PONY BRADSHAW (Ode to Humidity)
Discografia border=di Pellegrino IACOVELLA

        

  Recensione del  07/09/2026
    

Quello di Pony Bradshaw nell’Americana è un falso movimento poiché la direzione è arbitraria, tutto sembra nascondersi nel momento stesso in cui si ascolta.
In due differenti periodi, la seconda parte uscirà verso Dicembre, intanto le ballate e i percorsi di Ode to Humidity scavano tra ipotesi e piste della realtà, mai solo accennate, il songwriting resta un lato mai da sottovalutare (deliziose When I Take My Final Shape e il passo veloce di Universal Thump e Don't Forget the Hot Sauce).
Mai deprivate di sbocchi concreti, Jukebox Oblivion, Queen of the Lepers a Demigods in Utopia, splendide Apples to Oranges e Mint Julep, ci guidano solitarie nella terra di nessuno di un’autostrada, quella solcata da Ode to Humidity.
Intorno l’oscurità è striata dai rossi e dai gialli non delle luci stradali, ma della vita, che imprimono tonalità che vanno oltre alla desolazione e l’astrazione.
Strade che condensano la credibilità di Pony ‘James’ Bradshaw.