JEREMIAH JOHNSON (Unemployed Highly Annoyed) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  04/12/2020
    

Jeremiah Johnson dal Texas al Mississippi, chitarrista coi fiocchi, pubblica un secondo disco nel corso di quest’anno.
In Unemployed Highly Annoyed rock e blues sono speculari, vivono sotto i piedi e sulle dita di Jeremiah Johnson, la sua è una chitarra magmatica, che si muove sotto una finta aria tranquilla in Muddy Black Water, che si agita molto bene nella tradizione classica blues in Cherry Red Wine.
Qualche volta, come un Vulcano, tira lapilli che non possono passare inosservati in Daddy’s Going Out Tonight e mostra di volere uscire da schemi prestabiliti nella deliziosa Unemployed Highly Annoyed.
Quando la ballata prende piede in Different Plan For Me sbuffa altissime nubi che si alzano nel cielo di Unemployed Highly Annoyed per restare lì a lungo, piacevole e senza troppe ambizioni anche nella pregevole coda chitarristica di Love And Sympathy, Jeremiah Johnson è capace di galleggiare sulla superficie del blues senza colare a picco.
Il Nostro futuro, dunque, contiene ancora qualche barlume di speranze.