BRAD GILLIES (Mailman) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  28/06/2021
    

‘One Man Band’ maturato intorno al Mississippi swamp & delta blues, l’australiano Brad Gillies usa la chitarra per lavare tutto Mailman e disossarne il corpo, consegnandocelo come oggetto cangiante, come sostanza instabile fin dalla bellezza sprigionata dalla stessa Mailman.
C’è una ricerca di una coesione ritmica, non spegne mai il fuoco del blues, lavora nei contrasti delle linee melodiche sprigionate dalla chitarra a rendere più omogenee i percorsi scuri e torbidi di Ole Crossroads e Sydney.
Comunque distanti dal ripetitivo o già sentito, ipotesi di nuovi percorsi seppur noti, Bottled Blues e Little Pieces, sentieri mai interrotti in Just Ride, lontano dai clichè radiofonici eppure profondamente moderno nella sua volontà di confrontarsi con le origini stesse della tradizione blues, per restituirle ad un presente in grado di complessificarle e infondervi sguardi nuovi.
Da Hey Baby Hey alla conclusiva Let Us Hope, Mailman diventa il calco “linguistico” dal quale s'originano tutte le diversificazioni del blues di Brad Gillies.
S'avvolgono intorno a spirali di sensualità dove ogni accordo della scarna messinscena sembra essere (piacevolmente) tormentato dal desiderio di far breccia nell’ascoltatore.
Ci riesce, in un battibaleno.