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      DEMIAN BAND (Souvenirs from Hell)

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  Recensione del  23/12/2019                 
    

Nato in Argentina e accasato in Spagna, sesto album per il chitarrista Demian Dominguez (cosa curiosa, un marchio di amplificatori gli ha dedicato un modello) in Souvenirs From Hell chitarre e blues dialogano e si nutrono di nuove energie (Souveners from Hell e You Don't Love Me) fino a definirsi in un tempo e in uno spazio magicamente sospesi nella ballata I'll Wotta Woman.
Luogo magico creato dalla Demian Band in cui ogni dettaglio della chitarra pronto a lacerare carne e nervi in Whiskey Lies e Cry Baby, sentimenti profondi polarizzati da un lato dal desiderio, dall'altro dalla chitarra, ogni brano per la Demian Band diventa uno spazio vertiginoso (Waiting, I'll Be There), sereno e solenne, circondato da una luce che come quella dei quadri di Giovanni Bellini.
Ottima sia la rilettura del classico di Bill Withers, Ain't No Sunshine, che la conclusiva Leters I'm Not Going to Send You, l'impressione finale di Souvenirs From Hell quella di una materia bollente vista da vicino, per scelta stilistica, certo, ma anche per precisione nello sguardo, e quello della Demian Band, sul blues/rock, non che si trova in giro cos facilmente.



     



 

 
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