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      JERRY LEGER (Time Out For Tomorrow) ••••

                     Versione per la Stampante
 


 
 
  Recensione del  07/12/2019                 
    

Time Out for Tomorrow nasconde poesia su un fondo oscuro, ballate di Americana per parlare della vita, di sogni, relazioni, del mondo in cui viviamo, Jerry Leger sa come liberarle nelle convincenti Canvas Of Gold e That Ain't Here, così, trattandosi anche della sua vita, può pescare quello che cerca.
Le chitarre tra elettrico e acustico ne consentono una rilassata godibilità in Justine, Read Between The Lines e Tell A Lie, oggetti e persone, inesorabilmente bersagliati come da coni di luce bianca, il violino funzionale e spoglio di ornamenti superflui, dona spessore a Burchell Lake e Survived Like A Stone, ascolti la splendida chiusura di Tomorrow In My Mind e ti convinci che le melodie di Jerry Leger sembrano correre su un nastro di Mobius (il matematico e astronomo tedesco, non il disegnatore di fumetti, mi raccomando).
Ovvero, una lunga striscia di carta, la si tiene ad una estremità, se ne rivolta l'altra, si incollano le due estremità.
Ecco fatto. Immaginate adesso di camminare su questo anello, vi troverete a percorrerlo completamente, cioè su tutte e due le facce della striscia, sopra e sotto, dentro e fuori, senza mai attraversarne i bordi.
Un bell’anello, Time Out for Tomorrow. Regalatelo per Natale.



     



 

 
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