CODY HENSON HULLINGER (Fenceline) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  30/05/2020
    

South Dakota, la Interstate 90 riafferma la propria centralità tra ranch e fattorie, Cody Henson Hullinger è un songwriter che scrive della provincia Americana e la farcisce con chitarre, roots&country, il piatto ricco dell’esordio Fenceline.
Un piccolo disco americano, sprizza ballate dai gusti diversi, particolarmente accattivanti (Half Burnt Lit Cigarette) dove è la chitarra a condurci in un viaggio nello spazio del rock in cui citazioni al passato diventano luogo per Cody Henson Hullinger per sviluppare meta-immagini di impatto.
La linea bucolica si incrocia in Fenceline Tumbleweed e Worn out Land, contribuiscono a delineare con maggiore precisione la fisionomia espressiva di Fenceline.
Umanità di provincia scovata nei risvolti della fatica del vivere, comanda la melodia ‘roots’ di The Hired Hand e le tentazioni alcoliche hanno la giusta gradazione in Workin' on Drunk e sale la temperatura nelle schitarrata di Didn't Come Here to Stay Sober.
Cody Henson Hullinger sa sondare molto bene la reattività percettiva della base rock e allo stesso tempo dimostra con le ballate finali, Shooting Stars e l’acustica Time, di saper anche decentrare visioni e percezioni dell’animo umano
Quando il corpo è pieno delle fatiche del giorno, lo sguardo vola sul tramonto, sui cieli possibili dell’America di Fenceline.