HONEYGOATS (Four Years in Three Days) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  22/11/2020
    

Un quintetto al primo disco, incanta immediatamente lo sguardo sul bluegrass/americana con una sinuosa eleganza ipnotica, basta ascoltarli in El Paso.
Dal Wisconsin, gli Honeygoats agiscono profondamente nei vortici scavati dal banjo, dall'interno di Old Fashioned la si riconosce e si accetta pienamente l’aura bucolica spiritata che imperversa in Four Years in Three Days.
Un primo disco che dona interessanti stimoli alla scena country, presente in maniera determinante, con un proprio peso specifico sul territorio di Gettin' e Barge, passaggi acustici tra chitarre, banjo e mandolino a creare piů spazi in dissolvenza tra loro che contengono e moltiplicano l’attrazione in Stuck in Nashville.
Č come un fluido, penetra e manda in fibrillazione What Are We Doing Here (Title track compresa), e non ultimo per il piacere nello scoprire la voglia di raccontare che hanno gli Honeygoats con quell’attrito acustico che nei preziosi 7 minuti di I Take e nella conclusiva Can't Stay Here, diventano il naturale e magico dissolvimento di Four Years in Three Days.
Ora in crescita, ora in metamorfosi pura e feconda.
Lasciatevi conquistare.