COLTER WALL (Songs of the Plains) ••••

Non ci sono banditi che scorrazzano per deserti e vallate, o bande di disertori e avventurieri che pensano solo a salvarsi la pelle, i territori percorsi dal 23enne songwriter canadese (un cantastorie che riprende diverse delle tematiche del brillante debutto omonimo, in modo più profondo e consapevole), sono luoghi per lo più isolati, utili a pensare, belli come sfondi per una cartolina, e da lì se ne va, come gli antieroi americani, quando la situazione è troppo ingarbugliata, ‘on the road’.
Ballate folk e Outlaw country, Songs...
Nr° Letture : 47
DISCO DEL MESE
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COLD TONE HARVEST (After You) •••½

Malinconia rurale autunnale e alt. country, salgono di colpo da Frozen Ground insieme a l’arancio caldo di un tramonto che avvolge la figura di questo quartetto del Michigan, pronto a contrastare il freddo blu dell’alba che illumina l’esordio di After You.
Voce e anima dei Cold Tone Harvest è Andrew Sigworth, si prende Out on the Water e After You con i suoi rimandi bucolici lasciati fluttuare tra la pedal steel, il banjo e il dobro, e vien da pensare che nonostante l’affollarsi degli anni, sono me...
Nr° Letture : 32
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WILL COURTNEY (Crazy Love) •••½

Too High Now suscita immediata empatia e avvince in una fiammante cavalcata country/rock, scenari di una vecchia America vagamente Western, dura e docile, tratteggiano l’altra passione di Will Courtney (texano, 5 anni e 2 dischi come cantante dei Brothers And Sisters) ovvero il documentario su storie e personaggi come Billy The Kid.
In Crazy Love le luci agresti non ingannano, esprimono verità, quella luce a fasce sprigionata dalla chitarra steel attraversano le fessure di Loaded e Crazy Love, ...
Nr° Letture : 31
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SHOOTER JENNINGS (Shooter) ••••

Shooter torna sulle tracce del movimento Outlaw country anni ’70, sembrava persosi per strade dai dubbi esperimenti (la summa nel visionario tributo a Giorgio Moroder..), invece Shooter Jennings insieme all’amico / produttore Dave Cobb e una folta schiera di musicisti (c’è anche Leroy Powell, insieme dal combo dei The .357s) incide un disco onesto, tra i migliori per come guarda nello specchietto retrovisore della sua discografia.
Spiazza nell’apripista Bound Ta Git Down, ma è quello che Shooter Jennings vole...
Nr° Letture : 170
DISCO DEL MESE
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JASON EADY (I Travel On) •••½

Il Mississippi dove è nato, è lontano, il Texas lo ha cambiato nel corso degli anni, dall’incontro con Kevin Welch nuove ispirazioni sono venute a galla alimentando il notevole When the Money's All Gone e a distanza di anni, è al settimo disco, I Travel On è un’altra convincente riflessione luminosa sullo stato del suo approccio all’alt.country.
Jason Eady porta la live band in studio con l’aggiunta del dobro di Rob Ickes, l’effetto lo mostra sulla scia di I Lost My Mind in Carolina e del punto d’arrivo a...
Nr° Letture : 140
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BRENT COBB (Providence Canyon) ••••

Dal fondo di una metropoli come Nashville qualcosa si è mosso in direzione dello sguardo di Brent Cobb, voglia di spazi aperti, la strada verso le piccole città di provincia per ritornarsene nella Georgia che tanto rigirava nell’ottimo esordio di Shine on Rainy Day.
Cantando della dualità della vita, la strada percorsa è quella di un musicista, sulle ‘highways’ solcate da tanti altri, certo, ma un brano come Providence Canyon, la ballata iniziale, mostra che il ragazzo appare ispirato parlando della sua infanzia, cresc...
Nr° Letture : 247
DISCO DEL MESE
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JOHN PRINE (The Tree of Forgiveness) ••••

Due volte malato di cancro ma il 71enne John Prine tiene duro, è uno di quelli che si perdono per strada: quelli che nel loro procedere si attardano a vagabondare un po’, collezionando il mondo intorno, come un cacciatore che si perde a contemplare la campagna, e così invece di ritirarsi dopo 13 anni di silenzio, incide The Tree of Forgiveness.
Il percorso di una lunga vita si riflette nelle canzoni, il peso degli anni che passano, ma resta un scrittura degna di chiamarsi tale, controllata, affinata, limata dalla chit...
Nr° Letture : 171
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SARAH SHOOK & THE DISARMERS (Years) ••••

Le donne di cui canta Sarah Shook non sembrano quelle ormai destinate a un matrimonio, figli, bella casa, un uomo che le ama in maniera incondizionata, ma di quelle che preferiscono seguire una pulsione vitale che al contempo le porti a fronteggiare la quieta disperazione alla quale il resto del mondo si consegna quotidianamente.
Al secondo disco, con le chitarre sempre affilate dei The Disarmers, Years si muove in territori terrosi in grado di stupire per come sembra fermarsi nel country, quello che incanta in...
Nr° Letture : 173
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RED SHAHAN (Culberson County) ••••

West Texas, paesaggi desertici e desolati, tra cui Culberson County, 2.000 anime e da lì Red Shahan, dopo l’ottimo esordio di Men & Coyotes, prende l’ispirazione: spazi aperti, aridi e solitari, un immaginario che porta alla desolazione di un Texas assolato alla Cormac McCarthy, popolato di montagne e dagli amati coyote, Culberson County è come un dipinto alla Texana, piccole vite di provincia, disperazione e poteri forti.
Texas country/rock nel sangue, Red Shahan lo ricordo nei Six Market Blvd., il songwrit...
Nr° Letture : 284
DISCO DEL MESE
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DALLAS MOORE (Mr Honky Tonk) ••••

Dallas Moore ammicca a Nashville, ma solo per registrare il nuovo disco Mr Honky Tonk che procede fiero verso il movimento ‘Outlaw’ e l’armonica che solca Home Is Where The Highway Is, lascia i primi segnali di salvezza per combattere la vacua e patinata normalità da spot pubblicitario che ci circonda.
La purezza espressa in Mr Honky Tonk e l’ultimo capitolo dell’albero dell’anima di un vero country man, un bell’arbusto inclinato da un lato che accetta l’isolamento sull’alto di un promontorio, senza piegarsi al...
Nr° Letture : 250
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SAM MORROW (Concrete and Mud) ••••

Da Houston, il 27enne Sam Morrow al terzo disco lascia fluire il country texano anni ‘70 e il rock dalle radici sudiste e nella schietta apertura di Heartbreak Man si manifesta questo rapporto di continua reversibilità tra interno ed esterno del country, così non vi è differenza che tenga e il suono entra direttamente dentro di noi e ci riposiziona in Concrete and Mud.
‘Outlaw country’ che traspare anche da Paid by the Mile e nell’affascinante ballata di San Fernando Sunshine sembra progredire co...
Nr° Letture : 272
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CHRIS STAPLETON (From A Room: Volume 2) ••••

Il successo continua per il countryman del Kentucky Chris Stapleton, miglior voce e album per il terzo anno di fila ai Country Music Association Awards e la bella storia continua perché il secondo volume di From A Room (la storica stanza all’RCA di Nashiville, lo Studio A) è un altro gioiellino da custodire e ascoltare a lungo.
La scena country resta selvaggia, legata al movimento Outlaw anni ’70, irregolare come le chitarre affilate per un’altra mezz’ora di cuori tumultuosi e racconti di vita agreste, danno subi...
Nr° Letture : 322
DISCO DEL MESE
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CURTIS/SUTTON & THE SCAVENGERS (Whiskey Rain) ••••

Con Whiskey Rain si percorrono le solitarie strade rurali americane e lì si colloca la magnetica leggerezza dell’iniziale Bacon & Beans, il duo dell’Idaho, Charlie Sutton e Ryan Curtis, era balzato alla cronaca con l’Ep omonimo del 2016 (quella scavenger cattura ancora..) un bel mix di americana e alt.country, strumentazione elettro-acustica (banjo, violino), ad una chitarra elettrica languida e distorta che quando accompagna Want it to Work e California Man fa risaltare il lavoro di Curtis/Sutton & T...
Nr° Letture : 406
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PRINZ GRIZZLEY (Come On In) •••½

Prinz Grizzley è austriaco, si chiama Chris Comper è predilige l’Outlaw country music quella che ama miscelarsi al rock, al folk/blues, è uno spirito libero, canta delle sue esperienze di vita, l’armonica e la chitarra steel solcano la languida ballata di Wide Open Country, una meditazione malinconica condotta come un libero flusso di pensieri e fantasie che si riaffacceranno nella toccante chiusura di Tell Me Why.
L’impatto su Come On In regala sorprese quando lo spirito agreste entra in circolo nella d...
Nr° Letture : 279
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TURNPIKE TROUBADOURS (A Long Way from Your Heart) ••••

La sensibilità nel raccontare storie di provincia resta saldo tra la mani e nella voce di Evan Felker come la fragranza delle melodie tra folk/country/rock e A Long Way From Your Heart è un altro solido puntello nella discografia del quintetto dell’Oklahoma.
I Turnpike Troubadours non potevano che aprire il nuovo disco raccontando di Lorrie, la loro musa, è ormai cresciuta, sposata e con figli e tra The Housefire e la bella carica elettrica di Something To Hold On To, se ne ha un idea di come sia cap...
Nr° Letture : 418
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HELLBOUND GLORY (Pinball) ••••

Ci voleva Shooter Jennings per riportare a galla gli HellBound Glory.
Produce l’outlaw country band del vocalist e songwriter Leroy Virgil tra honky tonk e schitarrate dal vero sapore agreste, mostra traiettorie di Pinball alquanto accattivanti, tra storie alcoliche, donne con gli attributi e scenari tipici da film avventurosi, piazza nel bell’avvio di Merica (The Good Ole U.S.A.) la quintessenza degli HellBound Glory fatta di divertenti e irreverenti scenari, e partono proprio dalla stessa cover di Pin...
Nr° Letture : 380
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JEREMY PINNELL (Ties of Blood and Affection) •••½

Secondo disco prezioso per il songwriter del Kentucky con un’idea del country forte e originale che non si preoccupa di catturare ascoltatori per caso.
Egli persegue la sua strada con tenacia lungo la tradizione Americana di provincia, Outlaw country e corposi honky tonks a confezionare un Tutorial per chi cerca qualcosa in più del country radiofonico.
Ties of Blood and Affection mostra interessanti passi avanti, Jeremy Pinnell tra pedal steel e telecaster graffia anche quando racconta le storie di gente che lavo...
Nr° Letture : 383
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STEVE EARLE & The DUKES (So You Wannabe an Outlaw) ••••

Ad Austin, Texas, con una Fender Telecaster, Steve Earle insieme ai The Dukes ripercorre il lato sbagliato della società, dove i Motels sono tutti molto ‘cheap’, per non dire una topaia, ma per molti sono come una chiesa, come è sempre stato da Waylon Jennings a Willie Nelson che partecipa all’enunciazione di So You Wannabe an Outlaw.
Disco probabilmente tra i momenti più alti di tutto il percorso country di Steve Earle: per la durata (50 minuti su 16 brani), per la qualità e per l’impatto fortemente emotivo, i...
Nr° Letture : 397
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ALEX WILLIAMS (Better Than Myself) ••••

Nato nell’Indiana con un Nonno che amava rimpinzarlo di canzoni di Willie Nelson e Waylon Jennings, il debutto di Better Than Myself parla chiaro, un disco limpido, diretto e ricco di evidenze nell’Outlaw Country Rock nel quale ciò che viene descritto non è altro che ciò che si vede in giro per l’America.
Alex Williams parte in folle, l’intrigante ballata di Better Than Myself evidenzia che è a suo agio con tutto ciò che eccede il dato sensibile di un tradizionale countryman, l’armonica lascia spazio alla s...
Nr° Letture : 371
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CHRIS STAPLETON (From A Room: Volume 1) ••••

A due anni dal successo di Traveller, Chris Stapleton pubblica From A Room: Volume 1 (il secondo dovrebbe arrivare a fine 2017) e il risultato è un disco fresco e vitale, miracolosamente in bilico tra l’ineffabile spontaneità del reale e l’avvincente concatenazione della narrazione immaginaria di un country singer anni ’70.
Esplora i diversi livelli dell’amore, per lo più andati a male, e del country con la splendida Broken Halos e la ballata scritta da Gary P. Nunn (ma portata al successo da Willie Nelson, ovver...
Nr° Letture : 676
DISCO DEL MESE
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COLTER WALL (Colter Wall) ••••

Un venerdì di fine Marzo, nello stracolmo Emo’s di Austin, tutti in attesa dello show di Margo Price (che non deluderà le attese), compare un ventenne, Colter Wall, songwriter canadese con incroci intriganti: una voce cavernosa alla Tony Joe White, spirito bucolico alla Johnny Cash e melodie alla Waylon Jennings.
Altro che una variante su un tema fondato su fantasmi country, vien fuori una spiccata sensibilità d’autore a sentire le prime ballate che aprono Colter Wall (un nascosto e ardente honky tonk come Thirteen ...
Nr° Letture : 712
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JASON EADY ••••

Jason Eady cambia i percorsi bucolici del recente passato ma rimane aperto in modo molto stimolante sul texas country, ballate che giocano su piani differenti tra la steel guitar di Lloyd Maines, la moglie Courtney Patton ai cori e il violino/mandolino/banjo di Tammy Rogers.
Ne esce un disco che riesce a identificare e a disseppellire a poco a poco melodie avvolgenti e un songwriting come sempre, bello solido, Jason Eady gli da un nome, una storia, un senso, una causa, tra le introspettive Barabbas, Where I'...
Nr° Letture : 517
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JAMES CAROTHERS (Relapse) ••••

Voce baritonale, James Carothers incarna appieno il movimento ‘Outlaw Country’, quello legato alla Vecchia scuola, quello che nelle stazioni radio non amano, ovvero un country corposo, selvaggio alla Waylon Jennings e Merle Haggard, quello abbracciato da Relapse, la Title track, che tra sfondi bucolici, fumosi e alcolici, piazza le steel guitars nella giusta prospettiva e sull’imperscrutabilità della vita reale, parte un’avvolgente spirale che una volta innescata non si può più arrestare.
Nel rurale Tenness...
Nr° Letture : 623
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SARAH SHOOK & The DISARMERS (Sidelong) •••½

Sidelong è pieno di porte su cowboy, storie di frontiera, pistoleri, e si aprono e si chiudono, in continuazione.
Queste porte raccordano i brani uno con l’altro, sono al centro del classico ‘outlaw country’ che Sarah Shook & The Disarmers dal Nord della Carolina aprono sul selvaggio Far West, gira Keep the Home Fires Burnin' e ci strascina velocemente in un passato dove la vera lotta per la vita è quella tra poveri che, sbattuti nell’arena della sopravvivenza quotidiana, devono difendersi dai loro simili, arm...
Nr° Letture : 460
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JARROD BIRMINGHAM (All About Me) •••½

Country tradizionale ma visto dal South Texas, da un vero cowboy che attorno alla professione da ‘bullrider’ avvita le vicende di All About Me, disco genuino dove si raccontano gli ultimi anni del country-singer Jarrod Birmingham.
All About Me racconta il paesaggio fatto di strade sterrate, polvere e un furgoncino che le percorre, ma senza passare dal via e senza conoscere la destinazione.
Una strada texana percorsa a suon di country, la ruspante Title-track alla languida pedal steel guitar di Once Up...
Nr° Letture : 467
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K PHILLIPS (Dirty Wonder) •••

K Phillips è nato nel West Texas, e la sua musica si muove, di fatto, in quel paesaggio, in uno spazio country/rock simbolico assurto a cliché di un preciso immaginario, rendendolo possibile già nelle caratteristiche preliminari di Had Enough, ci ha creduto Gordy Quist (Band of Heathens) che il disco l’ha prodotto e Adam Duritz (Counting Crows) che lo ha accolto nella sua casa per registrare insieme a lui il brano Hadrian, ed è un buon motivo per iniziarlo ad ascoltare.
Dirty Wonder marc...
Nr° Letture : 575
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CHRIS SHIFLETT (West Coast Town) •••½

Lo Stetson dona spessore alla figura di Chris Shiflett, chitarrista dei Foo Fighters al terzo progetto solista, West Coast Town è uno di quei dischi che amano sconfinare, base elettrica di un country rock n roll vivace ma permettendosi ballate nel rispetto delle tradizioni agresti, anche perché nell’anima country di West Coast Town di vita felice, ce n’è pochina.
In Sticks & Stones si annida in filigrana l’istanza di un rocker, ma è la pedal steel guitar a segnare il percorso campestre di West Coast Town che...
Nr° Letture : 439
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BRENT COBB (Shine On Rainy Day) ••••

Brent Cobb è della Georgia, ne parla parecchio in Shine On Rainy Day con un pizzico di humor ma non si sorride affatto, sembrano conversazioni dal portico di casa tratte da un libro che illustra diversi aspetti dell’America di oggi, dalla povertà, a vecchi sognatori, ma i libri, pur necessari... non parlano da soli, lo diceva Kilibanski, allora ci pensa Brent Cobb.
Americana & folk e intriganti rimandi country, il candore della voce di Brent Cobb entra nella rispettabile società, mai così perfetta, davanti a un bicchie...
Nr° Letture : 678
DISCO DEL MESE
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MATTHEW LANE (Ranch Road 479) ••••

Nato in Oklahoma, dal padre meccanico con il country nel cuore, Matthew Lane lo ricordava in quel di Nashville mentre scriveva canzoni per vivere.
Vita dura, quindi, ma è servita per formare una band col fratello e vecchi amici, i The Dirt Drifters, honky-tonk e country classico, ma tutto è cambiato in Texas, la famiglia, una fattoria, e in un istante la musica è tornata a riempiere un mondo che sembrava non avere più spazio da riservarle.
Le steel guitars e l’armonica si appropriano di Ranch Road 479: le abita...
Nr° Letture : 468
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JACK GRELLE (Got Dressed Up To Be Let Down) ••••

Jack Grelle vivifica attorno alla fissità del country tradizionale, ma dandole spessore e parola attraverso un passaggio dimensionale tra honky tonk, riflessi bucolici vecchio stampo anni ’70 e passaggi folk-rock pronti a donare ai tempi agresti di Got Dressed Up to Be Let Down immagini profonde a sentire Heart's for Mine.
Il songwriter di St. Louis non ci prende di sorpresa nella tenerezza del ricordo della nonna, il calore, la grazia in Birthday Cards spalmato nella ballata struggente di Set on M...
Nr° Letture : 477
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DEAD SOUTH (Illusion & Doubt) •••½

L’etichetta ‘Bluegrass band’ ai canadesi dei The Dead South è sempre più calzante perchè gli elementi rock questa volta scompaiono quasi del tutto, al folk toccano le dissolvenze, e mai insistite, ma sono come un fermo immagine improvvisi che interrompono il respiro affannato del banjo, anche solo per un paio di minuti, i ralenti fanno bene a Illusion & Doubt e i Death South sono così ispirati da regalarci una piacevole parentesi agreste.
Nate Hilts (vocalist e chitarrista) compone piccoli specchi bluegrass che ne form...
Nr° Letture : 578
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DWIGHT YOAKAM (Swimmin' Pools, Movie Stars...) •••½

Un disco bluegrass nessuno se lo aspettava da Dwight Yoakam, nel trentesimo anniversario di Guitars, Cadillacs, Etc. Etc, rivisita un ricchissimo catalogo e Swimmin' Pools, Movie Stars dimostra di essere scrigno vitale e influente di nuove visioni sul country a favore di orecchi più o meno attenti.
Con una ‘signora’ band (il chitarrista Bryan Sutton, violino a Stuart Duncan, banjo a Scott Vestal, il mandolino ad Adam Steffey e il bassista Barry Bales) si parte a ripercorrere a ritroso l’esistenza di Dwight Yo...
Nr° Letture : 513
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JACK INGRAM (Midnight Motel) •••½

Jack Ingram è uscito dalle sabbie mobili in cui era sprofondato con album dozzinali, il lungo silenzio è servito, Midnight Motel non è un disco perfetto, fa un po’ fatica qua e là, ma anche se rallenta troppo, quando indugia nella malinconia introspettiva di ricordi di infanzia riesce poi però a trovare momenti in cui si fa assoluto lo stile cantautorale texano, e basta. Fugando ogni eventuale perplessità.
Parla dell’amore l’iniziale Old Motel, con un vecchio hotel che lo rappresenta, Jack Ingram preferisce un...
Nr° Letture : 459
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DALLAS MOORE (Live At The Bullitt County Jail) •••½

Dallas Moore in una prigione, l’ultimo cantante a varcarla è stato Johnny Cash nel 1967-68 per registrare Live At Folsom Prison e c’è una sottile congiunzione a quel disco tramite Bill Halverson: assistente di studio allora, e produttore adesso.
L’atmosfera è acustica alla Bullitt County Jail in Shepherdsville, nel Kentucky, alle due chitarre (l’altra è di Chuck Morpurgo AKA Lucky Chucky) corrisponde uno specifico atto di fruizione che le 'attiva', le mette in funzione d'uso nei 45 minuti di Live At The Bul...
Nr° Letture : 439
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PHINEUS REB & CODY KOUBA (Stages: Phineus Rebs Awakening) •••½

Sono texani, non lasciatevi forviare dal nome, la band dei Phineus Reb è di Houston e il suono è vario e corposo, banjo, violini, armonica fino allo stridere delle chitarre per un mix intrigante, sono insieme dal 2014 ma il vocalist, strumentista e songwriter Cody Kouba è un honky tonker conosciuto in Texas dal 2000.
I vortici elettro-acustici di Wayward Soul e quelli che si mischiano al banjo che apre Let It Be e I Want You to Stay, sono pronti a restituire quell'aura sombre texana di provincia, os...
Nr° Letture : 471
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JESSE DAYTON (The Revealer) •••½

Resta viva l’influenza della country-punkers band dei Supersuckers anche al sesto disco solista di Jesse Dayton, The Revealer è punteggiato dalle sfumature della telecaster, con apparizioni che ricorrono come note messe a margine e decise, prima o poi, a saltare al centro della scena e a fare da linee guida fin da una soave Daddy Was a Badass.
Lo humor per il texano è sempre in prima fila in un disco eclettico e ben riuscito, si passa da spiritati rockabilly (Holy Ghost Rock n' Roller) e accesi rock ‘n ...
Nr° Letture : 476
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BRYTON STOLL (Finger On The Trigger) •••

Il ventenne Bryton Stoll, studente del Kansas, ama il country come il fratello Nic che suona la batteria, al disco d’esordio Finger on the Trigger percorre una vecchia strada fatta di country e rock, quindi un po' sconnessa, per niente comoda, ed è un bene soprattutto perchè il ragazzino non riempie i testi solo di whiskey e storie di camionisti.
Finger On The Trigger ha sia fosche parentesi tra banjo e le chitarre, che la sommessa cadenza del violino, ma si tratta di una musica pulsante, rombante sottotraccia, oscura...
Nr° Letture : 461
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CODY JINKS (I'm Not The Devil) ••••

Non è il gold west(ern) delle origini, terra di mandriani, banditi, bari, ma anche di ragazze civettuole, con questa serie di ballate nel cuore del country-rock texano è come passare attraverso una terra arida, priva di luce, ma conducono tra redenzione e amore in una terra di mezzo, un orizzonte a cui un ‘fuorilegge’ come Cody Jinks non cessa mai di tendere, è il filtro, il principio organizzatore che dà forma a I'm Not the Devil, un disco ( e una memoria ) di tutti, e insieme intimamente personale.
Il Texas singer-s...
Nr° Letture : 688
DISCO DEL MESE
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JIMMY STEWART (Poor Rambler) ••••

Un caro amico del country man Chris Stapleton, hanno scritto insieme Might As Well Get Stoned sull’acclamato (splendido!) esordio Traveller, che spiega: “He always wore a cowboy hat. I was like, ‘Man, I just can't wear cowboy hats.’ He said, ‘That's just because you haven't found the right hat’”, e infatti sulla copertina di Poor Rambler, con lo Stetson in bella vista, Jimmy Stewart ci fa capire che lui è un altro cowboy di cui potersi fidare.
Rispolvera il successo di un Ep dello scorso anno e ...
Nr° Letture : 518
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PONY BRADSHAW (Bad Teeth) ••••

I Pony Bradshaw e l'arte di piegare, intrecciare, legare tessere di un virile honky tonk.
La band della Georgia lo ‘pettina’ con le chitarre, il giunco che cresce nelle paludi del Mississippi sopravvissute alle bonifiche del tempo, come tra le nebbie di una foresta oscura, sciorinano gli echi sontuosi della malinconia che entra da 10 By 10.
Costante e vincente risulta l'alternanza tra l’aria bucolica che si respira in My Old Lady e No Chains con le spregiudicate soluzioni di White Snake Moan, chit...
Nr° Letture : 515
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BJ BARHAM (Rockingham) ••••

Da 10 anni scrive canzoni per la band degli American Aquarium, “… but on a recent trip to Europe (era a Parigi la notte del 13 Novembre 2015, durante gli attentati terroristici di matrice islamica fondamentalista, n.d.C.), I wrote a batch of songs that didn’t feel like full band songs. They felt extremely intimate. A batch of songs about home. My childhood home of Reidsville”.
Rockingham è il pregevole debutto solista del vocalist BJ Barham, 8 ballate elettro-acustiche e la sensazione di un grande dé...
Nr° Letture : 494
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OL' HICKORY (Scarecrow) ••••

"Songs about workin' and drinkin' and workin' on drinkin'. More fun than a South Broadway Saturday night...or whatever", parla Scooter James voce e chitarra dei Pinhead Circus, Love Me Destroyer, Tin Horn Prayer e adesso anche degli Ol' Hickory, energica band di Denver che fa il verso a Brent Best (Slobberbone), e in Scarecrow cambia a ogni nuovo passaggio, e cambia in conseguenza di quel florido passato e solo per questo guadagna pertanto in piena godibilità e smagata simpatia.
Garage Rock con infiltrazioni buco...
Nr° Letture : 454
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OLD HEAVY HANDS (Old Heavy Hands) ••••

Al centro di Greensboro, North Carolina, c’è un negozio di tatuaggi Legacy Irons Tattoo, il centro vitale di un trio di musicisti, Larry Wayne, David Self e Nate Hall, che precisa: “It’s our life. You sit around tattoo shops listening to music constantly all day long.”
Sono gli Old Heavy Hands, nel loro disco di debutto suonano dobro e pedal steel e le mischiano a un genuino songwriting che ha la forza e la capacità di addensare lo spazio del country al tempo dell’americana: ballate decise ma che non hanno fretta, gli O...
Nr° Letture : 534
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BOO RAY (Sea of Lights) •••½

Destinazione Los Angeles, una band di special guests (come Steve Ferrone batterista per Tom Petty) e un paio di giorni per incidere un disco per honky tonker e camionisti, come piace definirlo a Boo Ray.
Sea Of Lights ha un taglio ‘fuorilegge’ e corre spedito, si diverte il singer/songwriter del North Carolina a giocare con la continuità temporale di un chitarrista che ha girovagato parecchio tra Nashville e il Texas, il movimento della telecaster fluido nella spumeggiante Redneck Rock & Roll che sfrutta lo spaz...
Nr° Letture : 468
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TRAVIS HARRIS And The WEST COAST TURNAROUNDS (The Truth And Other Lies) ••••

Verace country dal Kentucky, un solido background nel bluegrass nella vita di Travis Harris, un rapporto di rispettosa distanza tra chitarra e banjo che aprono al secondo disco The Truth And Other Lies ulteriori prospettive all’interessante esordio di Honky Tonks & High Water.
La vita quotidiana brucia il country dell’iniziale Moonshiners Last Ride, Travis Harris And The West Coast Turnarounds la usano come una lente, un raggio di luce, una superficie che la riceve e la traduce in aree chiare e scure, c...
Nr° Letture : 593
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DOGHOUSE FLOWERS (Cold Comfort) •••½

Il vocalist/songwriter Justin Reuther se ne va a spasso per l’area di Milwaukee in cerca di una nuova spazialità melodica che solo il country sa plasmare, una visuale tra l’honky-tonk anni ’60 che puntualmente rivela un rovescio intrigrante negli scarti del rock.
Cold Comfort conferma le belle notizie dell’esordio Chasing the Sun, stavolta si tratta di elementi ben presenti nell’alt. Country e caratterizzanti la volontà dei Doghouse Flowers di una maggiore apertura allo sfondo bucolico delle steel guitars, prese...
Nr° Letture : 534
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HANDSOME AND THE HUMBLES (Have Mercy) •••½

La genuina aria agreste del banjo e le radici del Tennessee rock aprono Hard Times, in un orizzonte che non si comprende, che appare caotico, difficile, e che lo sguardo del songwriter Josh Smith deve rischiarare: “The darker stuff, I've always related pretty well,” aggiunge. “Music, movies - the ones I like are always sadder or darker.
Un tema ridondante per la band di Knoxville degli Handsome and the Humbles, ma interessante in Have Mercy, a cogliere il clima di estremo vuoto nel quale tutte ...
Nr° Letture : 593
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DALLAS MOORE (Dark Horse Rider) ••••

Dallas Moore è un ‘American Outlaw’, è un personaggio mitopoietico: nei suoi dischi (ben 9, è da 20 anni sulla breccia) convergono l'irrudicibilità dell'eroe solitario ed errante del western, l'anelito libertario e anticonformista del road-movie degli anni Sessanta-Settanta alla Waylon Jennings & David Allan Coe, il mito nostalgico e struggente dell'artista consumato dalla musica e dalla vita e il fatalismo della 'seconda occasione' che si insegue per trovare una possibile redenzione.
Dark Horse Rider è dedicato all’a...
Nr° Letture : 737
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MIDNIGHT COUNTY (Southbound) ••••

Intrigrante relazione fra i corpi della pedal steel guitar e del banjo nello spazio del country/rock per la band di Dallas dei Midnight County, un incessante e continuo processo in cui si accumula e poi si leva, si smussa, si 'distilla' ogni minimo particolare e viene curato e precisato dal frontman e chitarrista Justin Russell.
Southbound prova a dire quel che basta a mettere l'acquolina in bocca con Round' Here e By My Side, deliziosi germogli dei Midnight County che pazientemente dissodano il terren...
Nr° Letture : 661
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BILL CHAMBERS (Cold Trail) ••••

Il multi-strumentista Bill Chambers è cresciuto in una cittadina Australiana, ma lo spirito è sempre stato legato all’American country, folk e blues :“I grew up listening to the Hillbilly music my mum and dad played when i was a kid. I discovered early Rock’ n’ Roll and Johnny Cash. In recent times I’ve been particularly influenced by the Texas Singer/Songwriters”.
Gli impulsi texani partecipano attivamente in Cold Trail, primo album negli ultimi 4 anni anche se c’è un live/dvd nel mezzo, si intrecciano supe...
Nr° Letture : 709
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PONDEROSA ACES (Honky Tonkin’ My Life Away) ••••

Deformando e allungando il più possibile le dimensioni concesse ad un nostalgico alt. Country, i Ponderosa Aces dal Sud della California si muovono sulla scia malinconica, sommessa, obliqua, giocata dalle chitarre di Alex Griggs e del vocalist Mike Maddux, un disco gradualmente travolgente, irradia Judgement Day e Night of a Couple of Heartaches e si proietta in un'atmosfera rarefatta lungo Song 46, aprendo spazi sterminati.
Un debutto, Honky Tonkin’ My Life Away, che incorpora 4 brani dell’ <...
Nr° Letture : 651
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CLARK PATERSON (The Final Tradition) •••½

Tante le traiettorie delle ‘Dead Songs’ di Clark Paterson, da una sommaria mappa nell’ Alt. Country che parte da This Dog's Gonna Hunt e Smash My Bones, vanno a intersecarsi con tutte le altre di The Final Tradition, le sostiene, le rilancia, in un dedalo di linee che chiude su se stesso con storie che racconta in prima persona.
Le narra su uno sfondo di un mondo che sembra fatto di acqua e di pioggia, in cui l'uomo si perde, sprofonda, regredisce, e vibra forte la steel guitar di Paul Niehaus in ...
Nr° Letture : 635
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CORB LUND (Things That Can't Be Undone) •••½

C’è più di una sensazione che porta al passato ascoltando Corb Lund con i fedeli The Hurtin’ Albertans, nel modo in cui infila tra le melodie di Things That Can’t Be Undone un mix di americana, soul, country e rock anni ’60 e ’70, dove la realtà si lacera e poi si ricompone solo apparentemente nell’iniziale Weight of the Gun, e specie nella storia sulla vita militare di Sadr City, nel brutto sogno di Washed-Up Rock Star Factory Blues e in Alt Berliner Blues.
Tutte lasciano spazio a vuoti, s...
Nr° Letture : 780
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EDWARD DAVID ANDERSON (Lower Alabama: The Loxley Sessions) •••½

Secondo disco solista per il vocalist della rock band dei Backyard Tire Fire, Edward David Anderson si ritira nella rurale Alabama a trascorrere l’inverno, scrive e incide canzoni, il violino e la pedal steel come tavolozza per disegnare i mondi di Lower Alabama: The Loxley Sessions, un nuovo modo per ripensare l’alt. country come espressione di una poetica pronta ad abbracciare l’iniziale Firefly.
È come essere su una highway desolata con i pensieri che vengono a galla di continuo, la chitarra di Will Kimb...
Nr° Letture : 770
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TURNPIKE TROUBADOURS (The Turnpike Troubadours) •••½

Scelgono San Francisco, e strano a dirsi, a solo 90 miglia di distanza, una fattoria, tanto spazio vicino ad uno studio di registrazione e un mese per incidere il quarto disco, The Turnpike Troubadours scorre su di un filo che è sempre il country a tendere, nella sua capacità di smistamento di forme e melodie diverse.
Evan Felker ci mette sempre la faccia (e soprattutto la voce), racconta di sé, di quello che vede e che gli accade intorno mischiando violino, banjo e raggianti chitarre, si prendono The Bird Hunters...
Nr° Letture : 891
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JASON BOLAND AND THE STRAGGLERS (Squelch) •••½

Otto album non pesano poi tanto a Jason Boland And The Stragglers capaci di mostrare in Squelch tutta la loro duttilità intorno all’alt. country, la capacità di farsi mezzo per mettersi al servizio di linee di tendenza già esistenti nel loro passato.
Nuove/vecchie strade tutte animate dal violino e pedal steel (la new entry Cody Angel) e ancora percorribili (Break, Heartland Bypass e Holy Relic Sale), e sommandosi danno vita a uno spazio che si impara a (ri)conoscere.
Alcuni punti di vista priv...
Nr° Letture : 735
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WESTON SMITH (Whiskey Wood & Wire) ••••

Weston Smith torna in Mississippi dove è nato per incidere Whiskey Wood & Wire, nel tempo sospeso dell’alt. country, con scie di luce folk-rock, come onde, nel quale subito ci assestiamo in Grampa Was A Redneck, un attimo prima che il ritmo delle steel guitars e della musica acceleri, per poi tornare calmo.
Tra battito rallentato e battito accelerato, siamo già dentro i due mondi di Whiskey Wood & Wire: un tempo oggettivo, dettato da una cadenza naturale tra Texas e il Sud degli States con un tempo interiore ...
Nr° Letture : 784
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PEEWEE MOORE (American Outlaw) ••••

Peewee Moore per incidere American Outlaw se n’è tornato nei luoghi d'infanzia, tra le Appalachian Mountains, dove l'immaginario del countryman coincide puntualmente con la realtà dolente, malinconica, delle cose della vita.
Ha suonato con Billy Joe Shaver, Dwight Yoakam, Shooter Jennings, anima da fuorilegge che si rispecchia nel suono di American Outlaw, un country elettrico, che frizzante come Breaker e Georgia On A Fast Train, o legato alla pedal steel, malinconica di Underground Queen e I...
Nr° Letture : 742
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BEAUMONTS (Hey Y'all It's The Beaumonts) •••½

Divertenti e irriverenti, gran figli di buona donna i The Beaumonts, il quintetto di Lubbock, amaro, spietato, scorretto e sottilmente esilarante con la loro subdola critica alla contemporaneità, mascherata da discussione sul sesso, droghe e alcol.
Invitante l’approccio Tex-Mex nell’iniziale San Antonio dove Troy Wayne Delco scambia la città texana per il paradiso, ma non è il Paradiso.
If You Take Drugs (You're Gonna' Die) complessificata dalle deliziose implicazioni tra mandolino e armonica, parte da un ...
Nr° Letture : 759
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MADISONS (No One's Ever Gonna Know Your Name) •••½

Seppur di Austin, Tx, i Madisons rivolgono lo sguardo altrove alla ricerca di punti di riferimento, e provano a definirsi in maniera originale, ovvero in base a ciò che è il loro approccio all'alt. country.
So Long West Texas avvolge l’ascoltatore, la melodia e la voce del frontman Dominic Solis ricordano i Turnpike Troubadours, il paragone regge sull’equilibrio che formano violino, una dolce timbrica rock, quella tromba che si affaccia nel finale, ma i Madisons usano il tutto come rampa di lancio in uno sp...
Nr° Letture : 778
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