PACIFIC RANGE (High Upon The Mountain) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  Recensione del  15/05/2020
    

Seamus Turner (chitarra e voce) con Nate Ward (batteria) frequentano l’università della California, annata 2013, piacere per la jam alla chitarra, non solo, ci sono connessioni musicali tali da formare una band.
Fanno esperienze seppur tra college e music pubs, ma la base è solida, i Pacific Range ne sono una conseguenza, un suono corale anni ’70, inclinazioni chitarristiche lunghe e la melodia brilla come il sole della West Coast.
Un disco luminoso High Upon The Mountain (title track compresa), ha le giuste coloriture emotive (splendida Santa Monica (Through The Canyon)), fondamentali perchè permettono all’ascoltatore un'adesione immediata.
Chitarre libere di spaziare, Comin' After You e Need A Little Rain, tracciano un largo varco in High Upon The Mountain, questo non si richiude in fretta dietro di loro, seguono le leggi del classic rock, vi si entra facilmente, le porte sono tutte aperte, è un posto magico a sentire Swap Meet, una volta dentro, non lo si dimentica, anzi presto o tardi ci si ritorna.
Finale con 13 minuti di puro piacere, essenza chitarristica nel finale di Boulevard Indigo, da incorniciare, e per come si sviluppa dal cuore di Nothing Else More.
Difficilmente lo si può ignorare High Upon The Mountain, o comunque restare imperturbabili al suo ascolto.