GEORGIA THUNDERBOLTS (Can We Get A Witness) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  

  Recensione del  09/11/2021


    

Una forma scura e massiccia arriva dalle Appalachian Mountains, un debutto che non si nasconde mentre altro fumo si addensa nell’armonica bluesy di una scoppiettante Take It Slow.
Il tempo sudista dei Georgia Thunderbolts divora dall'interno la dialettica spazio-velocità di chitarre e percussioni, Can We get a Witness pone intriganti confronti temporali, la giustapposizione dei diversi angoli di lettura a permettere di far apparire un'immagine possibile del southern rock oggi catapultato nella nostra società.
Lend A Hand mostra che il debutto dei Georgia Thunderbolts migliora brano dopo brano trovando dei corpi “comuni” nel rock, luoghi d'incontro di percorsi diversi, l’aritmia di So You Wanna Change The World dove l'azione è anche la riflessione su Can We get a Witness, con uno sguardo anche curioso e affascinato verso il mondo dei sentimenti in Looking For An Old Friend e Be Good To Yourself.
Come un saggio a tesi sulla natura umana, la riflessione passa attraverso i sensi, attraverso la passione, attraverso lo sguardo sul rock in Spirit Of A Workin' Man, Walk Tall Man e Can I Get A Witness, con una degna rivalutazione di Midnight Rider.
Sono questi reperti sparsi e mai troppo lontani tra loro a venire come trasfigurati nel potere dell’armonica in una potente Half glass Woman, vengono “richiamati” a comporre un'opera per la quale tutti Noi siamo destinati, liberata dal tempo della conoscenza della melodia (Dancin' With the Devil e It's Alright) per essere deposti nella cadenza della poesia del rock nei 7 minuti finali di Set Me Free.
Can I Get A Witness è più di un bel disco da ascoltare, è come un bel libro, da toccare, leggere e riprendere spesso in mano per trovarvi nuovi spunti, un disco da porre accanto ad altri pilastri del genere “opere di consultazione” della nostra biblioteca del Rock.