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      STEVE EARLE (I Feel Alright)

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  Recensione del  30/01/2004             
    

Dopo lo splendido Train a'comin' dello scorso anno, album che finito in testa alle nostre, ma anche alle vostre classifiche di gradimento, Steve torna alla sua forma pi usuale, quella elettrica. I Feel alright, io sto bene, contiene dodici canzoni nuove ed il disco il seguito di The hard way, pubblicato nell'ormai lontano 1991.
Earle tornato tra i vivi, uscito dagli inferi della droga, uscito di prigione ed I feel alright una sorte di discoliberazione in cui l'artista grida al mondo che lui c' ancora, che la sua musica viva ed ha voglia di farsi sentire da tutti. Pe questo l'album risulta fresco e vibrante non cos funereo come The hard way, n visceralmente elettrico come il live Shut up and die like an aviator le canzoni hanno un che di ottimistico, un fondo di speranza quasi di allegria, quasi totalmente assente nei passati lavori del lostro; Steve stato toccato duro dalla vita, ha provato a cadere ed a scendere pi in basso di quanto umanamente sia possibile, forse per questo la sua nuova musica cos intensa, forte, vitale, vibrante: gi Train a'comin' conteneva grandi canzoni, pur eseguite con un tessuto acustico, canzoni come Good bye, che ti segnano nel profondo.
E I feel airight prova a seguirne le orme: la voce intensa, lo script di ottimo livello, gli strumenti di contorno mai fuori posto. Non ci sono ospiti eclatanti: Richard Bennett ha prodotto, assieme a Ray Kennedy e Richard Dodd, ed ha messo assieme a Steve alcuni suoi fidi musicisti. Infatti, proprio come chitarristi, troviamo Bennett e Kennedy, mentre al basso, tra gli altri, ci sono Gary Tallent e Roy Huskey Jr, ed alla batteria Custer, Greg Morrow e Rick Shell. Earle canta, bene, e suona splendidamente l'armonica a bocca, dando un che di bohemien alla sua musica, un tocco deliziosamente dylaniano.






 

 
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