
100 anni dalla nascita di
R.L. Burnside, i
Boogie Beasts e il Mississippi Hill Country blues.
Un tributo coi fiocchi, vanno in America per 3 musicisti di casa nel Mississippi (in famiglia con Duwayne Burnside che apre
Don’t Be So Mean!, il chitarrista Kenny Brown e
Luther Dickinson alla slide guitar).
In terra Belga chiamano
Pablo van de Poel dei DeWolff.
Tracce iconiche impreziosite dal talento degli ospiti (gran versioni quelle di
Going Down South e You Got To Move), perle come
Skinny Woman e Fireman Ring The Bell, quell’accurato utilizzo delle possibilità semantiche della luce delle chitarre e l’armonica (anche in
Peaches, Snake Drive, Alice Mae e la raggiante Shake 'Em On Down, dove a entrare in scena c’è hip-hop twist di G. Love da Philadelphia, e si dimostra tutto tranne che un azzardo).
L’approccio dei Boogie Beasts è sempre centrato (
Poor Black Mattie), con il mito R.L. Burnside nel mezzo, equidistante dai bordi del quadro di
Don’t Be So Mean!Permette di estrarne l’immaginario da un nugolo indistinto e di connotarlo inequivocabilmente come proprio.
Scommessa Vinta.