REVEREND PEYTON'S BIG DAMN BAND (Dance Songs For Hard Times) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  

  Recensione del  17/04/2021


    

Nel periodo della pandemia, mentre il ceto politico resta in stato di catalessi, la musica per tutto ciò che ci ha dato e ancora ci da, ci salva dalla difficoltà a vivere questi tempi difficili.
Reverend Peyton's Big Damn Band arriva a spronarci ad una sorta di riscatto.
Uno dei migliori «finger picking guitarist» in circolazione, una forte base di ironia, rock & blues popolano Dance Songs For Hard Times e guidano attraverso la medietà di una società finto borghese che non si interessa di politica, perduta acriticamente in avventure rosa, per cui gli operai sono una realtà oggetto di un distratto sguardo fuori dalla finestra nella pause degli spazi pubblicitari della Tv, alla ricerca del piacere.
Ma il piacere è fuori campo, irrapresentabile e forse imprendibile come le strade percorse in Ways And Means, lì i percorsi alla chitarra trovano un senso di esistere anche nella disamina cruda di una deliziosa Dirty Hustlin', mantenendo in un deserto delle emozioni lo spazio al battito del cuore.
Batte forte nella Reverend Peyton's Big Damn Band in I'll Pick You Up e Sad Songs, cancella qualsiasi coordinata che consenta all’ascoltatore distratto di ancorarsi a qualcosa di già noto, di familiare, che scongiuri l'arbitrarietà delle trappole melodiche alle quali si trova esposto restandone estasiato tra fermate introspettive (No Tellin' When) all’armonica che comanda il blues selvaggio di Crime To Be Poor.
Come un gioco da tavolo, con tappe, imprevisti che deviano il percorso delle pedine-personaggi, la bellezza di 'Til We Die avanza come un agente narrativo che si identifica con le storie che ricoprono all'interno Dance Songs For Hard Times, che percorrono una progressione lineare nel delta blues impetuoso di Nothing's Easy But You And Me, dove non sono possibili ritorni.
Nozioni di continuità narrativa e armonica che progressivamente si frastagliano, si sovrappongono, si sospendono fino al messaggio finale racchiuso in Come Down Angels, dove l'immagine di Dance Songs For Hard Times risulta più pesante, fisica.
Una sgranatura elettrica, la sottoesposizione del blues, garantiscono quell'effetto accuratamente perseguito: ‘Non hai ascoltato un disco della Reverend Peyton's Big Damn Band fin quando non li hai ascoltati tutti’.