ROBERT JON & THE WRECK (Shine a Light on Me Brother) ☻☻☻☻
 di Rino 'Pili' Colangelo Iacovella



             

  

  Recensione del  21/09/2021


    

Mai quella strana sensazione, di quelle che a metà percorso tutto sembra già concluso, con Robert Jon & The Wreck non si riesce a definirla, sarà che sono in continuo movimento, ma seguendo la scia pandemica prendono la spinta a continuare, ad andare avanti e farsi forza.
In Shine a Light on Me Brother è forte, Title track compresa, sale l'emozione che staziona per un po' dalle parti della testa e poi contagia le regioni del cuore, i piedi iniziano a muoversi e senza per questo perdere quell'opaca lucidità che da sempre gli appartiene, Robert Jon Burrison mischia rock ‘n’ roll, Soul/R&B blues, amori, tradimenti e in più, la the 504 Horns a dare un prezioso senso alla melodia.
Con i dischi di Robert Jon & The Wreck non c’è mai un “troppo scritto”, progetti che stanno bene sulla carta e sul disco non perdono fascino ed emozione, adorabile Everyday, spumeggiante Ain't No Young Love Song, la bellezza malinconica di Brother, mai indugi, gesti alla chitarra sempre indovinati e con della sana umiltà da rocker, il tutto diventa un valore d'insieme in Shine a Light on Me Brother.
Brani come formazioni di lava inquadrate dal rock ‘n’ roll frontalmente, ma con decise angolazioni dall'alto e dal basso tali da dar l'impressione che siano rotolate chissà da dove, e invece ecco che la sezione fiati in Chicago ribadisce che ogni melodia è necessaria alle precedenti - ma questo non significa capire che cosa c'è veramente dentro di esse (un po’ come la contraddittorietà ambigua del narrare, a prescindere dal contesto).
Il rock è una forma e una superficie, dietro si muove con circospezione la riflessione, la terza dimensione di Shine a Light on Me Brother nella ballata di Hurricane, non c’è modo di indugiare nemmeno in Anna Maria, non si aspetta che davanti a sé succeda qualcosa, accade sempre qualcosa con Robert Jon & The Wreck, la scena si agita, ed è bello riscoprirla in Desert Sun e soprattutto in Movin' e nella chiusura di Radio.
L’incrocio con Robert Jon & the Wreck dura da tempo e si ripete la magia, e perdonate se torno al cinema.. Ma è come quando capita di rivedere un film come A bout de souffle di Godard.
Ci sono questi due che continuano ad incontrarsi e attraversano tutta Parigi, mentre di tutto quello che c'è intorno non importa nulla.
Esistono solo Loro, esiste solo il rock per Robert Jon & The Wreck.