana, non vi lascia fuori e tantomeno per strada.
Morgan Haner è un cantautore del Michigan, pensa alla chitarra come un’entità funzionale, e conta parecchio nelle ballate dall’andatura regolare e quieta (My Old Star, All the Hidden Things e Fifty Thousand Watts) l’affonda come un bisturi tra le pieghe/le piaghe della storia di Transmitter Blues, un disco che si presenta sulla carta come un grosso gomitolo di 15 brani ma facile da sciogliere per...
Nr° Letture : 479
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SOUTHBOUND 45 (Gruntry) •••½

Spiritato Texas rock da Santa Fe, le linee direttrici dei Southbound 45 non sono poi così complicate ma resistono a un esame serio, perché l’insieme di Grunty seppur presenti delle costanti facili da identificare, e pura goduria chitarristica.
Matrice e percussioni ‘Southern’ ma la voce di Malissa Peek non fatica a trovare spazio tra irruenti vampate chitarristiche, partono in quarta con Nothing to It e Backwoods Barbie e via di questo passo tanto da chiedersi quella parentesi acustica di Love Yo...
Nr° Letture : 472
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BAD NEWS BAND (Drive Anywhere) •••

Lasciate girare nel lettore cd Bottle and Chain e Feels Right e apprezzerete le intriganti sfumature di texas rock che in Drive Anywhere sono enormemente dilatate, i punti considerati classicamente come importanti da questo giovane quartetto capitanato dal vocalist di origini texane Chuck Briseno, molto rapidamente traslano tra punte nel southern rock (acide in Grow e Tally Up) e uno stile radiofonico.
Niente di male, la Bad News Band ha comunque polso per non disperdere il tono, il ritmo, il...
Nr° Letture : 459
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