SWAMP STOMPERS ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  14/10/2021
    

Un senso di immobilità, di chiusura, è nell'aria per la scelta iniziale di un delta blues opaco e ripetitivo, si deposita sulle cose e le storie degli Swamp Stompers, restituendoci un universo alquanto arzillo, con molte vie di fuga.
I colori del blues sono alquanto densi tra Fly e Goin' down South, vortici alla chitarra mai uniformi, come a comporre una continuità tra contrasti di luce sul blues davvero intriganti, ascoltare la cover di John Lee Hooker, la celebre Boom Boom, i percorsi di un debutto si fanno scovare anche se noti, pescano nei vari Ep incisi precedentemente.
Il rock per distorcere le linee e saturare i colori di Argentinian Woman e One Step Forward, Two Steps Back, classico sound da colpire prima di tutto per il suo schiacciarne corpi e cose sullo sfondo di Hey, senza allontanarle dalla nostra attenzione che resta viva su Swamp Stompers, presupposti necessari e stimolanti in un lavoro che si propone di superare le buone avvisaglie del passato.
Al centro di questo lavoro sta proprio l'attrito costantemente messo in atto tra la “preziosità” degli elementi interni all'immagine del rock e del blues (Medusa the Seducer a Black & Blue, allo straripante groove di The Game of Life).
Offrono il basamento solido dove Swamp Stompers può stabilirsi a un livello di profondità che permette a Tutto il materiale di essere rivalutato di continuo e “graffiano” ancora con You Know You Got It (Feel Alright) e Make Hay While the Sun Shines, con una crudezza melodica mai compiaciuta, ma estremamente efficace fino alla conclusiva Wishing I Had You.
L'interrogazione al blues/rock si fa pressante, l'esplorazione avvincente coi Swamp Stompers.