FREAKY BUDS (Hard Days, Fuzzy Nights) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  14/10/2021
    

Trascorsi di vita turbolenti spronano i Freaky Buds, una condizione che muta le cose, la accostano a Hard Days, Fuzzy Nights, accompagnata nel suo tragitto dalle onde del delta blues, e niente di più.
I quattro ragazzi francesi, di Nantes, si incamminano nel blues con una frizzante armonica, quella che apre percorsi alla memoria in Way Too Wild, atteggiamento iniziale che va, via via mutando, ma il bello è che non c’è bisogno di sfasciarle, man mano, tutte queste imbragature che avvolgono il sinuoso fascino di Night Time Is My Time e Live My Life.
Un giro nella tradizione del Blues che, come la fotografia, possiede una dimensione documentaria ineluttabile, non duplicano il tempo The Old Factory e soprattutto Runaway, lo sospendono, lo frantumano, lo gelano e nel far questo i Freaky Buds lo “documentano”.
Essa costituisce, se così si può dire, una verità assoluta per ciascuno degli istanti sui quali assicura la sua presa Hard Days, Fuzzy Nights (muscolare in Too Far Gone, nelle tenebrosa Stalking Blues, Sali e scendi di ritmo compensati dalla chitarra illuminante di She's Made Of Fire e dall’armonica in When You're Not Around).
Questa “partita a scacchi” strumentale non tiene a distanza le due “anime” del blues/rock, e nemmeno l’Ascoltatore dai Freaky Buds.