SOUL THRIVERS (You Better Watch) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



          

  

  Recensione del  30/01/2021


    

In Germania nasce un trio: la vocalist inglese di origini giamaicane e indiane, Dvora Davis, l'armonicista e batterista polacco, Adam Sikora e il batterista franco-americano Nick Morrison, insieme provvedono a rendere abitabile l'orizzonte di senso che ci è assegnato, di volta in volta, in You Better Watch.
Ecco i Soul Thrivers al disco d’esordio, hanno un suono creativo e una memoria musicale in pieno fermento, la base è il blues, la scena si sposta nel Mississippi rurale.
You Better Watch mastica tradizione, regala interessanti affondi con Searching For You e la deliziosa Hope Is A Beggar, ma anche Jumper On The Line balza all'attenzione: la musica si svolge nel tempo del delta blues, hanno una metrica e una giusta durata, sono predeterminate nel tempo del blues, sia all'interno delle inflessioni elettriche e percussive che nell’armonica.
Si possono cogliere nuclei o “movimenti” caratterizzati da maggiore o minore accelerazione, il fascino sale con la splendida Mind On Jesus, apre a un nuovo paesaggio più pungente e selvaggio, non molto coltivato.
Come scorgere sullo sfondo dell’incedere della chitarra, pali della luce ancora in legno, vicino, un fiume gonfio, freddo e pulito, che sborda sull'erba fresca e bagna, lungo la riva del Mississippi, i tronchi degli alberi ormai spogli, lo scenario ideale per riesplorare in modo originale e cupo la Going Down South di RL Burnside.
Brani come degli immensi paesaggi melodici, all'interno dei quali l'occhio dei Soul Thrivers si sposta, penetra, ritorna sui suoi passi, costruisce insomma un percorso di senso ad ascoltare Whiskey & Rye e Boogie In E.
Uno stile che si definisce anche con scelte puramente spaziali nel folk rurale alquanto carismatico di I'm Going Home On The Morning Train, il tempo dell’armonica e della chitarra hanno il loro limite e la loro ragion d'essere nello spazio percorso, nella quantità di materia del blues scelta per dare senso alla messa in scena.
In Hanging On Too Long le parole si incrociano, si sovrappongono alla strumentazione, si contraggono, si dilatano fino a divenire un suono puro che sgorga ancora tradizione con la Feel So Good di Junior Kimbrough, ma alla maniera dei Soul Thrivers lasciando all’armonica il compito di chiudere You Better Watch pompando e soffiando nella penombra il fascino di Soul Survivor.
Il Blues come forma espositiva dominante, compatta e insieme mobile, aperta agli influssi esterni e resistente agli urti quel tanto da saper stimolare il cervello delle persone che, anche per colpa del Covid, hanno staccato la spina.