Reel 2 Reel 4 Real è un Viaggio come esperienza.
Esperienza destinata non tanto a una maggiore conoscenza (a 80 anni, quasi), quanto a una perdita di sé.
Con il figlio Lucas alla chitarra,
Ray Wylie Hubbard parte con la malinconia di tempi passati, in quelle
Cassette Mix Tape ritrovate, è affascinante il modo in cui entra nei luoghi del Rock (
El Diablo Esta Ganando, The Night a Gods Playing Poker).
Per come continua a immergersi nell’Hill country Blues (piccole perle,
A Murder of Crows, Tip Your Hat to the Black Crow e Look What the Cat Drug In) e a come osserva la Vita, a modo suo, e sempre uno spasso ascoltarlo.
Non ha quella saccenza che hanno molti a fine carriera, o quasi (…“
But I’m not going to say this is the best record I’ve done. I’ll say it’s the best record I’ve ever heard.”)
Ray Wylie Hubbard non perde quel suo sguardo alla melodia (splendida ballata nel finale,
She Plays "Crazy Mama"), e conserva l’anima di un ‘Texas Troubadour’ oltre la sua scomparsa.