
Un’immagine come un dipinto.
Andreas Diehlmann, la strada, la pioggia nel cuore della notte.
Cold Wind On A Dark Black Night è per sua natura incline all’ibridazione fra blues e rock, fra ciò che sta all’interno di quel quadro e ciò che pulsa al di fuori di esso.
Il trio (Jörg Sebald al basso e Martin Gunkel alla batteria), così trattenuto da lasciare tutto magicamente intrappolato sulla superficie di
Hey Man, a trascendere dal tempo materiale della chitarra, pronto a viverla nel tempo presente delle toste
On The Road Again e Thunderbolt.
Andreas Diehlmann disegna e assembla note come un puzzle.
Un paesaggio che prende forma tra ballate (splendide
Alone e Carol), in una visione fondata sull’incastro perfetto dei pezzi (incisivo il lavoro in
Cold Wind On A Dark Black Night e Long Way Home).
Ogni pezzo al suo posto (
Miss Fortune alla cover finale, Help Me di Sonny Boy Williamson II).
E, una volta costruito, Cold Wind On A Dark Black Night appare come un mondo ordinato e sicuro.
Un posto pulito, ‘illuminato’ dal Blues/Rock e ‘suonato da Dio’.