JOHNNY IRONSIGHTS (Murder Mountain) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  17/04/2021
    

Murder Mountain va dritto allo scopo, su quella limpidezza dell'assunto dell’alt.country e del rock nella quale si colloca la Title track.
Nel versante oggi più fastidioso della realtà, quella di Humboldt County, California, nota per la coltivazione di cannabis, gangs spietate e omicidi a iosa che sembrano vagare in un universo sotto vetro.
Murder Mountain dà la scossa iniziale al disco di Johnny Ironsights di base a Phoenix, cavalca l’aria bucolica rozza e selvaggia del country, le chitarre steel lo affiancano e donano quel retro gusto malinconico anche a Fertile Reign of Juarez, una rotta ferroviaria ad avallare la natura schietta e incisiva di Johnny Ironsights, come la sua voce, preziosa anche nella ballata di Ghost of Orson Welles.
Three Nickels for a Pack of Smokes è disegnata dalla luce del rock e da filamenti sottili, ma determinanti, del country, come catturata dalle trappole delle finestre sulla realtà, piegata e ritorta in ombre possibili, opalescente e notturna come in Powdered Moon, è la struttura di Murder Mountain, corpo in cui prendono vita oniriche ambientazioni dove i personaggi si muovono come burattini in una danza sospesa nel tempo e nello spazio in Before the Quake (Summer of '95).
Striature elettriche che continuano a solcare melodie convincenti (Closed Curtains) appartengono al quotidiano, ad una generalizzata condizione umana che si divincola nella sofferenza e nel dolore di Rolling Hills of Cain e si ferma sulla bellezza che emana When I'm Gone, When I'm Dead.
Come su un sorriso radioso di una donna, con movimenti sinuosi, mai ridondanti, che si muovono in un ambiente febbrile.
Un perimetro, quello di Murder Mountain, da solcare al più presto.