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      JEFF TWEEDY (Love Is The King) ☻☻☻☻

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  Recensione del  13/12/2020                       
    

Jeff Tweedy riunisce la famiglia nel Loft dove la band dei Wilco ha condiviso spazi e suoni, uno studio di registrazione, i figli Spencer e Sammy a fargli da band.
Uno spazio che diventa un viaggio mentale che si modifica continuamente, sparso in intervalli di viaggio, in luoghi da dilatare in una visione-veglia durante il Lockdown da pandemia.
Sale in superficie un disco libero, pieno di una sensualità che ha molto a che fare con le espressioni rintracciabili in seguito a quella contrapposizione di chiusura tra spazi interni/esterni che il mondo ha conosciuto da poco, Love is the King si accompagna al libro How to Write One Song, ma sono una cosa sola, difficile scinderli, ed è la miglior accoppiata possibile, una sorta di manifesto sulla creatività di un songwriter e l’approccio alla scrittura di un brano.
Love is The King (splendida la Title track) è il testamento sullo stato del mondo, apre a storie sulla condizione di noi Umani, un percorso tra folk/rock puro e diretto, ballate e il country come sfondo, e sa come essere ammaliante, avvolgente nella malinconica bellezza espressa da Opaline, Jeff Tweedy guarda al nostro mondo, ed è uno “stare” su corpi quel tanto da catturarne respiri, sospiri, palpiti.
Spazio che rivela continui strati d'artificio a una vita che come un colore muta tra A Robin or A Wren e tra le chitarre elettriche che elevano la piacevolezza di Gwendolyn, è un ritornare a concetti di amore, Jeff Tweedy è attento nel coglierne dinamiche mai perverse, le piccole sfumature caratteriali in Bad Day Lately, le differenze di ruolo evidenziate dall’isolamento anche in Troubled.
Le inarcature elettriche continuano a dare tono a Love is the King con Natural Disaster e Guess Again, completano una efficace galleria di ritratti di vita, un mosaico di grande vitalità fino agli ultimi spazi di Half-Asleep avvolti ancora nelle luci calde della chitarra, luoghi di un reale che si manifesta con ancor più precisione.
Love is the King ha il pregio di saper rifondare il tempo di un Lockdown, ripensando ai corpi che lo hanno abitato e lo abiteranno e che hanno viaggiato e viaggeranno in e attraverso esso.



     



 

 
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