PONY BRADSHAW (Calico Jim) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  

  Recensione del  19/02/2021


    

Calico Jim racconta di uomini tra la natura, in luoghi colmi di storia e passato, tra montagne, fiumi e gente della Georgia del Nord, e lì vive James Bradshaw.
Country e Americana assecondano Calico Jim, tendono a mostrarsi in una serie di ballate, di avventure in notti aspettando la luna e di eclissi di pensieri raccontati in Dope Mountain, misteri dell'anima senza fine alla ricerca di identificazione, di sé e degli altri.
I Pony Bradshaw “ingrandendo” la realtà visibile per cercarvi dentro, come un reporter dello spirito, trovano tra il doppio passo di Hillbilly Possessed e tra Foxfire e Let Us Breathe, il modo di equilibrare amore, religione e passione.
Di far pensare e far capire, sanno far riflettere anche nel dolore, nell'amarezza, con la passione del country in Jimmy the Cop, di una donna e una fuga con un uomo di legge e con le leggere stilettate elettriche di Sawtoothed Jericho.
Calico Jim si adagia sulla voce di James Bradshaw, bella come sempre se la ricordate nel folgorante esordio di Bad Teeth, eleva Bodark e la spirituale Guru, altra splendida ballata dove la chitarra elettrica trova il suo percorso e insieme “funzionano” perché non si allontanano dalla realtà, quella che fa male.
Calico Jim ci rende schiavi, come i sogni reali della conclusiva bellezza di Pork Belly Blossom, l'incanalamento dello stesso desiderio in un binario di mistero nel quale ogni regola tradizionale è codificata e accettata.
Il gioco è fatto così, o lo si accetta o non vi si entra nemmeno.
Ma entrare nella ciclicità che conferisce al tempo Calico Jim, è uno di quei doveri necessari.