VEGABONDS (Sinners and Saints) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  14/10/2021
    

Il rock è parte della tappezzeria nella parete in fondo di Sinners and Saints, per i Vegabonds dall’Alabama, USA, un eco profondo sudista e insistente (anche se arriva a tratti), ed è lì che brani come Colorado Evergreen, Juke and Jive e Burnout fanno riflettere su Daniel Allen, voce, Richard Forehand, chitarra e Bryan Harris, batteria.
I Vegabonds si prodigano con accelerazioni che mescolano le inquietudini del quotidiano con gli invisibili fantasmi dell'inconscio Americano (Ain't Giving Up a Out of My Hands e Wings and Prayers) e con una istintiva "rabbia giovanilistica" e al tempo stesso un desiderio di comunicazione interpersonale nelle ballate elettriche (Can't Deal a Heartache and a Memory) lasciano più di una traccia da seguire.
Sono espressione di un linguaggio libero da schemi precostituiti e innovativi, seppur ancora da ben definire, Sinners and Saints ha una marcia stabile, alimenta anche la conclusiva Leo Fender, ma sono dei trasparenti segnali che non deformano le prospettive dei Vegabonds.