SON VOLT (Electro Melodier) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  

  Recensione del  31/08/2021


    

Il sistema riduce in polvere i sogni / ma la verità cammina nuda sulla Terra’ è un inizio a dir poco forte quello di Reverie, splendido rock col suo andamento narrativamente reiterativo, ma è questo che Jay Farrar cercava.
La scrittura è una continua ricerca di qualcosa, come il passaggio attraverso la superficie di uno specchio porta in un mondo fino a quel momento sconosciuto e tutte le tappe, anche se ripetitive nel periodo della pandemia (a St.Louis nell’unico spazio accessibile, il parco, la natura e la fauna a fargli da compagnia e dove lo spazio lo ha aiutato a concentrarsi sulla scrittura, ovvero la politica, i cambiamenti climatici poi tradotti in domande e appunti sul mondo), sono state necessarie a far in modo che l’iniziazione di Electro Melodier si compisse.
Decimo album, il titolo arriva da un paio di amplificatori vintage, Rock e la protesta da una parte, altra perla The Globe, dalla strada che ha accompagnato il movimento Black Lives Matter ma c’è anche Living in the U.S.A dove l’American Dream è andato a farsi benedire da politici figli di un ‘assenza esistenziale’, in cui non si agisce per non pensare.
Dall’altra le ballate condotte dalla voce di Jay Farrar, Arkey Blue e i riflessi blues di War on Misery, a Diamonds and Cigarettes, un ode alla moglie e al matrimonio di 25 anni (lo stesso intervallo che tieni uniti i Son Volt dal debutto di Trace), a quelle sfavillanti come Lucky Ones e The Levee on Down, tutte insieme solcano parabole esistenziali tenere e anche dolorose su cui si sommano sentimenti e riflessioni sociali, come in quest’ultima, mentre si canta dell’avidità degli uomini bianchi che cercano di impadronirsi della terra dei nativi.
Il rock appartiene alla vita dei Son Volt, cambia e si modifica a contatto con i progetti, le esperienze di chi li vive (Someday is Now, These Are the Times e The Globe / Prelude) in questa sfasatura tra rock e ballate sta la fecondità di Electro Melodier, questo spazio mai vuoto è la sua parte più produttiva e come la conclusiva Like You, lavorano al risultato finale.
Non è poi così importante rendercene conto a livello razionale, non è indispensabile analizzare la musica, è importante che ci sia, perché noi l'assorbiamo senza neppure accorgecene ed Electro Melodier, quando c'è, acquista un suo senso.