TINY LEGS TIM (Call Us When It's Over) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  04/12/2020
    

Causa restrizioni pandemiche per il Covid-19, il mondo conosce il Lockdown, l’isolamento.
Belgio, Tiny Legs Tim (aka Tim De Graeve) decide di prenotare uno studio di registrazione per un week-end e incide un Ep che è un vero e proprio disco, Call Us When It’s Over, una sessione nei meandri del blues e delle sue innumerevoli varianti.
Coi 7 minuti di Love Come Knocking si perlustra lo sfondo suggestivo del delta blues, l’amore e la vita, l'esperienza reale dell’individuo, la voglia/fatica del vivere nella quotidianità attanaglia il vortice ripetitivo delle chitarre (con Tiny Legs Tim duetta Toon Vlerick), è come trovarsi di fronte a due occhi di donna a cui non ci si può sentire al sicuro.
Perle chitarristiche si susseguono, un amore, ancora, un credo sviscerato in I Believe e One More Chance, ammalianti ballate che come un sogno, ci si incunea in un incubo, un'ossessione capace di devastare la mente, ma è di quelle che libera piacere.. e continua, anche sulla tradizione di Ocean e di un classico senza tempo come Going Down South, lì la bellezza della melodia non scema mai per il modo in cui le chitarre sanno elevare, ancora oggi, nell’immaginario del blues, il brano di R.L. Burnside.
La strumentale It's All Over Now, quella dolce malinconia che emana è il viatico su cui l'ascoltatore può accentrare la propria attenzione, con cui e con le cui trasformazioni può identificarsi con Tiny Legs Tim, solo 30 minuti da accettare ‘per forza’, come un amore folle.
Uno di quegli amori in cui tutto si concede, e dove le imperfezioni diventano anch'essi oggetto d'amore.