SPYRALS (Same Old Line) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  24/12/2020
    

Los Angeles, la nuova vita di Jeff Lewis e degli Spyrals farà breccia alla svelta nel cuore degli amanti del rock ‘n roll.
Same Old Line fa bene in conti in tasca e attacca i nostri sentimenti e le nostre viscere col contrasto tra armonica e chitarra nella convincente Title track.
Fra plausibilità e astrazione, ci attrae in un ambiente riconoscibile, in un racconto coeso se ascoltiamo la suggestiva melodia sprigionata da Don't Turn Me Down, il rock ci aggredisce senza l'eccesso e trova su terre americane tracotanti di suoni, le giuste contrapposizioni melodiche (dall’intro acustico in In Your Room alle chitarre lanciate di Sympathy), riuscendo a sollevarsi a discorso su ciò che ci viene raccontato in pochi minuti.
Sembra di vederlo come uno schermo Same Old Line, appare come un finestrino di un treno in corsa nella prateria americana, quando l’armonica attraversa Goodbye, gli Spyrals elettrificano a dovere lo sfondo, lo mantengono vivo anche in There's A Feeling, non evitano trappola del già sentito anche in Just Won't Break (e le superano tutte brillantemente), non si sottrae al déjà vu Same Old Line, ma lo rielabora, trasformandolo in un'idea di musica assolutamente personale e rigorosa di che cosa significa fare rock.
Gli Spyrals non si nutrono di nostalgia, lo sforzo di riflessione che accompagna la conclusiva Bleed è tutto al presente, tutto passione coinvolgente e, al tempo stesso, lucidità razionale di crede nel potere del rock.