
È sempre molto interessante vedere
Roger Clyne & The Peacemakers che si volge indietro e cerca di raccontare qualcosa che non ha visto, sentito, provato.
Vale anche per l’11cesimo disco con quel Southwestern Rock’n’Roll che ha margini mai chiari, diversi, ma collimano in
Hell to Breakfast (la carica di
Fireflies, l’armonica lanciata nel finale, quell’aria di confine Messicano a tenerli ancora uniti, una perla
Agua Caliente).
Chitarre sbarazzine in
You Got Lightnin' e nel cuore di
Special Guest, tra azzeccate ballate come
Getaway e Yeh Shoobeh, quasi a reinventarsi (nella misura in cui “inventare”, da invenire, vuol dire scoprire, trovare ciò che presumibilmente già c’è).
L’apertura, ricambiata, reciproca di Hell to Breakfast riconducibile verso una discografia a prima vista ancora vicina, compatibile, amica.