WILLI CARLISLE (Peculiar, Missouri) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  

  Recensione del  01/09/2022


    

Folksinger/poeta del Midwest, Willi Carlisle canta per/della gente, Peculiar, Missouri si muove tra acustico/elettrico dentro le immagini che rilasciano i suoi brani, immersi in uno spazio dell’alt.country esplorabile sin da Your Heart's a Big Tent.
Una sorte di esperienza sensoriale agreste, immersiva, la splendida ballata Life on the Fence è anche completamente e profondamente interattiva in quanto chiama in causa i sensi e i movimenti, alle sollecitazioni dell’ambiente agreste che inizia a circondarci è difficile non rispondere, si fa ascoltare in tutte le direzioni, si tratta di un immaginario che va scoperto, sollecitato, con cui Willi Carlisle intavola un vero e proprio dialogo.
Tulsa's Last Magician a Peculiar, Missouri, è la capacità di andare a trovare la “poesia” laddove sembrava non ci potesse essere alcuna “poesia”, il cowboy, le dispute sui diritti dell’acqua, il confine mexicano rilascia bellezza in note in Este Mundo e si allunga a toccare Goodnight Loving Trail.
Ballate e la parola sono le regole di Willi Carlisle, hanno un tono dominante dal principio alla fine, ci fa entrare lentamente nei 6 minuti della Title track, mantiene quel ritmo placido e svela poco alla volta i traumi e i dolori che bollono sotto una superficie, quella di Peculiar, Missouri.