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Discografie

Aggiornamento
MAGGIO 2012
 

Ray Wylie HUBBARD
The Grifter’s Hymnal •••••
 

The RAGGED JUBILEE
In The Valley ••••
 

Lo speciale 2012 da Austin, Tx

Sermoni, canzoni religiose e Ray Wylie Hubbard. Ti assalgono particolari in simultanea a leggere il titolo, Grifter’s Hymnal, si configurano come una zona privilegiata del testo, come luogo in cui si annida e si concentra il senso della fede religiosa, ma in cui è possibile rinvenire soprattutto la ‘chiave’ di una beffarda ironia che s’incrina sovente lungo il crinale di una chitarra sorda a dissimulare il rock e il delta blues. Altre curve pericolose per Ray Wylie Hubbard, portano The Grifter’s Hymnal sempre dalla parte di A.Enlightenment…, spostato, lontano da quel luogo...
Lunga la strada percorsa dal sestetto californiano dopo la partenza in tromba e il ritmo strepitoso di American Moan –tanti i riconoscimenti nella West Coast e in Europa, special modo in Spagna- seppur in coabitazione con banali etichette, la voce di Ethan Burns accostata a Jim Morrison, testi strutturati con una ideologia e una morale politica, i The Ragged Jubilee ricalcano queste voci più o meno furbescamente, le fanno a pezzetti (“I don't think that question has anything to do with my music... I'm not interested in any ‘Movement’", dice Burns) e le squagliano e le tritano nel nuovo disco...

Credits

Lincoln Durham L’esordio di Lincoln Durham è del 2010, 4 brani, un Ep intenso come un campo di battaglia: bersagli di amore e odio, territori del Delta Mississippi tensivo di ombre e luci, vita e morte come nell’immaginario della splendida Reckoning Lament che ritorna dopo 2 anni nello stesso intenso riquadro prospettico di punti di vista e...
The Shovel vs The Howling Bones

 

 

 

CHIP TAYLOR & The New Ukrainians
Fuck All The Perfect People ••••
 

The DREW LANDRY BAND
Sharecropper's Whine ••••
 
Tejas Brothers La vita di ciascun uomo è per lo più il contesto di un disordine -quale vita è ordinata? - ma quando in quel disordine gli elementi costitutivi diventano il blues, il tex-mex, donne e alcohol, allora bisogna stare allegri perché non c’è nulla da temere: sono utili, ti agitano, ti circondano caoticamente da tutte le parti, tirandoti per molte strade...
Rich Man

 

 

Da 40 anni sulla breccia del cantautorato americano, un periodo d’oro tra gli anni ’70 e ’80, acclamato dal Rolling Stone quando cantava dei propri antenati –una famiglia di minatori- ad anticipare un movimento cowboy, un discorso politico travestito da spettacolo in costume. Chip Taylor con gli anni continua a mascherarlo da allegoria, all’interno di un apparenza ingannevole che si trasforma -disco dopo disco- ...
La band della Louisiana in gita primaverile in quel di Luckenbach, Tx, un concerto e una chiacchierata utili per ripescare Bandryland: Sharecropper's Whine. Produzione particolare, nata nel 2008 col documentario Last Man Standin: The Drew Landry Story del filmmaker Josh Hyde, in compagnia del singer-songwriter Drew Landry ‘on the road’ per 3 anni, cd rimasterizzato quest'anno con l’aggiunta...
The Cropdusters La quiete dell’atmosfera in Montana continua ad essere precaria per i The Cropdusters, subisce ruvidi perturbamenti mentre portano a valle 12 nuove fiammanti canzoni, un percorso semplice ma necessario per il quintetto di Missoula tra ‘small-town dive bars, whiskey, beer, dogs’ e ancora whiskey. Dopo Live at the Half Moon...
…With All Due Respect

 

 

 

Shooter JENNINGS
Family Man ••••
 

Rodney HAYDEN
Live From The Phoenix Saloon ••••
 
Owen Temple Continua la ricerca e la maturazione artistica di Owen Temple, dopo aver girato parte dell’America per registrare l’ottimo Dollars and Dimes, con Mountain Home torna a parlare del Texas, di banditi, cowboys, mascalzoni e gente comune. Stilisticamente non conosce limiti, non ha paura di sporcare il country con il folk/americana, resta...
Mountain Home

 

 

Il ribelle Shooter Jennings dopo i discutibili psicadelici concept albums targati Black Ribbons torna a casa, non parlo della New York dove si è trasferito con moglie e figli (Alabama e Blackjack), dove con la nuova band dei The Triple Crown ha scritto e prodotto Family Man, ma al country-roots, a quel primo amore scelto per raccontare se stesso, la vita, i sentimenti e le riflessioni di un musicista abituato a...
Una domenica al Phoenix Saloon di New Braunfels per il primo live di Rodney Hayden? Risposta banale, bellissima serata. 18 brani a ripercorrere tutti e 6 i dischi del songwriter nato nella piccola cittadina di Pleasanton vicino a San Antonio, famose, riconoscibili senza nemmeno richiamare la funzione titillare della memoria prima di tuffarsi nell’intenso vortice acustico diviso con David Beck e la voce di Drew...
The Mallett Brothers Band Low Down non abita sul confine del Texas ma è il confine dei fratelli Jack e Will, ne incarna la desolata divaricazione tra roots e rock, finalmente calpestabile dalla The Mallett Brothers Band -seppur l’esordio omonimo del gruppo di Portland fosse stato interessante-, in Low Down lasciano fluire il movimento dell’alt.country ritrovandosi...
Low Down

 

 

 

The JEREMIAH HOUSTON BAND
Sad Sad Song •••½
 

SHURMAN
Inspiration •••½
 
Jeremy Halliburton “Since I had worked at KCTI as well as the station in Victoria, I had spent a lot of time around artists and radio people. I think that kind of soaked in, and I continued to work on my songwriting”, l’approccio meditativo del deejay radiofonico Jeremy Halliburton al disco d’esordio non poteva che rispecchiare l’eterogeneità della...
Whiskey & Lies

 

 

Dopo l’Ep Story of Me torna Jeremiah Houston a completare le ‘outlaw ballads’ malinconiche e sentimentali incise nel Maggio dello scorso anno. Anche la struttura di Sad Sad Songs si regge tutta su corrispondenze ‘interne’, tipicamente texane, senza mancare di gettare rapide occhiate verso il rock. In un certo qual modo, il disco si avvita su stesso fin da Story of Me e Sad Sad Songs, il basamento...
Lo stile dei Shurman non cambia, un quinto disco di classic rock macchiato dal country tipico del Texas, la passione del vocalist e chitarrista Aaron Beavers non è scesa negli scantinati lasciando il dominio alla routine del maintream, “Let Me Be Your Inspiration Tonight” canta nella Title-track. Si prende l’impegno di rivangare il tempo eterno circolare del rock nelle appassionate Hometown Judgement Day...
Joe Minger Una lunga vita come musicista ma per spiccare il volo al vocalist e bravo strumentista (armonica e steel guitars) ci voleva un disco e Monroe County ci fa immaginare quali possibili prospettive avrebbe potuto assumere la carriera solista di Joe Minger. Un bel disco di americana, canzoni ben scritte e arrangiate, non si allontana...
Monroe County

 

 

 

Bap KENNEDY
The Sailor’s Revenge •••½
 

SONS OF BILL
Sirens •••½
 
Scott Gibson Lungo il giro del texano Scott Gibson, è durato ben sette anni. Tempo di una sosta, breve, a ben vedere la cover del nuovo disco, il terzo, Just Keep Drivin’. Come nella sublimazione di ciò che ci sta intorno e che tuttavia sfugge, svicola, scappa, ma almeno Scott si è fermato a pensare, riflettere, misurare la propria vita allo scopo di...
Just Keep Drivin’

 

 

Un incontro felice con Mark Knopfler (“One day he suggested we make a record together, but we were both about to make our own albums, so we put it off for a year or so. But then we were back on tour, and he goes, ‘Have you got any songs?’ So I played him The Sailor’s Revenge, and he goes, ‘Do you have any more like that?’ It’s great to have people like him interested in your work”) con The Sailor’s Revenge...
Il discorso del premio Nobel William Faulkner (‘Banquet Speech’) tenutosi a Stoccolma, nel Dicembre del 1950, quel passaggio scuro e minaccioso come il vento del Sud della California di Santa Ana Winds che spira nella valle della morte, è per i tre fratelli Wilson il modo di allontanarsi dal movimento orizzontale tipico della progressione dell’alt. country, per ospitare un’anima dell’America melodica in...
Jonathan Ross Passato e presente dove manca l’obbligatorietà dei percorsi, lo stile del singer-songwriter di Houston, Jonathan Ross, è asciutto e ben calibrato, lieve e malinconico, le melodie sono ricche, consistenti nel loro spessore dove una ricca strumentazione diventa un comodo accessorio per consolidare il disco d’esordio Hence the Blues. Il...
Hence The Blues

 

 

 

Tom GILLAM
Rustic Beauty •••½
 

Lyle LOVETT
Release Me •••½
 
Dan Montgomery Da un po’ di anni conosce solo Memphis, per un cantastorie come lui forse era l’unico modo per continuare a spiegare con la necessaria obiettività, la lenta trasformazione (decomposizione) del mondo che ci circonda, con uno sguardo che cerca il lato ridicolo-assurdo-angoscioso della realtà. L’ultimo ricordo era con la prostituta Rosetta...
You'll Never Be A Bird

 

 

Il sesto disco di Tom Gillam è impregnato di polvere e terra texana, sgretola l’elemento rock che apparteneva a Had Enough (2010) e Never Look Back (2007) e infila il piacere del country-roots elettro-acustico, la pedal steel nell’instabilità delle chitarre elettriche. Nuovo produttore, una band rodata, i The Drakes, la partecipazione illustre di Cody Braun dei Reckless Kelly al violino (palpitante nell’avvio di Till the...
11 album in 30 anni alla Curb Records. È arrivato il giorno dell’addio per Lyle Lovett. Release Me non è il suo testamento, le 12 cover e solo 2 nuove tracce fanno pensare ad un passo scritto in quel lontano 1980, ad un obbligo contrattuale prima di cambiare aria. La scelta dei brani (anni ’30 ai ’50, il focalizzarsi su oscuri folksinger) delineano uno humor del songwriter texano che forse riserba...

Leroy Powell And The Messengers Lasciarsi alle spalle Shooter Jennings, il periodo d’oro con i 357's, le atmosfere familiari del country solcate da solista fino ad Angels & Curves potevano essere un azzardo per il chitarrista Leroy Powell, pagate per intero nell’ambizione di rispolverare uno sfibrato, psicadelico rock nel grezzo e balbettante Paranoid, ma era già...
The Snowblind Moonshine Deathride

 

 

 

The JONDO TRIO
The Jondo Trio ••••
 

GREASY GRAPES
Headed South ••••
 
The Ragged Jubilee Hanno impiegato del tempo per trovare l’esatta sintonia, ma come dice il vocalist Ethan Burns “Everything came together and the name morphed into the idea of how we should sound.” Il sestetto californiano dei The Ragged Jubilee spinge nella direzione del classic rock anni ’70, lo prende come viene, sporco, artigianale, dal...
American Moan

 

 

La voce scolpita nella pietra, le chitarre dure come il marmo, spigolose e ruvide come le asperità che ogni buon ‘cristiano’ è costretto ad affrontare ("We all play in our church's worship team," dice il chitarrista-vocalist Nate Mosley. "We got to talking one day about the spiritual messages of the early blues tunes and realized we all shared a love for the same thing"). La power band dell’Indiana del The Jondo Trio...
Rock n’ roll da Caracas, classico ma che non lascia indifferenti (qualche buon avvisaglia nell’esordio del 2009 con At the Back of The Hill) i sapori anni ‘60 e ‘70 sono più intriganti e allo stesso tempo suggestivi, non c’è bisogno di nessun filtro, in Headed South pervade una forza spontanea, come se fosse stato registrato dentro al cuore dei ricordi. Il quartetto venezuelano dei Greasy Grapes si appoggia molto alla...
The Memphis Strange Il punto di partenza da dove nascono le storie di Birth of the Strange sta in un luogo, Austin, Texas. Uno spazio fisico dove spesso è l’inizio di un’idea di musica, poi dipende da come ci si dispone, i The Memphis Strange viaggiano sul registro melodico del profondo Sud concedendosi alle tradizioni del blues, ma non disdegnando il lato...
Birth of The Strange

 

 

 

Bruce SPRINGSTEEN
Wrecking Ball •••½
 

Eric BIBB
Deeper in the Well •••½
 
The Tin Hearts Tramontati i grandi racconti sociali e politici, impallidito il Partito della Chiesa, specialmente in Italia dove il ‘campanile’ è stato sostituito con la televisione, ci si aggrappa ai ricordi e al rock, quello classico, di chitarre elettriche legate alle jam e a magiche tastiere. I The Tin Hearts, quintetto dell’Ohio nato per suonare musica dal...
No Good Deed

 

 

Dal palco texano dell’ACL, lo splendido The Moody Theatre sono balzate all’occhio un paio di cose: le colorazioni smorte del paesaggio di Magic e Working On a Dream sono state rimodellate dalla famiglia allargata della E-Street Band (una ventina di elementi con tromboni, banjo, doppie percussioni, 3 coriste, il giovane –e in gamba- nipote di Clemons, ovviamente al sax) con le tradizioni celtiche e la...
In una carriera costruita per sovrabbondanza –in 40 anni, 35 album-, arriva l’esordio per la canadese Stony Plain, etichetta roots music e Deeper in the Well si sovraccarica di banjo, violini, mandolino, tamburi, sapori cajun e con una squadra di illustri musicisti dalla Lousiana, è pronto a sedurre l’ascoltatore e ad inchiodarlo in un gioco elettro-acustico fatto di continui rimandi tra folk, americana ed...
Bryce Janey Il blues-rocker dell’Iowa studia sempre con precisione le misure delle chitarre, ne recinta le parti con la slide acustica ed elettrica e al momento opportuno piazza in bella vista la struttura di granitici riffs anni ’70, il concentrato della gagliarda Down Home Blues che apre Game of Life, l’ottavo disco di Bryce Janey. Una interessante...
Game of Life

 

 

 

Todd SNIDER
Agnostic Hymns & Stoner Fables •••½
 

LUCERO
Women & Work •••
 
Ben Prestage Con la fedele cigarbox guitar tra le mani, il ‘one man show’ della Florida (suona chitarra, basso, batteria) è libero di allacciarsi alle tradizioni del blues, tesse le sue ballate immerse nel delta mississippi e nell’armonica, abbandona gli stili senza cercare altrove l’ispirazione che resta bloccata nelle desolate periferie dove è cresciuto in una...
One Crow Murder

 

 

Banche, demoni, religione diventano modernariato freddissimo per Todd Snider. Non c’è nessun soffio di nostalgia calda, c’è il recupero freddo di uno storyteller che non possiede un’erudizione spicciola, da manuale enciclopedico tascabile, Agnostic Hymns & Stoner Fables è profondamente intriso nel pensiero e nei fatti culturali di un mondo brutto e spietato. Insieme alla violinista...
Sempre Memphis, Women & Work vede ancora il connubio tra la legenda Jim Spake e Scott Thompson a cercare di riprodurre il sensuale cortocircuito di 1372 Overton Park, i due mondi dei Lucero anche al sesto disco. Si scontrono e si desiderano mentre fuoricampo continuano a scorrere nottate di alcohol e scontati pensieri romantici, non è esattamente una lettera d’amore a Memphis ma quel tocco malinconico...
 
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