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      STEVE EARLE & The DUKES (Exit O) •••½

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  Recensione del  11/01/2004             
    

Il seguito del celebre Guitartown un disco che ha lasciato una scia indelebile negli anni '80, pieno di belle canzoni che sono restate in vetta nelle chart americane per tanto tempo: come dimenticare Hillbilly Highway o Someday o Goodbye's All We Got Left, tanto per citarne alcune, una capolavoro. Ma ecco a ruota questo Exit O che nei suoi 38 minuti non fa altro che ribadire tutto il bene che a questo rocker di san Antonio vogliamo: continua a spingere sull'acceleratore con il suo modello di country music e con il rock pieno di melodia che tanto ci piace ascoltare.
Una copertina che ci invita a svoltare nella sua direzione, a seguirlo per ascoltare insieme ai suoi fedelissimi Dukes nella bella e trascinante iniziale Nowhere Road, dove il country alla sua maniera vien fuori nel modo migliore. Restiamo su questa strada con la successiva Sweet Little '66, un valzerone country-rock o come la delicata No. 29 con la chitarra acustica e un piano a dipingere l'animo più tranquillo e romantico di Steve.
Una splendida armonica accompagna la roots song Angry Young Man ed il brano è una ballata rock dalla melodia trascinante e non si può certo starsene fermi e zitti. Omaggio alla sua terra con la springsteniana San Antonio Girl seguita da The rain came down altra solare e limpida rock song piena di fascino. Senza un attimo di tregua eccolo continuare a stazionare nei piani alti del piacere con I ain't ever satisfied e con The week of living dangerously e la melodia ti colpisce non solo quando Steve canta il ritornello.
Non siamo ai livelli dell'album precedente ma è un degno seguito per un dei migliori songwriter che il texas ha sfornato negli ultimi decenni, per chi ama Steve Earle un disco da tenere assolutamente a portata di mano…






 

 
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