MICHAEL INGALLS BAND (Poison Blood) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  01/09/2022
    

Vento texano, spira vivace dalla parte di Michael Ingalls, la permeabilità fra natura e cultura del Lone Star State si appropria del secondo disco, Poison Blood.
Il rock si fa elemento del paesaggio di Poison Blood e gli elementi naturali del country penetrano le tracce dell’umano, come la pioggia col cemento fatiscente, Between the Lines si occupa immediatamente di iniettare melodia e ritmo laddove il rischio sarebbe di sfaldarlo.
Poison Blood (la deliziosa Title track compresa, a Summer Sunnin' e Texas Fog) hanno quella vena roots texana che si avventa in un umanesimo tecnologico che opacizza fino a far scomparire la realtà, per mettere al centro la consistenza del sentire, storie che esplorano angolazioni diverse del quotidiano, alle chitarre renderli ambienti collegati da porte, finestre, corridoi, scale del piacere, dove la Michael Ingalls Band si ritaglia a sua discrezione il campo visivo.
Ascoltare la conclusiva Tomorrow We're Guaranteed e prendere a prestito il pensiero di Foucault, potremmo dire che «è scrittura errante […] in mezzo alla somiglianza delle cose».