JAMES MCMURTRY (The Horses and the Hounds) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  

  Recensione del  30/09/2021


    

Dettagli, cuciono instancabilmente il sottotesto di The Horses and the Hounds (decimo disco in 30 anni di carriera), parlano delle gente, c’è n’è tanta, lo attraversano e quasi sempre vivono negli anfratti più pericolosi perché sanno che non hanno speranza di salvarsi, da piccole cittadine evaporate con una tale facilità mentre la corruzione edifica nuovi fondali.
In un collegamento ribadito con le melodie di una ricca discografia, con un songwriting che solo ri-ascoltandosi con amore può continuare a rinnovarsi, ecco udire il vento del rock e dell’americana passare a folate dentro le aperture dei ricordi di Canola Fields o di If It Don't Bleed, come se tornasse a visitarci lo spirito dei primi dischi prodotti da Ross Hogarth, sarà stato questo il motivo per averlo riaccolto?
Il Texas gira anche nella chitarra di David Grissom, se ne sente il respiro, soffia dove vuole, soffia nella voce di chi canta, James McMurtry quando parla in modo schietto in Operation Never Mind della cultura della guerra, in storie tragiche come Jackie, dove la verità può essere celata dal corpo di una macchina e dalla coscienza, ma che comunque non sta mai alla luce del sole, scorre ancora sangue, in Decent Man, da un breve racconto di Wendell Berry, un assassinio e la devozione della famiglia.
Parole che pulsano con la loro incontenibile e virulenta vitalità, James McMurtry è lì, sul luogo dove e mentre accadono, come nella splendida Vaquero, a catturarne le sensuali convulsioni che si contorcono nelle oscurità romantiche di un cowboy, negli spazi angusti del perimetro della vita, abitandone i margini, mimetizzandosi con il buio dal quale sembrano provenire le storie di The Horses and the Hounds.
Quell’aria di confine aggiunta dalla fisarmonica, si entra nello spazio meno determinato, meno chiaro, più disperso, quello delle frontiere e se ne resta ammaliati.
Morde il rock in The Horses and the Hounds, morde nel piano riflessivo molto espanso di Ft. Walton Wake-Up Call per come si accompagna lo scorrere del tempo in un hotel e di come si può cominciare a guardarsi dentro mentre si osserva la troupe di Fox News nella lobby, a dir poco illuminante come la vita di un musicista in What's the Matter e sullo sfondo del rock si chiude, con Blackberry Winter.
Una conversazione che regala un intenso momento di umanità, come quella di The Horses and the Hounds, un continuum di racconti e durata che assorbe noialtri, coi fatti, con la musica, trasformando il senso comune del piacere in passione, quella di James McMurtry.