ADEEM THE ARTIST (White Trash Revelry) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  19/12/2022
    

Nel rurale Sud degli States, sia adulti che ragazzi sembrano disorientati allo stesso modo, quasi spaventati da ciò che li attende, White Trash Revelry riflette tali esperienze nelle storie di Adeem The Artist.
Da una ‘small town’ del Nord Carolina alla ricerca di riferimenti che si credono stabili e si incamminano sulla ballata di Carolina, alt.country e americana, chitarre, religione e politica punteggiano l’azione di Heritage of Arrogance e Baptized in Well Spirits, poi il loro intervento diviene vitale e prende a cuore le dinamiche dei personaggi.
L’effetto è salutare, il modo di ridistribuire il gioco tra Painkillers & Magic e l’efficace honky tonk di Run This Town, risulta appropriato anche nelle ballate di Middle of a Heart e Redneck, Unread Hicks in cui l’aria agreste non rinuncia a una parte di sé per avverare la realtà.
E non si tratta di capirla o afferrarla, ma di darle consistenza in Going to Hell e My America, tanto che White Trash Revelry sembra zampillare dalla vita vera e Adeeem The Artist può andarne fiero.