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      BLACK BANJO (Out Of The Skies) ☻☻☻

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  Recensione del  24/03/2021                 
    

Pensieri ai Carolina Chocolate Drops si intersecano con l’esordio dei Black Banjo, la band italiana che si ispira alla cantante e songwriter Rhiannon Giddens (la ricordo nella splendida Country Girl) e tramite essa si incammina nelle radici del rock&blues, alla cultura dell’american roots.
Alex Alessandrini (voce e chitarra), un passato di tutto rispetto con la Experienced Zydeco Riders con 4 albums in 12 anni, la osserva, la riporta a galla, la interpreta e denudandola per strada in 2 piccole gemme come Alive and Well e Youth of the Nation, ne tira fuori un disco tutto da assaporare.
La chitarra è ben salda tra le mani, spunta anche l’armonica in Stone cold killer a mostrare come nella terra dello Stivale sia possibile Abitare la geografia del rock ‘made in USA’, ma che vorrà poi dire?
Tanto, quando un disco di rock sta qui davanti a noi, non c'è un continente che sia più importante di un altro ma nel continente di Out of the Skies ci sono solo posti buoni per fermarsi a lungo (The Contest e If It wasn't for the Music) e soprattutto dalle parti di Miss Daisy (trascinante comparsata di Blue Lou Marini dalla Blues Brothers band al sax e tra gli ospiti c’è anche Nathaniel Peterson (Savoy Brown)).
Insomma, il tempo diventa la sana coscienza e soprattutto della musica di Out of the Skies (la bella title track compresa), c’è poi Last man Standing e Tainted Love a spiegare anche la necessità di tener viva la memoria storica se si vuol capire il presente (di nuovo).
Innamorarsene è facile, un po' meno facile è ritrovarsi dopo qualche tempo con lo stesso “amore“, ma non avendo difetti e grazie a quella lente d'ingrandimento che è il tempo passato del rock, Out Of The Skies durerà a lungo.



     



 

 
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