GRAVEYARD (Fever)
Discografia border=di Pellegrino IACOVELLA

        

  

  Recensione del  26/10/2026


    

La band Svedese dei GRAVEYARD e quel modo di mettere a fuoco il rock & psichedelia.
È il “memento” che si incide sulla pelle di Fever, avvitandosi allo stesso modo da Back From The Grave alla sfrenata foga di Tongue Tied.
Solido, ruvido e chitarristico, dalla voce di Joakim Nilsson un modo di osservare la realtà traendone una visione che sbatacchia a dovere, anche nei ‘rallentamenti’ di A Better Cut (Note To Self) e Time To Tell.
All’interno del racconto di Fever il rock si snoda continuamente attraverso linee direttrici che cercano di spostarne lo sguardo (Room Tempered), trascinante la bellezza di Year Of The Horse, e la sensazione che il risultato non sfugga mai di mano ai GRAVEYARD.
Capaci di rifondarlo, quel rigenerarsi (A Means To An End a Don't Shoot!) in un disco che a ogni scarto di scrittura compie un passo avanti, in termini di compiutezza.
Fever semina stimoli fino al finale di Dead Note, con intuizioni senza poi abbandonarle completamente per strada.
Il rock non li si “fa”, lo si “soffre”.
Sulla propria pelle certo, ma anche sulla propria anima.