LOOSE KOOZIES (Feel A Bit Free) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  

  Recensione del  07/06/2020


    

Sono di Detroit, Michigan, parlano il linguaggio dei ricordi (anche dolorosi) di cuori in fiamme, si stagliano con lucidità sull'orizzonte di un'età adulta intesa come separazione da sé, unificata nell'armonia dell'amore per distese pianeggianti immerse nel verde e ‘open roads’.
L’esordio di Feel a Bit Free mischia efficacemente alt.country e rock, uno splendido esempio sale vorticosamente tra Easy When You Know How e la ruspante carica di Forget To Think, i Loose Koozies coltivano un duplice rapporto dialettico con il “dentro”, l'io, la dimensione lirica del rock, e il “fuori”, la dimensione epica del country: nello spazio di oscillazione fra questi due poli vive la “poesia” dei Loose Koozies.
E proprio intorno all'importanza della presenza del country che si muove Feel a Bit Free: convincono le ballate di Marita e Sugar Notch, PA, il modo in cui le grandi geometrie delle chitarre steel e dell'anima selvaggia producono effetti memorabili in Rollin' Heavy e Slow Down Time, sono intense le emozioni che nascono dalla loro forma e i corpi che popolano Lotsa Roads sono di quelli capaci di trascinare via i problemi e il malessere quotidiano.
E.M. Allen, voce e chitarra, affianca quelle di Andrew Mad Dog Moran e Pete Ballard, insieme srotolano in maniera fresca e godibile la matassa infinita del rock, un brano da ascoltare a tutto volume, particolarmente interessante sono Hazel Park Race Track e Hills perchè non fanno rimpiangere la vedovanza delle immagini.
Resta Last Year.
Sembra quasi farci volare via dalla finestra, in un'insopprimibile impeto di libertà.
Una gran bella sorpresa i Loose Koozies!