ERIC JOHANSON (Below Sea Level) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  20/10/2020
    

Primo disco solista per Eric Johanson, solo conferme dal lavoro alla chitarra: ha dimensioni che travalicano la consuetudine, deborda in misura ancora maggiore, e ciò comporta che qualsiasi avvicinamento a Below Sea Level segua un lungo, ruvido, percorso nel blues e nel rock.
Dal momento in cui si (ri)trova una vertigine in Buried Above Ground e Down To The Bottom, ogni paura di pensarla definitivamente assopita scema, e riascoltando, va acquistando una propria espressione, con Cody e Luther Dickinson ad aiutare alla batteria e in produzione, allo studio Zebra Ranch dei North Mississippi Allstars.
Eric Johanson punta forte sul blues, se in Changes The Universe e Open Hearted Woman il corpo chitarra balla una danza invisibile attorno all’ombra della tradizione, per il resto Queste entrano dentro, alterano le percezioni (Never Tomorrow, Hammer On The Stone e Have Mercy).
L'espressione del blues, del rock, prendono forma e Eric Johanson si muovo con loro, dolcemente nel tenebroso fascino di River Of Oblivion e Love Is Rebellion, tramite una dirompente iniezione di spontaneità in Dose Of Forget e l’acustica bellezza della conclusiva Riverbend Blues non può che far riflettere su Below Sea Level.
La sua mancanza, oltre ad addolorarci, ci nuoce, ma come l’inno all’udire di Pessoa: “Io ascolto senza guardare e così vedo”.