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      COMANCHEROS (Too Old to Die Young Now) ☻☻☻☻

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  Recensione del  22/04/2020                       
    

Too Old to Die Young Now ha dentro umori del rock Sudista, dei sapori dell’Outlaw Country che raramente riuscirete a provare.
Il secondo disco della band del Missouri ha suggestioni che non vogliono terminare là dove si esaurisce la forza di un brano come Caffeine, Nicotine, and Weed (storia di vita ‘on the road’ del chitarrista della band, una volta camionista), che non coincidono, e dunque non si limitano, con la ricerca o con il confronto del semplice piacere chitarristico affidato al cameo di Tony Martinez, direttamente dalla Whitey Morgan And The 78's.
Lo sguardo alla Storia il cantante Tanner Bryce Jones la filtra dalle parole del batterista Michael “Bobcat” Cook attraverso un'alternanza di pieni tra essenza selvaggia del country e stilettate rock caparbie (Train Bridge a Down in Flames) che sfidano impunemente il passar del tempo e anzi si arricchiscono e lo limano strada facendo.
La ballata World that Moved On è acustica, parla di un amico e la scomparsa dei suoi genitori, una parentesi utile a dare conto di un'idea di spazio, piuttosto che mostrarlo, per quello ci pensa il resto di Too Old to Die Young Now: l’intro strumentale di Amazing Grace apre col ricordo di Johnny Cash, l’arresto a El Paso, Texas, di 66185, era il suo numero quando fu incarcerato, una foto celebre ce lo ricorda, un omaggio con un'altra ospitata, il cantante Billy Don Burns.
I Comancheros, nome che arriva da un gruppo di persone che vivono tra il Texas e il Messico che hanno uno stretto legame con i Comanche, annata 1870, e a loro dedicano Bow and Arrow, scritta in onore di quei guerrieri che non indossavano mai la Faretra, astuccio per frecce, preferivano tenerle in mano per poter sparare più velocemente (altra ospitata, Daniel Donato dei Wild Feathers per un altro solo chitarristico di forte presa).
Insomma la band dimostra di voler fare a meno di coordinate stabili, amano forzare il tempo del rock nel suo sviluppo, dilatandolo anche in Comanche Brave, altro scarto poderoso che nasce assieme a una puntualizzazione di tempo e di luogo, per un popolo non comune.
Con Crazy as Hell e specialmente con i 6 minuti di Heavy and Western, titolo del loro primo disco, si alza una luce artificiale e polverosa sempre nel segno dei Comanche: “Cavalchiamo al tramonto / attraverso la notte completamente svegli / cavalchiamo nel nostro destino / inseguendo il nostro destino”, il lungo solo chitarristico mira a spremere lì dove la vita quotidiana tende ad infiacchire, dove fra breve, lavoro fretta caos appuntamenti, caos caos e ancora caos giocheranno a rincorrersi e ci impediranno di vedere le cose.
Lasciatevi andare nel segno dei Comancheros. Servirà.



     



 

 
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