RIDDY ARMAN (Riddy Arman) ☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



        

  Recensione del  30/09/2021
    

La solitudine, il paesaggio rurale, l’essenza di una cowgirl, la vita nel ranch è lunga e faticosa, 12 ore al giorno e la notte non è mai tranquilla, regala sorprese, ci si abitua al ritmo, ma c’è tempo per una pausa, per lasciare che le riflessioni sulla vita prendano il giusto tempo per maturare in musica.
L'alt.country delinea i termini di una tensione “aurorale” (come l'arcobaleno) tipica del femminile e capace di infrangere la granitica durezza del mondo, l’intensa ballata di Spirits, Angels, Or Lies balza all’attenzione col racconto di un padre a ispirare i versi con una storia vera, si parla dell’umanità alla scoperta dell’ignoto tra allucinazioni di forte impatto, la visita di Johnny Cash sul letto di morte.
Un disco quello di Riddy Arman come una fase piena di voglia di vivere, di energia cinetica che si trasforma in parole, musica, ritmo (Half a Heart Keychain) e ballate di indubbio spessore (Barbed Wire) mostrando sane diversificazioni (Help Me Make It Through the Night), questo è il sottofondo di Riddy Arman, la materia di partenza, gli elementi da lavorare.
Tutto si trasforma in Herding Song e nella conclusiva Problems of My Own, la scansione del country alterata, la sequenza scombinata.
Le melodie originate si immergono nel folk, Riddy Arman se le prende, le trasforma efficacemente (Old Maid's Draw) e montate per dar corpo a qualcosa di completamente nuovo e diverso, sull’amore nella convincente Too Late to Write a Love Song, viraggi elettrici che cambiano i colori che coprono in modo irregolare le superfici di Riddy Arman.
Vi piaceranno i colori di Riddy Arman, garantito.