DANIEL DONATO (A Young Man's Country) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  21/09/2020
    

Daniel Donato, energia e creatività, se n’è accorto il chitarrista Robben Ford che ne ha prodotto l’esordio.
Il 25enne da Nashville, sponda ‘outlaw’ del country, si affida alle chitarre per dargli un gran bel slancio elettrico, dall’ampio raggio, tale da scivolare in suggestive parentesi psichedeliche.
In A Young Man’s Country questo connubio traspare in controluce nella carica di Justice e nella bellezza di Always Been a Lover, diventa importante come quello che scorre sulla superficie strumentale nel cuore dei 7 minuti di Meet Me in Dallas ed enfatizzati dagli altri 9, Fire On The Mountain dei The Grateful Dead, puro godimento in note.
Daniel Donato dimostra di non preoccuparsi di fare il verso a ciò che già è stato fatto, ma di preoccuparsi di battere strade nuove (lo conferma nella scelta e lo sviluppo delle altre 2 covers: Ain’t Living Long Like This di Waylon Jennings, bella pimpante e una splendida Angel From Montgomery di John Prine), rende ancora più fluido e naturale questo passaggio sonoro in Sweet Tasting Tennessee e Diamond in the Rough dove i segni della tradizione country non si perdono, ma riaffiorano da un brano all'altro nei momenti meno prevedibili.
Daniel Donato, un ragazzo fra country e rock, «sa mouvance», il country che lo ispira, il rock in cui finire.
L'orizzonte di A Young Man’s Country.