JAKE CHISOLM (Hands Held High) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  03/11/2022
    

Jake Chisolm insieme a ospiti speciali (Jimmy Bowskill (Sheepdogs), Steve Marriner (Monkeyjunk) e Paul Reddick), al secondo album mette sul ‘piatto’ idee e bisogno d’amore.
Rigirano di continuo tra chitarre e riffs nel blues/rock, Muddy Water a Hands Held High, come gli occhi sono il filtro tramite il quale Hands Held High, in ogni brano, esamina ciò che ci circonda e dà valore al nostro animo.
Don't Let Me Drown e Trouble Please Let Me Be per selezioniare quello che ci interessa, il modo in cui Jack Chisolm si posa su dettagli rock&blues scartandone altri, convince, anche in I Just Can't Get By, e sembra assolvere a quella fondamentale funzione compensatoria nei confronti dell’assente Amore nell’incedere di un avvolgente Keep Me Warm.
La melodia risale di continuo il piacere, Catching up on Love alla deliziosa ballata finale di Slow Down, Jack Chisolm fa breccia ed è facile seguirlo, lasciate perdere gli influencer di Internet che dettano ciò che dovresti possedere e cosa dovresti ascoltare per far parte della società.
Senza dimenticare la diversità, scegliete Hands Held High.