BOOGIE BEASTS (Blues From Jupiter) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  

  Recensione del  03/11/2022


    

La sosta forzata per Covid disorienta il quartetto belga, si cerca un alternativa per un decimo anniversario da ricordare.
La base è lo studio Jupiter, le influenze blues/rock sono sempre lì, forti, c’è energia, l’armonica e chitarre elettriche, per la prima volta introducono delle covers e decidono che Blues From Jupiter ne sia pieno.
Un tributo ricco, molto ricco, alle foci del delta mississippi che non può che iniziare con una degna versione di Still A Fool di Muddy Waters, i Boogie Beasts (Jan Jaspers, chitarra e voce, Patrick Louis, chitarra, Fabian Bennardo, armonica e Gert Servaes, batteria) prendono vari tasselli dalla storia, quelli che prediligono, e li sistemano con cura, li indagano pensando a Sleepy John di Someday Baby Blues, per osservarli a loro piacimento.
Il passo sicuro e un ritmo tenace, scavando in profondità, in zone sconosciute a molti, oscure, ma liberano bellezza da Pushing My Luck di Robert "Wolfman" Belfour, con inserti di rara potenza (Who'll Be Next di Howlin' Wolf a Grinnin' In Your Face di Eddie James "Son" House Jr.)
Un gran bel puzzle storico che diventa parte di un bagaglio memorialistico, non solo dei Boogie Beasts, che potrà riemergere in ogni momento, ad ogni ascolto, da Work Me ad esempio, di David Junior Kimbrough alla spiritata chiusura di No More Lovers di Arthur William "Big Boy" Crudup.
Con Blues From Jupiter qualcosa di straordinario ci è piovuto addosso, e il merito è tutto dei Boogie Beasts!