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      STEVE EARLE (Sidetracks)

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  Recensione del  26/02/2004             
    

"Con la sola eccezione dei brani strumentali che abbiamo lasciato fuori da Transcendental Blues (una decisone di cui poi mi sono pentito) queste non sono outtakes ma, piuttosto, canzoni sparse che ho registrato in momenti diversi per ragioni differenti. Canzoni di cui vado molto orgoglioso, anche se alcune sono tutt'ora inedite".
Con queste parole Steve Earle presenta il suo nuovo album: un disco che nuovo lo in parte ma che, una volta sentito, si mostra unitario e vitale. Sidetracks composto da qualche canzone edita, ma solo su colonne sonore o progetti particolari, e parecchie inedite. Sentito tutto d'un fiato risulta assolutamente credibile al punto che lo si gusta come un progetto nuovo di zecca. Gli strumentali a cui Steve si riferisce sono Dominick St. e Sara's Angel.
Dominick St. una danza irlandese, registrata in quel di Dublino ma completata a Nashville, con la partecipazione della fisarmonicista Sharon Shannon. Una danza pura ed incontaminata che ha il sapore delle cose d'Irlanda, vibrante e coinvolgente. Sara's Angel fa parte del lotto di incisioni effettuate coi Bluegrass Dukes (tra i quali militano gente del calibro di Tim O'Brien e Darrell Scott) ed un bluegrass strumentale diretto e lineare che si basa unicamente sugli intrecci dei vari strumenti a corda, con violino e chitarre in decisa evidenza.
I brani gi apparsi nelle colonne sonore sono significativi. Sono gi conosciute Me and The Eagle struggente ballata, lenta e intcriore, che faceva bella mostra sulla colonna sonora di The Horse Whisperer, che comunque fa piacere ritrovare in un disco di Steve: il calore della voce e l'asciuttezza dell'accompagnamento sono da manuale. Quindi Time Has Come Today, da Steal This Movie, in cui Steve rilegge in modo teso ed elettrico (assieme a Sheryl Crow) il vecchio successo dei Chambers Brothers e la straordinaria Ellis Unit One, un gospel blues acustico (era su Dead Man Walkin) in cui fanno bella mostra le voci spesse dei Fairfield Four. Mentre Some Dream (appare in The Rookie) nuova di pacca perch il film non ancora uscito.
Si tratta di una classica ballata elettrica alla Steve Earle: arrangiamento disossato, chitarre jingle, voce in tiro, per una canzone ad ampio respiro che ci porta lo Steve elettrico che amiamo maggiormente. Ed anche Open Your Window nuova: nella colonna sonora (ma non sul disco) di Pay It Forward. Meglio, cosi ce la possiamo gustare ex novo.
Classico train alla Steve Earle, le sue pause, la sua chitarra, la sua sezione ritmica, per una ballata secca ed espressiva che, certamente, far parte del suo repertorio live. Johnny Too Bad gi conosciuta, stata registrata alcuni anni fa coi V Roys, e si tratta di una versione dirompente e ruvida del noto hit reggae, mentre anche Creepy Jackalope Eye alcuni di voi la conoscono gi perch era sull'EP punk che Steve ha registrato coi Supersuckers.
Il resto nuovo. Two Girls una composizione elettroacustica introdotta da un'armonica dylaniana, dalla forte impronta lirica: Steve canta con voce sofferta ed espressiva e fa attendere a lungo l'entrata della band, quasi a pregustare la canzone, a farcela assaggiare con lentezza. Breed la meno usuale: si tratta di una cover dei Nirvana tignosa, dura, elettrica. La voce tesa, le chitarre distorte, la ritmica rotta e sfrigolante. Ma le sorprese non finiscono qui. Willin', proprio quella dei Little Feat, viene rivista coi Bluegrass Dukes in una versione acustica di grande presa.
La voce del leader, l'accompagnamento con strumenti a corda, il coro che rifa il notissimo refrain, sono solo alcuni degli elementi che rendono questa canzone splendida, uno dei brani pi belli di sempre, uno dei momenti migliori del disco. La parte centrale, in cui chitarre e mandolino si doppiano prima dell'entrata della voce, da antologia. Anche My Uncle, registrata dal vivo a Fargo nel North Dakota, suonata assieme ai Bluegrass Dukes.
Si tratta di un country-grass sciolto e pulito tutto giocato sui vari strumenti e su un ritmo coinvolgente, che la voce di Steve, da countryman consumato, rende in modo perfetto. Chiude il disco una ennesima chicca. Steve che interpreta Bob Dylan. Infatti il nostro si cimenta in una versione personalissima della turgida My Back Pages, registrata durante le sessioni di Steal This Movie ma poi nella colonna sonora stata usata la versione di Jackson Browne e Joan Osborne ).
Tempo lento, voce acuta e distante, con solo la chitarre alle spalle, che riprende in modo personalissimo la ballata dylaniana, tra le pi belle di MrZimmerman. Poi entrano basso e batteria, in modo sommesso, quasi che Steve ci voglia salutare ricordando il pi grande, ma a modo suo. Sidetracks un signor disco, non una raccolta di pezzi sparsi. Aveva ragione Mr Earle.






 

 
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