GEOFF WILDE (Battle With Myself)
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  31/10/2020
    

Alt.Country e folk/rock s'adattano all'intimità emotiva sincera, dolente, disincantata o rabbiosa dei personaggi che popolano Battle with Myself.
Da Blackburn, England, Geoff Wilde mostra tra la fiammante bellezza dell’iniziale Battle With Myself all’avvolgente calore che emana I Guess That I Don't Love You Anymore, cosa dia l'amore, la necessità dell'amore, e poi la grande quantità di complicazioni provocate dall'amore, tanto per essere chiari.
Con la lapsteel il suono ha la giusta dose nostalgica in Better Man, il country dipinge continue parentesi riflessive, Goodbye, My Friend e le chitarre fanno il resto, costruiscono insieme il proprio fascino restando fedele all'assunto di partenza, fotografando l'uomo e i suoi pensieri con intelligenza e animo in So Long, 5 Years, I Dreamt That You Died e Hello There, Stranger.
12 brani in 34 minuti, il tempo non conta poi molto quando sono espressione di un suono sincero e, come mostra la conclusiva On the Banks of Blackburn Canal, Geoff Wilde si tiene ben alla larga dalla minacciosa macchina del music business che tritura senza pietà le ambizioni autoriali.