
L’Alt.Country di
Vincent Neil Emerson richiama alla mente altri dischi sedimentati in una specie di memoria country condivisa (
Fishin' Hole a The Great Highway) e
Blue Stars trae giovamento utilizzandola come fosse un cavallo di Troia (gran ballatona
Blue Stars).
Per il Texano è molto più che una vocazione: è una vera e propria esigenza (delizioso il passo di
Dark Horse), una necessità ontologica in quella perla di
Rich Man o come elettrifica See My Pony Run.
Ma come mostra la seconda parte di Blue Stars, sperimentare nell’Americana, per cercare linguaggi personali e andare a riaffermare uno stile con
Chippin' At The Stone e Jet Plane, da suggellare con la conclusiva
Rising Of The Sage.
Memorie alle sue origini, quella dei Nativi d’America.