HOME SWEET PSYCHEDELIC (H.S.P) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  17/06/2020
    

Arrivano da San Diego, un trio dal 2010, suono incline alla psichedelia e lo trovano spesso, le chitarre libere di spaziare nell’esordio H.S.P tracciano una rete sottile di ammiccamenti, corpose sottolineature, corsivi, distinguo, riferimenti di indubbia ricchezza al rock anni sessanta/settanta.
Il valore di fondo di Carlos Carrillo (chitarra, voce), Delmar Duenas (basso) e Michael Khamo (batteria), č nello scavo del senso nascosto della melodia e il panorama č quindi destinato ad essere abbastanza vario e irregolare (i primi acuti alla jam chitarristica in Solitary Heart Blues e si enfatizzano in Going to the Sun e in Free Love con dall’altra, la bella armonica che accompagna la solida e convincente Sacrificial Politician).
Con gli Home Sweet Psychedelic c’č anche un limpido e libero galleggiare sul tempo morbido del blues in Delta Blues e tra Won't You Be My Lover e Ive Tried so Hard to Forget You.
Il palcoscenico di H.S.P si apre a sua volta a molteplici intercapedini, chitarra sempre complice, fa abitare volumi di note con le quali confrontarsi continuamente nella bellezza di Down South e nel finale di H.S.P (Home Sweet Psychedelic).
Non spariscono in fretta e dalle quali val la pena lasciarsi avvolgere.